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MIRABILE

Archivio digitale della cultura medievale
Digital Archives for Medieval Culture

Descrizione diretta

Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Conv. soppr. 536


datato
a. 1464
Note datazione vd. colophon a f. 28r; a f. 51v: 1464 marzo 13

Luogo di copia Firenze (a. 1464)
cart.
filigranato: con filigrana di quattro tipi: (ff. 1-20) échelle molto simile a BML Conv. Soppr. 221 e a Briquet 5908 (Roma, 1457-1461; var. id. Napoli 1457-1468, Venzone 1462, Firenze 1462); (ff. 21-30, 32-38, 52-67); fleur abbastanza simile a Briquet 6655 (Perpignan 1468; var. sim. Lucca 1468, Venezia 1476); (ff. 31, 39, 42-49); lettre R identica a Conv. Soppr. 437 e molto simile (di larghezza inferiore) a Piccard 29071 (Firenze, 1460), per il disegno della R si avvicina molto anche Piccard 29075 (Firenze, 1461); (ff. 40-41, 50-51); chapeau, forse identica a Conv. Soppr. 537 e simile a Briquet 3370 (Firenze 1465-1467; var. sim. Venezia e Udine 1469): il formato del ms., la compattezza della cucitura di restauro e la presenza della filigrana in un solo foglio non consentono raffronti sicuri
in quarto
ff. II, 67, II'; numerazione a matita, nel marg. sup. est.; non numerate le guardie anteriori, num. a matita nel marg. inf. est. le posteriori; guardie cart. di restauro (I e II') e membr. (II e I'); fascicoli 1-3 (10), 4 (9), 5 (12), 6 (10), 7 (6): fascicoli regolari, tranne il quarto, un quinterno cui è stata asportato l'ottavo foglio; richiami verticali, scritti entro il colonnino interno, dall'alto verso il basso; assente il richiamo al f. 51v (fine testo)
dimensioni: 211 x 140 (f. 16r); specchio di scrittura: 22 [138] 51 x 22/6 [72] 6/34; rr. 25/ ll. 25, rigatura a secco: rigatura effettuata con mastara

scritture e mani bastarda;
note generali sulla scrittura: una sola mano, in scrittura bastarda influenzata dalla littera antiqua, di Diedi di ser Niccolò di Diedi; per la trascrizione del ms., Diedi impiega una scrittura molto simile a quella del fratello Lorenzo, sebbene più disarticolata e caratterizzata dall'alternanza tra d onciale e d diritta (Lorenzo usa invece solo d onciale) e da una distintiva g


Lingua copisti latino; greco

Presenza di glosse / note / correzioni
Interventi sporadici (per lo più nei fogli iniziali e finali) marginali e interlineari del copista (correzioni, glosse, riassunti marginali), quattro correzioni di altra mano, del sec. XVI (ff. 23r, 52r-v); tre marginali in greco (sottotitoli Paradoxa: ff. 52v, 55r, 56r), sempre di mano del copista

decorato
Iniziali semplici; Iniziali filigranate; Iniziali decorate: a f. 1r iniziale (Q di 3 rr. x 26 mm) in oro, a bianchi girari (contorno blu, campiture verdi e bordeaux), con tondini aurei, da cui si diparte un piccolo fregio nel margine interno; nel margine inferiore un fregio a bianchi girari che accoglie al centro, entro una ghirlanda verde, uno stemma, probabilmente dei Diedi (d'azzurro, il montone al naturale su tre monti d'oro); stemma identico in BML Conv. Soppr. 537; due iniziali (al f. 28v, 3 rr. x 18, e al f. 52r, 4 rr. x 23) decorate come l'iniziale al f. 1r; due iniziali in blu filigranate di rosso ai ff. 2r e 58r; quattro iniziali semplici: tre in blu ai ff. 53r (con leggera filigranatura), 59v, 62r e una in rosso al f. 29r
rubricato: in rosso il titolo al f. 28v, l'explicit al f. 64v, alcuni marginalia (nomi di persona ai ff. 5r, 8r-v, 23v, 30r-v, 54r-v e greco ai ff. 52v, 55r e 56r), segni di paragrafo (ff. 32r-35r, 52r-64r) e tocchi alle maiuscole (ff. 33r, 34r, 52v, 58r, 59v, 62r)


Legatura di restauro, con riporto dei piatti originali in pelle con incisioni a secco; tracce dei cantonali sui piatti; contrograffa a forma di asso di picche sul piatto anteriore; dorso originale riportato al f. II'r

