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MIRABILE

Archivio digitale della cultura medievale
Digital Archives for Medieval Culture

Descrizione diretta

Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Conv. soppr. C.4.1080

Composito


membr.
il supporto è molto ondulato, lo spessore della pergamena e le dimensioni dei fascicoli sono variabili
ff. II, 215, I'; numerazione unitaria rec. in basso a matita; in alto  numerazioni moderne indipendenti , che sono state esattamente rendicontate in una nota datata a. 1967 sulla controguardia posteriore: ff. 215 numerati a penna 1-92 (sec. XVII); 1 -42 (con ripetizione del nr. 43, parte di mano moderna parte a matita più recente) e 1-80 (sec. XVII). Il corpus quanto meno dal sec. XV. 2  si trova comunque nella situazione attuale ; ff. I-II antichi e appartenenti alla sez. I; f. I' di restauro
dimensioni: 250 x 175 var.


Legatura recente in piena pelle con recupero delle controguardie antiche

Ente possessore Firenze, S. Maria Novella, convento OP (sec. XIV - XIX in.)
Nomi Dominicus Riccius frater OP (m. 1518), utilizzato da (a. 1501)
Storia del manoscritto
Il manoscritto, composto di tre sezioni è documentato nella situazione attuale solo a partire dall'inventario del 1489; in realtà la nota del Passavanti  sul bifoglio iniziale di guardia (vd. sez. I) potrebbe essere estensibile al corpus già composto  ma la modifica della collocazione in biblioteca -  qui di seguito rilevata - lascia supporre una risistemazione più tarda..
Sulla controguardia, recuperata dalla legatura antica,e si leggono due segnature, la prima è depennata: Reponatur in 6 ex parte orti, la seconda: Reponatur in X ex parte cimiterii corrisponde al catalogo del 1489, dove il volume è identificabile al nr. 121 nella sua fisionomia attuale.
Il ms. appare concesso in prestito nel 1501 al frate  domenicano Domenico Ricci (vd. Pomaro, Censimento II in bibl.).
Ai ff. 1r e 215v nota di possesso cinquecentesca: Conventus Se Me Nolle de Flora oris pr.

Bibliografia PL (1850) vol. 90, 101, 168 (fonte; vol. 90 = 1850, vol. 101 = 1851, vol. 168 = 1854); Pomaro, Censimento I (1980) pp. 369-372; Pomaro, Censimento II (1982) pp. 319, 346

U.C. I, ff. 1-92 sec. XIV secondo quarto data stimata
Note datazione al limite superiore dell'arco cronologico proposto

Luogo di copia Italia centrosettentrionale (sec. XIV. 1)
ff. II, 92; Il bifoglio iniziale appartiene sicuramente alla sez. I (meno sicuramente ad una situazione più allargata del corpus attuale).; fascicoli 1 - 6 (12), 7 (16), 8 (4): richiami regolari incorniciati
dimensioni: 244 / 250 x 175 var. (i fascicoli finali sono di dimensioni maggiori; la stretta legatura impedisce una misurazione molto precisa); specchio di scrittura: 25 [175] 44 x 26 [112] 34 f. 21r
35 [170] 42 x 25 [102] 50 f. 75r; rr. 32 /ll. 31 (f. 21r); rr. 25 / ll. 24 (f. 75r)

scritture e mani littera textualis; Italia Emilia Romagna Bologna ; indicazione propositiva e generica
note generali sulla scrittura: La scrittura è variabile per peso, modulo, scelte grafiche (a blocchi di testo per la lettera g si privilegiano tre diverse soluzioni) e impaginative  (f. 2r: ll. 37; f. 19r: ll. 31; f. 62r, ll. 26) e dai primo fogli legati ad una scrittura libraria di esecuzione regolare anche se non scolastica si arriva ad una situazione legata al panorama grafico di ambiente volgare, con scrittura semplificata, molto tonda, con sottili freghi orizzontali a chiusura  delle «l», specie se raddoppiate. Ciònonostante il perdurare di determinati esiti quali la «s» sia sul rigo che in posizione apicale con evidente terminazione a «becco d'anatra», «v» angolare ampiamente ansata nonché la morfologia della (et) e della «h» lascia incerti sul numero degli intervenienti e consiglia di individuare la formazione - in un Trecento ormai ben avviato -  abbastanza sicuramente tra Emilia e Veneto, propositivamente verso la zona indicata. E' escludibile la zona Toscana.


Presenza di note
Ai margini alcune chiose a dorso di penna. molto sottili, in educata scrittura notulare (f. 48r, 50r, 59r); non è escludibile, trattandosi di diverso registro grafico, che possa essere lo stesso copista.

A f. 38r a maegine è stata tracciata a penna, con buona competenza, una figuretta (un frate biancovestito, probabilmente l'autore)

Ente possessore Firenze, S. Maria Novella, convento OP (sec. XIV secondo quarto - XIX in.)
Nomi Iacobus Passavanti frater OP (m. 1357), bibliotecario (ante 1357)
Storia del manoscritto
A f. IIv : Hunc librum posuit in cathenis ad comunem usum fratrum et ad consolationem studere volentium frater Iacobus Passavanti  cum adhuc viveret. Qui legerit in ipso oret pro eo. .
Il Passavanti  risulta essersi occupato della biblioteca conventuale a metà Trecento ed  ebbe anche il compito di mettere ordine tra i volumi rimasti a seguito della peste del 1348; non è del tutto escludibile che la nota possa estendersi anche alla sez. II. 

