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MIRABILE

Archivio digitale della cultura medievale
Digital Archives for Medieval Culture

Amphrion Benedicti Lucensis auditor in Manoscritti
Amphrion Benedicti Lucensis auditor
Trovati 17 records. Pagina 1 di 212


Descrizione diretta

Lucca, Biblioteca Capitolare Feliniana 29

Composito


cart.
ff. I, 121
dimensioni: 204 x 143


Legatura moderna in carta marezzata su cartone, dorso in cuoio

Storia del manoscritto
La compagine, probabilmente in composizione fattizia, presenta allo stato attuale una prima sezione, frammentaria, di natura giuridica ed una seconda, di tutt'altra natura, autografa di Amfrione di Benedetto.
Non è più presente l'incunabolo indicato dal Baroni: «Inde sequitur opusculum impressum Philippi Beroaldi Bononiensis in Commentarios Servii Virgiliani Commentarios, impressum Bononiae per Henricum de Colonia, 1482, die 12 mensis novembris», asportato all'evidenza tagliando i fili che lo ancoravano ai tre nervi.

Bibliografia Baronius Catalogus (1757) p. 13; Oberleitner Augustinus Italien (1969) p. 123; Mss. med. LU (2015) p. 82 scheda 29 e passim

U.C. I (ff. 1-39) sec. XV.2 data stimata
cart.
in quarto
ff. 39; fascicoli 1 (9), 2-4 (10): richiami regolari; il primo fascicolo è privo del foglio iniziale
dimensioni: 204 x 143; specchio di scrittura: 20 [120] 64 x 15 [33 (7) 36] 52; rr. 30/ll. 29

scritture e mani corsiva all'antica;
note generali sulla scrittura: scrittura all'antica di mano unica


rubricato: nomi dei legislatori in capitali ad inchiostro rosso; rubriche


Digesta, Iustinianus imperator n. 482 ca., m. 11-11-565, ff. 1r-36r
Dig. 1.3.14 - 50.17.211; acefalo

U.C. II (ff. 40-121)
datato
a. 1483 settembre
cart.
in quarto
ff. 82; fascicoli 1 (2), 2-9 (10): richiami regolari lungo la giustificazione interna; il bifoglio iniziale aveva probabilmente funzione di guardia
dimensioni: 205 x 142; specchio di scrittura: 23 [135] 47 x 20 [83] 39; rr. 24/ll. 23

scritture e mani corsiva all'antica;
note generali sulla scrittura: corsiva all'antica di qualità scadente rispetto ad altre prove grafiche del Benedetti


rubricato


Sottoscritto / Colophon
Al f. 115r: Sept. 1483. AMPHYON (il nome è in lettere greche)
Nomi Amphrion Benedicti Lucensis auditor (fl. XV-XVI in.), copista e possessore (a. 1483)
Storia del manoscritto
Per il copista e possessore vd. la documentazione sul sito del progetto: Nuovo_Codex/Materiali in linea/ Lucca /BCF

Collectio LV epistolarum, Augustinus Aurelius pseudo, ff. 42r-110r
Epistola de cura rei familiaris ad Raymundum dominum Castri Ambruosii, Bernardus Claraevallensis abbas pseudo, ff. 110v-115r

Note scheda originaria a c. di Gabriella Pomaro; revisione 2019

Risorse esterne collegate
Lucca, BCF 29, sez. I, f. 1r
Lucca, BCF 29, sez. II, f. 42r
Lucca, BCF 29, sez. II, f. 86r

