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MIRABILE

Archivio digitale della cultura medievale
Digital Archives for Medieval Culture


Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Conv. soppr. 344

sec. XI ex.
Note datazione Berg (in bibl.) data alcune iniziali abbastanza precisamente al 1100

Luogo di copia Toscana occidentale (?) (sec. XI ex.)
membr.
la pergamena è spessa e irregolare per le numerose zone di scalfo
III, 184, V'; la cartulazione antica (sec. XV) centrata al marg. sup. giunge fino a CLXXXII in quanto non calcola il bifoglio iniziale, originale e destinato al prologo (con il recto del primo foglio in origine in bianco con funzione di guardia, riempito in un secondo tempo da vari utilizzatori), segnato in periodo recente con I e II a matita. Una mano molto successiva ha segnato CLXXXIII il primo foglio del bifoglio di guardia finale. Su un paio di fogli interni compare una numerazione a matita recente che tiene conto del bifoglio iniziale (es. su f. CXXVIII compare il numero 130) ma il manoscritto non è stato ricartulato e la numerazione qui seguita è l'antica in numerazione romana ma espressa, per comodità, in cifre; I-III e III'-V' cart. moderne; I'-II': bifoglio con funzione di guardia aggiunto in periodo imprecisabile, dato che la legatura non è originale (per la relativa importanza del testo che vi compare il bifoglio è descritto nel Framm. I); fascicoli 1(2), 2-4(8), 5 (10), 6-23(8), 24 (4): Il primo bifoglio, in parte con funzione di guardia e numerato di recente I-II, è costitutivo.
Il fasc. 5 (ff.  25-34 ) presente un bifoglio inserito tra i fogli 6 e 7, di mano diversa (ff. 31-32) ma  strettamente coevo e di completamento del testo.
Richiami presenti sui fasc. 14 (f. 106v), 15 (f. 114v), 16 (f. 122v), 17 (f. 130v), 19 (f. 146v), 21 (f. 162v), 22 (f. 170v); dove mancano sono forse caduti per rifilatura in quanto sono posti molto in basso, al margine interno, limitati ad una o due parole.Al marg. esterno,  per lo più successivamente rifilati, erano le rubriche-guida
Inizio fascicolo: lato pelo
dimensioni: 381 x 257 (f. 79);   380 x 255  ( f. 143r)         ; specchio di scrittura: f. 79r: 35 [7/272/ 7] 60 x 23 /6 [170] 6/ 52f. 143r: 29 [7/ 270/ 6] 69 x 18 /7 [175] 9/ 46; ll. 44 = rr 44 (f. 79r); ll. 44 = rr 43 (f. 143r), rigatura a secco: la preparazione è tecnicamente omogenea, a secco, con regime di fori rilevabile al margine esterno, doppia riga  in testa ed in coda tirata fino ai margini esterni ma utilizzata per la scrittura; giustificazioni doppie risparmiate, anche le dimensioni dello specchio scrittorio sono lievemente variabili.

note generali sulla scrittura: Mani:  si succedono molte mani, alcune di formazione grafica vecchia con residui di legature precaroline, altre di formazione più nuova. Sono chiaramente distinguibili cinque copisti:
a. compare solo a f. 1r-v (ps. I9)­, è la mano più arcaica, con nessi ri (fortemente angolato), t+i assimilati (ma anche a f. 162r marg inf un aggiunta karitatem ha r+i, r bassa che prosegue a triangolo in i)
b. ff. 2r-30v, 33r -72v (l. 25), scrittura piuttosto continua, con 'f' regolarmente scendenti sotto il rigo, talvolta - ma più raramente- anche 's', rara presenza di 'd' tondo;
c. ff. 72 l. 26- forse fino a 88, la mano è seguibile per l'uso più frequente di una 'd' tonda di piccolo modulo, molto bassa; forse prosegue fino a 91r ma con alcune variabili di modulo e regolarità;
d: ff. 91v-146v, 155r-171v mano con penna molto sottile r scende sotto rigo, modulo variabile; la penna sottile le conferisce un aspetto incerto e poco omogeneo;
e: ff. 147r-154v (un fasc.: fasc. 20 ) mano dall'uso spaziale nettamente diverso, regolare squadrata con parole ben distanziate
f. ff. 172r -182v è forse la mano più regolare, le parole sono spaziate, l'articolazione grafica è omogenea e tende ad una certa orizzontalità.
Il prologo a f. Iv-IIr si deve ad una terza mano, strettamente affine alla mano dei fogli finali, per tale ragione lo riteniamo costitutivo (a differenza della valutazione di Berg, che lo valuta inserimento posteriore, databile attorno al 1100).