Theologia mystica, Hugo de Balma v. 1289-1304, ff. 1r-55r
Nota de contemplatione [Ad illuminationem creatoris], ff. 55r-56v
Introitus super mysticam theologiam [Intime domus sua superiora ingressus], ff. 56v-92r

U.C. II, ff. 93-135 sec. XII ex -XIII in.

Luogo di copia Italia centrale (sec. XII ex. - XIII in.)
membr.
ff. 43; fascicoli 1 - 4 (8), 5 (10), 6 (1): l'ultimo fascicolo è residuo di unità maggiore; il foglio recedente ha regolare richiamo
dimensioni: 248 x 175 (f. 106); specchio di scrittura: 18 [198] 32 x 17 [57 (7) 57] 37 (f. 106r); ll. 44 / rr. 44, rigatura a secco: regime completo di fori al marg. esterno; fori di squadratura al marg. sup.

scritture e mani minuscola di transizione; Italia
note generali sulla scrittura: mano unica con modulo piuttosto piccolo e inchiostro marron chiaro


nessun intervento ai margini

Iniziali semplici; Iniziali decorate; Iniziali miniate: Iniziali in stile tardo geometrico di qualità media, a volte con elementi zoomorfi a prolungamento dei corpi (f. 93r, 112v, 131v), a f. 106r talamone. Nel testo o emarginate, iniziali minori in blu o rosso. La decorazione è senz'altro inseribile nella produzione dell'Italia centrale.
rubricato: in rosso, senza altra distinzione, le lunghe reportationes del testo  biblico


Ente possessore Firenze, S. Maria Novella, convento OP (1348 - XIX in.)
Nomi Bartholomaeus de Foraboscis frater OP (ante 1348), possessore (ante 1348)
Storia del manoscritto
A f. 93r, mar. sup. , scarsamente leggibile ad occhio nudo, nota forse già trecentesca: S(an)c(t)e Me Maioris; non è possibile individuare precisamente quale chiesa di Santa Maria Maggiore sia interessata ma è opportuno ricordare che il Forabosci fu priore nel convento domenicano di Anagni.  Al marg. inf. del foglio finale 135v  (la sezione doveva già dunque essere mutila mutila) la nota semierasa: Iste [liber.] concessus fratri Bartholomeo de [Foraboscis in vita] sua.

In Canticum canticorum de incarnatione Domini, Rupertus Tuitiensis abbas n. 1075/1076, m. 4-3-1129, ff. 93ra-135vb

U.C. III, ff. 136-215 sec. XII. 1

Luogo di copia Toscana (?) (sec. XII. 1)
membr.
la pergamena è spessa; si rilevano segni di scalfo ai marg. inf. esterni
ff. 80; fascicoli 1 - 2 (8), 3 (2), 4 - 5(6); 6 - 7 (8), 8 - 9 (2), 10 - 12 (8), 13 (4), 14 (2): I fasc. 7 e 8 (ff. 174-181 e 182-183) sono un quaterno ed un bifoglio (stando alle cuciture visibili) ma tra i due non c'è richiamo (presente invece a f. 183v). Tranne l'eccezione indicata i fascicoli presentano tutti regolare richiamo dunque le consistenze variabili (ai fasc. 3 = ff. 152-153; 4 = ff. 154-159; 5 = ff. 160-165)  sono da accertare in quanto potrebbero essere dovute a perdita di bifogli interni non accertabile (data la tipologia dei testi) senza controlli testuali precisi
dimensioni: 250 x 173 var.; specchio di scrittura: 19 [178] 49 x 20 [102] 51 (f. 198r, var.); rr. 28 /ll. 28, rigatura a secco: regime completo di fori a taglio al marg. est.

scritture e mani minuscola di transizione; Italia Toscana occidentale ; indicazione propositiva
note generali sulla scrittura: I ff. 136r-202v si devono ad una sola mano in minuscola di modulo ben leggibile, caratterizzata da aste scendenti sotto il rigo (raramente s, sempre f) , e sia in legatura che in nota tachigrafica, ampia e alta sul rigo, legatura st, legatura ri  con r bassa ma crestata collegata con la seconda lettera leggermente discendente, e cedigliata. Le caratteristiche grafiche portano decisamente alla zona tosco-occidentale,  Da f. 202v alla fine si segue, oltre a questa,  sicuramente una seconda mano (ff. 202v-203r, 212v-215r) con scrittura più sottile e disordinata e ancor più accentuatamente localizzabile nella zona indicata. A una terza mano, che però si inserisce dopo utilizzando spazi in bianco, si devono le 'note' a f. 190r-v e altrei interventi su spazi in bianco.


rubricato: rubriche e toccature in rosso; nel testo finale in rosso le sigle D / M.


Legatura rec.


Glossarium Bibliae, ff. 136r-182v
Glossarium [acefalo, lettere I-V], ff. 183r-190r
De orthographia, Alcuinus n. 730/735, m. 19-5-804, ff. 191r-202v
De arte metrica, Beda Venerabilis n. 672/673 ca., m. 26-5-735, ff. 203v-210r
De schematibus et tropis, Beda Venerabilis n. 672/673 ca., m. 26-5-735, ff. 210r-212v
Epistola ad Acircium, Aldhelmus Scireburnensis episcopus n. 640 ca., m. 25-5-709, ff. 212v-215v

Responsabile scheda: Gabriella Pomaro

Scheda derivata da: MEL

Altri progetti collegati:
MADOC

Permalink: http://www.mirabileweb.it/manuscript/firenze-biblioteca-nazionale-centrale-conv-soppr-c-manoscript/181401

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