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Descrizione diretta

Lucca, Biblioteca Capitolare Feliniana 35

Composito


cart.
ff. II, 119, I'; i ff. I e I' sono cart. di restauro


Legatura di restauro (1959) con recupero delle coperte

Stemma
Nomi Amphrion Benedicti Lucensis auditor (fl. XV-XVI in.), stemma di (sec. XV-XVI in.)
Storia del manoscritto
Sull'asse posteriore il titolo in grandi lettere capitali, semisvanito: Sermones Efrem.
Il manoscritto è unito all'incunabolo: Ephrem, Sermones, trad. Ambrosius Traversarius, Florentiae, per Antonium Bartholomei Mischomini, 23 agosto 1481 (IGI 3679); mancano invece gli altri due incunaboli registrati in Baroni: «. Sequitur ad Reverendissimum in Christo Patrem et Dominum D. P. Archiepiscopum Salernitanum B. Gerp de Valentia de situ Paradisi et die Passionis Christi menseve creationis mundi, sine loco et anno impressionis, sed in fine inquit auctor: 'bene valeat Paternitas Vestra, ex Roma die 1. Januarii anno salutis 1476'. Inde sequitur tractatus magistri Iordani B. Naburgensis canonici de Romano Imperio, deficit locus et annus impressionis».
Sul foglio iniziale dell'incunabolo (registro a1) stemma di Amfrione di Benedetto.
Dei due incunaboli mancanti il primo si riferisce sicuramente all'opera: Bartholomaeus Gerp, De situ Paradisi et die Passionis Christi et de mense creationis mundi [Roma, Wolf Han] GW 10712; il secondo potrebbe corrispondere a: Iordanus Von Osnabrück, De imperio Romano [Roma, Ulrich Han] GW M15085, che però dovrebbe presentare, stando ai cataloghi, anche un'altra opera qui assente o non registrata.

Ambrosius Traversarius n. 16-9-1386, m. 21-10-1439
Ephraem Syrus

Bibliografia Baronius Catalogus (1757) pp. 16-17; Mss. med. LU (2015) pp. 84-85 scheda 22 e passim

U.C. I ms. (ff. 90-119) sec. XV terzo quarto data stimata
cart.
in folio
ff. 30; fascicoli 1-3 (10): richiami in verticale lungo la giustificazione interna, l'ultimo è muto
dimensioni: 285 x 202; specchio di scrittura: 35 [175] 75 x 25 [120] 57; rr. 26/ll. 26, rigatura a secco

scritture e mani bastarda all'antica;


Spazi riservati

Nomi Amphrion Benedicti Lucensis auditor (fl. XV-XVI in.), copista (sec. XV terzo quarto)
Storia del manoscritto
Per quanto la scrittura, una singolare bastarda all' antica piuttosto rigida, sia più posata di quella presentata da sicuri autografi del Benedetti l'autografia del presente manoscritto pare incontrovertibile.
Per il copista e possessore vd. la documentazione sul sito del progetto: Nuovo_Codex/Materiali in linea/ Lucca /BCF

Epitaphium Terentii [Natus in excelsis tectis], f. 92r
Andria, Terentius Afer, ff. 92r-111v
Eunuchus, Terentius Afer, ff. 112r-119v
mutilo

Note scheda originaria a c. di Gabriella Pomaro; revisione 2019

Risorse esterne collegate
Lucca, BCF 35, f. [A1]
Lucca, BCF 35, sez. I ms., f. 92r

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Lucca, Biblioteca Capitolare Feliniana 427

sec. XV secondo quarto
membr.
ff. I, 70, III'
dimensioni: 389 x 258
disposizione del testo: 1 colonna testo + 2 colonne glosse
Figure

Presenza di glosse

decorato
rubricato


luoghi / enti collegati Ferrara
Stemma
Nomi Amphrion Benedicti Lucensis auditor (fl. XV-XVI in.), possessore

Apparatus glossarum ad libros feudorum [a. ca. 1240], Iacobus Columbi v. 1199-1244, ff. 1r-59r
Antonius Mincuccius de Prato Veteri De feudis. Reformatio Iacobi Colombi glossarum ad consuetudinem feudorum
De feudis [reformatio Iacobi Colombi glossarum ad consuetudinem feudorum], Antonius Mincuccius de Prato Veteri n. 1380 ca., m. 1468, ff. 1r-59r
Acta pacis Constantiae, Fridericus I imperator n. post 1122, m. 10-6-1190, ff. 59r-67v
Lectura pacis Constantiae, Odofredus de Denariis v. 1226, m. 3-12-1265, ff. 59r-67v

