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MIRABILE

Archivio digitale della cultura medievale
Digital Archives for Medieval Culture

Descrizione diretta

Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Plut. 76.79

sec. XIII ex. - XIV in. data stimata
Note datazione Teresa De Robertis propende per una datazione all'ultimo decennio del sec. XIII.

Luogo di copia Emilia o Veneto occidentale
membr.
I g. cart. ant. + I g. pergam. ant. + 48 cc. + I g. cart. post.; Una prima numerazione è coeva alla confezione del mss. Altre due numerazioni, moderne, hanno tentato di porre rimedio ai gravi errori commessi in occasione di una re-impaginazione dei fascicoli costituenti il codice.; La guardia pergamenacea pertiene probabilmente alla legatura originaria.Quelle cartacee, invece, non sono anteriori alla legatura moderna.; fascicoli Quattro quaternioni (disposti in quest'ordine: 1-8, 9-16, 33-40, 25-32) + 1 un fasc. di 8 fogli scompaginati, contenenti la porzione rimanente del testo.: Errori evidenti nella disposizione dei fascicoli: 1) gli attuali fasc. 3 (ff. 33-40) e 4 (ff. 25-32) risultano invertiti; 2) il quinto e ultimo fasc., del tutto scompaginato, contiene fra l'altro le carte (17-24) che avrebbero dovuto costituire, da sole, il terzo quaternione.
dimensioni: mm 175 x 235; specchio di scrittura: mm 90x120 ca.; 27 righe per pagina, rigatura a matita
disposizione del testo: Testo a tutta pagina, con ampi margini che, nella maggior parte delle carte, ospitano miniature illustrative del testo.

scritture e mani alittera textualis;
note generali sulla scrittura: Testuale di modulo piccolo: le cons. con asta misurano 4 mm, quelle senza asta 3 mm.


Lingua copisti francese
Area dialettale a emiliano o veneto
La lingua delle note per il decoratore, vergate dallo stesso copista del testo, parrebbe compatibile con un volgare di area veneta occidentale o emiliana, incompatibile con i volgari lombardi.
Tratti significativi
1) La costante - e quasi senza eccezioni - conservazione delle vocali atone finali, anche in sedi particolarmente suscettibili di caduta come dopo cons. liquida o nasale (falçone, larone, oxelo, chavallero, varo, contro quattro casi di caduta: chan, larron, oxel, scrivador; non si tenga conto delle forme influenzate dalla grammatica del francese ardant, plançant) è compatibile con la situazione dei volgari emiliani nel loro insieme, e, in area veneta, con il veneziano e il padovano; nel veronese la caduta, anche dopo nesso consonantico, è meglio attestata, per influsso dei finitimi volgari lombardi, nei quali il fenomeno è dominante.
2) Il dileguo della dentale intervocalica (chaçaori, dreo [2], frai, nuo, prea [11], çendai) è esito pressoché esclusivo nelle nostre postille. In area veneta è caratteristico del veronese e ampiamente documentato nel veneziano e nel padovano. Tra i volgari emiliani il fenomeno è corposamente attestato nell'antico ferrarese, mentre è sporadico a Modena e Bologna. In Lombardia, è pressoché normale nei volgari occidentali, assai meno incisivo in quelli lombardo-orientali (mantovano compreso).
2a) La sopravvivenza del nesso -dr- (< -TR-) in chadriga è meno giustificabile in area veneta (dove è normale la riduzione a -r-) che emiliana (si aggiunga che il tipo cadriga è documentato nel bolognese moderno). Le forme larron, larone sono meno significativa ai fini dello spoglio, in quanto probabilmente ricalcate sul francese del testo.
3) Le grafie gl, gli (figlolo [3], figlioli, voglio [2], vermeglia), che nelle postille rappresentano l'unico esito del nesso lat. LJ, sono largamente attestate nella scripta bolognese di fine Duecento, dove forse hanno valore di laterale palatale (come in fiorentino), e compaiono sporadicamente nei testi ferraresi trecenteschi studiati dallo Stella al fianco del tipo in -i- (CONSILIUM > consio). In area veneta, tali grafie (con valore, presumibilmente, di affricata palatale) non sono estranee alla più arcaica documentazione (anche mediolatina) veronese; nono sono estranee, inoltre, alle scriptae di area padovana e veneziana (dove però coesistono con gli esiti -i- e -g-, tipo FILIUM > fiio / figo). Tracce scarsissime, invece, se ne rilevano nelle scriptae coeve di area lombarda.
4) La conservazione - probabilmente non solo grafica - del nesso -CL- (clerigi [passim] e çenocli, pur di lettura non sicurissima), spia di una palatalizzazione non ancora compiuta, è compatibile con tutte le scriptae venete ed emiliane, e - in area lombarda - con quelle cremonese (Uguccione, Pateg, Ugo di Perso) e mantovana (Belcalzer).
5) Il lessico delle note registra due occorrenze dell'aggettivo çano, -a 'giallo, -a', attestato in questa forma (dall'a.fr. jalne, forse per assimilazione ln > n) soltanto in scriptae d'area emiliana; va precisato che in almeno uno dei due casi la forma volgare può avere risentito del jaune del contiguo testo francese.