Presenza di note
Sul foglio I r, rimasto all'origine bianco con funzione di guardia, sono stati aggiunti un breve testo sui diversi nomi di Cristo (sec. XII) e parecchio dopo, un sintetico indice con indicazione dei fogli di riferimento accanto ad ogni salmo. L'indice è di mano del "copista Namur". Il foglio presenta la rasura di righi neumatici nella parte superiore-

decorato: mentre Garrison avvicina nettamente il manoscritto a produzione pistoiese, Berg assume una posizione più sfumata ma indirizzata a zona occidentale della Toscana. La datazione è al tardo sec. XI; il bifoglio iniziale e il bifoglio ora ff. 31-32, con le uniche iniziali di stile primo-geometrico, sono datati in Berg al 1100, dunque valutati inserimento leggermente successivo. Nella presente descrizione si propende invece per l'ipotesi di una successione nel prodotto, comunque unitario, di persone di formazione diversa, sia sotto il profilo grafico che artistico (le mani di copia finali sono senz'altro più giovani delle iniziali); in tal senso i due bifogli (iniziale e 31/32) risalirebbero alla fase di revisione ultima del prodotto. 
Iniziali decorate: a f. IIv l'incipit occupa la pagina; la B iniziale a profili gialli con motivi floreali o geometrici interni (20, 5 x 12) è affiancata per la lunghezza dalle successive parole incipitarie in rosso su riquadro bipartito giallo/azzurro; in basso in capitali rosse corre tra due fasce azzurre il seguito "qui non abiit"; a f. 79v iniziale maggiore e parola iniziale in maiuscole  ad intreccio ("Benedicam") a penna rimaste incomplete.
Iniziali maggiori decorate ai ff. 1r, 1v, 6v, 9r, 25r,  84r, 84v, 96r, 102v, 105r, 115v, 122v, 131r, 139r (2), 141r, 141v, 145r, 146r, 152v, 156r, 156v, 159r (2), 162v, 163r, 167r (2), 170r (2), 177v, 178v . Comprese nello spazio di ll. 8- 21 queste iniziali sono eseguite sempre a penna su pergamena riservata, ma diventano di esecuzione omogenea da f. 18r, con corpi tronchiformi e grassi intrecci vegetali interni, per lo più ad inchiostro rosso con profili rilievati di rosso e leggere, limitae campiture interne in rosso; più raramente campiture o rilievi in giallo.    La decorazione maggiore è  meno frequente nei fascicoli centrali; sui primi fogli - e quasi in concomitanza con aspetti grafici più arcaici - la situazione appare meno omogenea, forse con interventi successivi (f. 15v).
 
Iniziali minori (5-7 ll.) : ff. 3r, 4v, 11v, 15v, 18r, 25v, 28r, 30r, 33v, 40v, 43r, 75v, 76v (solo a penna), 84v (inch nero + rosso) 88r, 91r (ripass verde),  98r, 109v, 122v, 123v,130v, 131r, 134v, 139r, 141r, 141v, 145r, 146r, 146v, 152v (diversa), 166r, 166v, 159r, 162v, 163r, 167r, 170r, 177v, 178v
 
Iniziali minori non campite o semplici: 26r, 26v, 27r, 27v, 33r, 34v, 38v, 39r, 43v, 48r, 48v, 49r, 54r, 57r, 60r, 62v, 64v, 68r, 68v, 71v, 95r, 110v (2), 123v, 130v, 134v, 152v. Si tratta di iniziali semplici (per lo più nei fascicoli iniziali) oppure decorate a motivi vegetali ma di dimensioni nettamente ridotte.
 
Una iniziale zoomorfa a f. 78v. 
L'iniziale a f. 31r (bifoglio add.) è in 'earlygeometrical style', con il corpo verde, come pure in verde è l'iniziale del prologo a f. Iv; l'esecuzione è modesta.
Al marg. esterno di f. 27v è stata tracciata a penna una figura animale di ottima qualità, coeva ma senza rapporto con il testo.

 

rubricato


Legatura Legatura moderna in assi leggere ricoperte di carta, dorso e angoli in pelle.