Bibliografia Mss. med. LU (2015) pp. 244-5

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CALMA
MEL

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Descrizione diretta

Lucca, Biblioteca Capitolare Feliniana 427

sec. XV secondo quarto data stimata
membr.
ff. I, 70, III'; non sono computati gli ultimi due fogli del 7° fascicolo; i ff. I e III' sono cartacei; fascicoli 1-7 (10)
dimensioni: 389 x 258; specchio di scrittura: 31 [27] 16 [93] 16 [33] 42 x 50 [10] 20 [200] 20 [9] 79 (f. 17r); rr. variabili (rr. 36/ll. 35, f. 57r pagina piena priva di glossa), rigatura a colore: la rigatura, a colore, è omogenea per le scansioni verticali, con regolare ampiezza del testo centrale e delle due colonne di glossa laterali
disposizione del testo: varia invece l'ampiezza della lunghezza dello specchio interno a seconda delle richieste della glossa ai margini superiore e inferiore; la glossa, quando presente, è comunque sempre inquadrante

note generali sulla scrittura: scrittura libraria di mano unica con elementi all'antica (sostanzialmente solo la d diritta) progressivamente abbandonati, specie nella glossa, lungo la copia

Note in ebraico

decorato: la decorazione è unanimemente riferita ad ambiente bolognese, pur se Paoli ravvisa nell'illustrazione a f. 1r elementi ferraresi (rilevabili comunque anche a Bologna nel terzo quarto del Quattrocento); sempre secondo Paoli Miniature (in bibl.) proprio l'illustrazione di f. 1r (riprodotta nell'articolo) è da ritenersi inserimento leggermente successivo («attorno alla metà del settimo decennio del Quattrocento») nel manoscritto, che invece esibisce un apparato decorativo interno assegnabile alla metà del secolo; questo collima con i dati codicologici: la scrittura, tonda, piuttosto pesante, monotona rientra molto bene in una certa produzione bolognese della prima metà del Quattrocento e che il prodotto non sia stato all'origine perfezionato lo rivela la mancanza della rubricatura principale. La presenza degli stemmi sul foglio iniziale è stata intepretata (unanimemente da tutta la bibl.) come volontà di dedica al Bessarione, cui il Mincucci era legato, successivamente al 1463 quando il testo ebbe l'approvazione imperiale (a ridosso della morte dell'autore, peraltro molto anziano); l'ipotesi però non è del tutto convincente: non solo il manoscritto, pur di eccellente qualità, non è stato perfezionato con le rubriche ma reca anche indicazioni autografe marginali preparatorie ad una «edizione definitiva»: Hec rubrica de pace Consta(n)tie cum nigro non debet poni in libro approbato, quia fuit una conventio locorum et ideo ego Antonius ante approvationem remora (f. 59r. marg. est. intaccato dalla rifilatura); inoltre difficilmente l'autore non sarebbe intervenuto, in un esemplare effettivamente di dedica, sulla lettera iniziale errata (l'inc. infatti deve essere CUM nihil, non DUM)
Vignette; Iniziali figurate; Iniziali decorate; pagina illustrata: a f. 1r pagina illustrata; ai ff. 3v, 6r, 17v, 26v, 37r, 49r vignette; ai ff. 3v, 6r, 17v, 26v, 37r, 49r iniziali decorate e figurate
rubricato


Legatura moderna, parzialmente slegato

Stemma
Nomi Amphrion Benedicti Lucensis auditor (fl. XV-XVI in.), possessore (sec. XV)
Storia del manoscritto
A f. 1r, marg. inf. inseriti nell'illustrazione che rappresenta l'Autore, Antonio Mincucci, e i due dedicatari dell'opera, Federico III e il card. Bessarione, i tre stemmi relativi.
A f. II'(n. n.)r la nota di possesso: Hic liber est mei Amphionis Benedicti Lucensis.
Al margine esterno di questo stesso foglio una nota in ebraico rende proponibile per il ms. una circolazione in ambito ferrarese.
È questa la prima descrizione de visu recente del codice, dato come irreperibile negli studi successivi al 1972; la bibliografia successiva al 1972 si è avvalsa delle riproduzioni fotografiche possedute dall'Università di Pisa (cfr. in bibl. Paoli Miniature, p. 86 in part.).