Conclusioni
L'insieme dei dati linguistici offerti dalle note volgari, cui va unita la corposa attestazione del passaggio -n > -m (maisom, raisom, um etc.) nella scripta francese del testo, lascia pensare a un copista di provenienza padana centro-orientale: i tipi çano, chadriga possono ricondurre all'area emiliana.

Presenza di note
Nelle numerose note ad uso del decoratore, spesso evanite o rifilate, il trascrittore del testo fornisce indicazioni precise su cosa disegnare, e in quale luogo della pagina. L'unica scrittura seconda di cui sia rimasta traccia nel ms. è quella attribuibile a una mano francese, probabilmente sei-settecentesca, i cui interventi mirano a mettere ordine nell'anarchica disposizione dei fascicoli, tramite un sistema di rimandi per cui, in calce alla carta conclusiva di ciascun fascicolo, vengono appuntate le parole iniziali del fascicolo che dovrebbe seguire. Forse a questa stessa mano va attribuita una delle due numerazioni moderne rintracciabili nell'angolo superiore esterno delle cc.

decorato: Iniziali di paragrafo filigranate. Le iniziali di paragrafo sono sempre decorate con una filigrana sottile, consistente in piccole volute lineari e in semplici disegni che richiamano, in estrema stilizzazione, motivi vegetali. Alle carte 8r, 20v, 29v, 47v, 47r, lo spazio bianco circoscritto da alcune iniziali tonde (D, O, Q) ospita il disegno di un piccolo volto. Grandi iniziali a pennello. Una decorazione più complessa, a pennello, caratterizza alcune grandi iniziali (di opera e di capitolo) inserite in un quadrato di mm 30x30. Tali iniziali, collocate alle carte 1r, 21r, 23v, 25r, 42r, campeggiano su fondo blu e sono attorniate da agili decorazioni lineari. Dal quadrato che le contiene si diparte, lungo i margini interno e (talora) superiore, una sobria decorazione geometrico-vegetale a festoni e foglie, in linea con un ancora acerbo stile decorativo di maniera bolognese. Vignette. Fiore all'occhiello del codice è il nutritissimo corredo miniato, che illustra quasi tutti gli exempla di cui il testo si compone. Le miniature, che campeggiano solitamente nei margini sup. e inf. delle carte, occupando talora, specialmente nell'illustrazione del Lapidario, anche quelli laterali, spaziano dalla rappresentazioje della figura umana a quella di ogni genere di animali e di pietre; di buona fattura e di elegante esecuzione, si caratterizzano in particolare per una certa vivacità del tratto e per la gamma cromatica viva e varia. L'assenza di volumetria e di ogni compromissione con i modelli giotteschi non pare in contraddizione con una datazione del codice agli ultimi anni del Duecento.
Vignette; Iniziali decorate


Legatura Moderna, cm 19 x 24, in legno foderato di pelle tinta di rosso e decorata a fiori e a motivi geometrici. Al centro della coperta anteriore campeggia, a caratteri bianchi di grandi dimensioni, la segnatura del codice. Nella parte alta della coperta anteriore una cornicetta metallica circoscrive lo spazio destinato all'intitolazione del libro, vergata direttamente sulla superficie della coperta e non più leggibile. Ai quattro angoli (sia anteriori che posteriori) della coperta sono presenti dei rinforzi metallici. Dal bordo inferiore della coperta posteriore si diparte la catenella utilizzata per legare il codice (un Pluteo) al suo leggio.
Stato di conservazione Buono, sebbene per alcune carte del fascicolo 2 si sia reso necessario un intervento di restauro.


Agnes et Meleus, 38r-43v
Lapidaire, 44r-46v
Li Bestiaires d'Amours, Richart de Fournival maistre 1201-1260, 25r-32v, 17r-24v, 37r-37v
Livre de moralitez, 1r-16v, 33r-36v
Toute terre tressuera ou ior dou grant iuise, 46v-47v

Richart de Fournival maistre 1201-1260

Bibliografia Segre, Bestiaires pp. LX-LXI; Meyer Bulletin

Altri codici correlati Firenze Biblioteca Medicea Laurenziana, Plut. 41.42

Regesto Contiene: il Livre de moralités (1r-16v, 33r-36v); un lapidario (45r-v, 44r-45v, 46r-v); il poemetto, attestato solo qui, Toute terre tressuera ou ior dou grant iuise (46v-47v); Li Bestiaires d'Amours (25r-32v, 17r-24v, 37r-v); la novella, attestata solo qui, di Agnes e Melibeus (38r-43v).Sono presenti note del copista (in volgare emiliano?) per il decoratore, in parte rifilate, in parte illeggibili in quanto evanite.L'originaria operazione di legatura ha prodotto gravi sfasature nella disposizione e nella successione dei fascicoli.

Responsabile scheda: Federico Saviotti; Giuseppe Mascherpa

Altri progetti collegati:

MEL
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