Ente possessore Camaldoli (Arezzo), Eremo OSBCam (?) (sec. XIII-XX in.)
Nomi copista di Namur monachus OSBCam (fl. XIII med.), ad usum (sec. XIII ultimo quarto - XIV in.)
Precedenti segnature lxxxiiii, Camaldoli (Arezzo), Eremo OSBCam (a. 1406); Q.IV-1, Camaldoli (Arezzo), Eremo OSBCam (sec. XVII ex.)
Storia del manoscritto
Nonostante che il manoscritto presenti come primo segno di possesso in chiaro la nota a f. II', vergata da mano incerta e tarda: "Sancta camaldulensis heremum" (sec. XV.2), il riconoscimento, tra gli utilizzatori, del copista attivo all'eremo sul finire del Ducento (da noi chiamato "copista di Namur" ) ne attesta la presenza in periodo antico.
A f. Ir marg. inf. la segnatura corrispondente al catalogo C (sec. XVIII in.): "Inscrip. Catal° S.E.C. Q.IV-1"  ma il manoscritto compare  già registrato nell'inventario A (identificato da Magheri-Fossa, vd. Bibl.). Sulla guardia moderna iniziale sono riportate a matita : "Conv. Soppr. 344 (104)" e, ancora sotto, "Camaldoli 104.344"; sul dorso titolo in oro in alto e frammenti di cartellino moderno a profili blu inferiormente.
 


Enarrationes in Psalmos, Augustinus Aurelius, ff. Iv-IIr, 1r-182v
ps. 1-50

Bibliografia Del Furia Catalogus (III, 231); Magheri Cataluccio-Fossa, Biblioteca (pp. 38-39, 56, 147, 183, 440; p. 147 lemma 85, inventario A; p. 494 nr. 1: inventario C.); Berg Studies (1968) (pp. 27, 62, 255-256 n. 54 )

Spoglio inventariale
Camaldoli (Arezzo) - Eremo OSBCam. [Inventario A]85- lxxxiiii. Item prima pars expositionis psalterii, que incipit: 'omnis scriptura', et finit: 'deus de illo exigit suam', in cartis pecudinis et tabulis magni Voluminis.
Camaldoli (Arezzo) - Eremo. [Inventario C]1- [Q.IV] S. Augustini Expositio prime Psalmorum quinquagen(ae).

Frammento I sec. XIV primo quarto data stimata

Luogo di copia Camaldoli (Arezzo), Eremo OSBCam (?) (sec. XIV primo quarto)
membr.
I'-II'bifoglio con inizio dal lato carne, ridimensionato in modo irregolare e risarcito al margine esterno di f. I'. 

dimensioni: 350/354 x 243/248 circa

; ll. 35 (f. I'r), 32 (f. I'v)

note generali sulla scrittura: Scrittura di mediocre qualità, al tratto e di modulo grande, con aste discendenti sotto il rigo, curve contrapposte ben staccate, "r" con il secondo tratto ben marcato, andamento complessivo tondeggiante e armonioso. Definibile in senso proprio "bastarda" , vista un'esecuzione tecnicamente al tratto, questa scrittura, attestata in ambiente volgare già dal finire del duecento, si riallaccia direttamente alle tarde minuscole caroline della Toscana centro-orientale.



Storia del manoscritto
Difficile valutare quando il bifoglio I'-II'è stato aggiunto al corpus, certo in periodo precedente al suo utilizzo per note occasionali, la più antica delle quali è primotrecentesca.
 Su f. I'r-v si stende il lungo testo catalogato sulle tentazioni del maligno (il demone Beretto) ad un monaco. Il testo è scritto in modo relativamente accurato, presenta spazi bianchi ed è stato in alcuni punti corretto: forse è la preparazione ad una 'redactio' buona e questo ne giustificherebbe il successivo scarto. L'ipotesi della sua stesura a Camaldoli è giustificata dal tenore del testo e dal fatto che il manoscritto all'epoca doveva essere già giunto all'Eremo dato che l'attività del copista di Namur  - cui si deve l'indice iniziale - è sicuramente precedente.
A f. II'v è trascritta trasversalmente al foglio ed in parte caduta per rifilatura una lettera (forse anche in questo caso una stesura preparatoria) adespota e indirizzata ad un "reverentissimus pater" che lo scrivente si era proposto di visitare in ascensione Venetias ma ne era stato impedito.


Exemplum de diabolo et monacho [inc.: Si temptatio tibi maxima venerit], ff. I'r-v

Note inv. 206848 (f. II'v)
Il manoscritto, molto studiato sotto il profilo artistico (vd. Nota alla decorazione) presenta diverse mani in collaborazione: una decisamente ancora legata e morfologie precaroline, altre di formazione più giovane. E' stato unanimemente riferito a zona tosco-occidentale con suggerimenti più precisi al territorio pistoiese; l'ipotesi trova conforto in prodotti grafici pistoiesi del sec. XII, senza sottovalutare però la presenza nelle note marginali di una mano dalle caratteristiche sicuramente più occidentali (vd. scheda) possibilmente anche lucchesi.
La presenza, in un breve indice aggiunto dal "copista di Namur" -  attivo sul finire del Duecento con ogni probabilità all'Eremo - permette di ipotizzare a quest'altezza cronologica l'arrivo del manoscritto.

Responsabile scheda: Gabriella Pomaro

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