Sottoscritto / Colophon
A f. 28 r: Iste liber est mei Dedii ser Nicholai Dedii quem scripsi de mea propia (sic) manu anni D(omi)ni M.CCCC° L [L corretto su un precedente segno] XIII; a f. 51v: M. T. Ciceronis De senectute liber explicit, trascriptum (sic) per me Dedium ser Nicholai Diedi anni (sic) Domini MCCCCLXIII et die tertio Idus Martii.
Ente possessore Camaldoli (Arezzo), Eremo OSBCam (?) (sec. XVII ex.-XIX in.)
Stemma
Nomi Diedi di ser Niccolò Diedi (n. 1445), copista (a. 1464)
Precedenti segnature I. Gr. III.24, Camaldoli (Arezzo), Eremo OSBCam; I.IV, Camaldoli (Arezzo), Eremo OSBCam (?)
Storia del manoscritto
Diedi di ser Niccolò di Diedi scrisse il codice a Firenze, dove viveva con la famiglia; abitava infatti nel quartiere di San Giovanni, gonfalone Vaio (cfr. ASF, Catasto 832, ff. 288r-291v: portata del padre Niccolò del 1457 e Catasto 929, ff. 197r-198r: portata del fratello Bartolomeo del 1469). Diedi era figlio di ser Niccolò di Diedi (1399-ante 1469), che fu notaio dell'Opera del Duomo dal 1438 (cfr. i suoi registri in Firenze, Archivio dell'Opera del Duomo, ser. II, 1, 87-93 del 1438-1479 e ser. II, 4, 17-19 del 1442-1473; restano anche i suoi registri di imbreviature in ASF, Not. Ant. 15102-1515, dal 1418 al 1492). Nel 1464 Diedi aveva circa 19 anni (cfr. ASF, Catasto 832, f. 289r e Catasto 929, f. 197v, dove risulta essere maggiore di un anno del fratello Lorenzo, nato nel marzo 1446 (cfr. anche la scheda del ms. BML Conv. Soppr. 437). Insieme al fratello Lorenzo, responsabile dei mss. BML Conv. Soppr. 437 e 537, copiava codici di autori classici. Diedi studiava anche greco ed egli stesso aggiunse a margine i sottotitoli dei Paradoxa, diversamente da Lorenzo, che esemplando lo stesso testo nel Conv. Soppr. 537 li omise. I mss. Conv. Soppr. 536 e 537, vergati dai due fratelli a brevissima distanza di tempo, trasmettono nello stesso ordine tre opere di Cicerone (De amicitia, De senectute e Paradoxa) con un'identica distinzione in paragrafi che, almeno per i primi Paradoxa, diverge dall'edizione critica (le rr. 1-4 di Par. 1, fanno parte del proemio e fino a Par. 4 i capilettera non si trovano in corrispondenza degli incipit); è perciò possibile che Lorenzo e Diedi si siano serviti di un comune antigrafo. Un breve controllo esclude invece che i due codici discendano l'uno dall'altro.
I tre codici giunsero al monastero di Camaldoli in epoca e per vie ancora da accertare; si potrebbe tuttavia ipotizzare un coinvolgimento di Diedi, poiché questi, come si ricava dall'annotazione prete che fu vergata accanto al suo nome in ASF, Catasto 929, f. 197v, intraprese la carriera religiosa.
Diversamente dal codice 'gemello' Conv. Soppr. 536, il manoscritto non venne registrato né nell'inventario B del XVII sec. né in C del sec. XVIII in; reca comunque due segnature tipologicamente riferibili all'Eremo. A f. 1r, margine esterno, si legge infatti Cam(aldo)li I.IV (di epoca poco precisabile ma successiva agli inventari sei-settecenteschi) e sul dorso, apposta in forma di triangolo I.Gr.III-24. La tipologia di quest'ultima segnatura corrisponde a quella in essere all'epoca dell'inventario C (cfr. Magheri Cataluccio-Fossa, p. 481 n. 80).
Il codice giunse nell'odierna sede nel 1809, a seguito delle soppressioni napoleoniche delle corporazioni religiose. La segnatura attuale si legge, vergata a penna e a matita al f. Ir, insieme alla segnatura Sopra la porta 170 (segnatura temporanea della Biblioteca Laurenziana). La segnatura Camaldoli n° 327 (Soppressioni 1809) è riportata su un cartellino incollato all'interno del piatto posteriore.
Nr. inventario: 207040.

De amicitia, Cicero M. Tullius, ff. 1r-28r
Paradoxa stoicorum, Cicero M. Tullius, ff. 28v-51v
De senectute, Cicero M. Tullius, ff. 52r-64v

Bibliografia Catalogo manoscritti scelti f. 85r; Del Furia Supplementum (1858) f. 55r

Altri codici correlati Firenze Biblioteca Medicea Laurenziana, Conv. soppr. 437; Firenze Biblioteca Medicea Laurenziana, Conv. soppr. 537

Note Secondo dei tre codici, tutti di contenuto classico, arrivati a Camaldoli da Lorenzo e Diedi di Niccolò Diedi (vd. BML Conv. Soppr. 437 e 537)

Responsabile scheda: Laura Regnicoli

Altri progetti collegati:
ABC

Permalink: http://www.mirabileweb.it/manuscript/firenze-biblioteca-medicea-laurenziana-conv-soppr--manoscript/147941

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