De feudis [reformatio Iacobi Colombi glossarum ad consuetudinem feudorum], Antonius Mincuccius de Prato Veteri n. 1380 ca., m. 1468, ff. 1r-59r
Acta pacis Constantiae, Fridericus I imperator n. post 1122, m. 10-6-1190, ff. 59r-67v
Lectura pacis Constantiae, Odofredus de Denariis v. 1226, m. 3-12-1265, ff. 59r-67r

Gerhardus Cagapistus v. 1141, m. post 1177
Iacobus Columbi v. 1199-1244

Bibliografia Baronius Catalogus (1757) pp. 287-288; Blume Bibliotheca (1834) pp. 62, 72, 73; Dolezalek (1972) vol. I s.v. ; Dolezalek Odofredo e Baldo (1984) pp. 59, 68; Paoli Miniature (1985) pp. 81-91; Belloni Professori (1986) p. 140; Weimar Liber Feudorum (1990) p. 69; Giordanengo Feudistes (1992) p. 135; Bessarione e l'Umanesimo (1994) pp. 478-479 scheda 91 e p. 279 fig. 96; Murano Autographa I 1 (2012) p. 187; Mss. med. LU (2015) pp. 244-245 scheda 229; Colli Felino Sandei (2017) p. 97

Note scheda originaria a c. di Gabriella Pomaro; revisione 2019

Risorse esterne collegate
Lucca, BCF 427, f. 1r
Lucca, BCF 427, f. 3v
Lucca, BCF 427, f. 6r
Lucca, BCF 427, f. 26v
Lucca, BCF 427, f. IIr post., part.

Responsabile scheda: CODEX

Scheda derivata da: MEL

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Lucca, Biblioteca Capitolare Feliniana 475

sec. XV seconda metà
cart.
ff. VIII, 110 (7-116), IV'
dimensioni: 340 x 235


Nomi Amfrione di Benedetto, possessore

Schede derivate:
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Descrizione diretta

Lucca, Biblioteca Capitolare Feliniana 475

sec. XV.2 data stimata
cart.
in folio
ff. VIII, 110, IV'; la numerazione moderna a matita in basso, qui seguita, è estesa a tutt'e sei le guardie antiche iniziali e alle due finali, segnate 117-118; la numerazione originale sarebbe invece esatta anche se non estesa ai fogli bianchi in fine; i ff. I-II e III'-IV' sono cart. non num. di restauro; i ff. III-IV (numerati 1-2) sono le antiche guardie, membr. di recupero da manoscritto giuridico del sec. XII; ff. V-VIII, numerati 3-6, sono un antico duerno di servizio; infine, i ff. I'-II', numerati 117-118, sono membr. di recupero da messale del sec. XII; fascicoli 1-10 (8), 11-13 (10): richiami orizzontali nell'angolo inferiore interno dell'ultimo foglio verso
dimensioni: 340 x 235; specchio di scrittura: 30 [230] 80 x 30 [145] 60; rr. 30/ll. 30

note generali sulla scrittura: una sola mano in sottile ed appuntita corsiva all'antica molto fluida, ai margini notabilia di questa stessa mano, alla quale si devono probabilmente anche alcune traduzioni di termini in greco


decorato: è del tutto probabile che l'apparato decorativo sia del possessore
Iniziali semplici; Iniziali decorate: iniziali a bianchi girari su fondo acquerellato ai ff. 16r e 20r
rubricato


Legatura di restauro

Nomi Amphrion Benedicti Lucensis auditor (fl. XV-XVI in.), possessore (sec. XV.2)
Storia del manoscritto
Nota di possesso al f. 116v: Hic liber est mei Amphryonis Benedicti de Luca ed al f. I'r: Hic liber est mei Amphryonis Benedicti; a f. 3r marg. sup. è visibile un indicazione, interpretabile (alla luce di simile note presenti sui manoscritti di Amfrione di Benedetto, ad es. il BCF 532) come nota di prezzo: f(ior.) 4.

Commentum Vergilianum, Donatus grammaticus, ff. 7r-11r
Vita Vergilii
In Vergilii carmina commentaria, Servius grammaticus, ff. 11v-12v
in Bucolica, praefatio
Excerpta quaedam, f. 14v
De non comburendis Virgilii libris, f. 15r-v
Commentum Vergilianum, Donatus grammaticus, ff. 15v-16v
Vita Vergilii
In Vergilii carmina commentaria, Servius grammaticus, ff. 16r-47r
in Bucolica
In Vergilii carmina commentaria, Servius grammaticus, ff. 47r-112v
in Georgica

Bibliografia Baronius Catalogus (1757) p. 312; Murgia Prolegomena (1975) p. 55; Mss. med. LU (2015) pp. 254-255 scheda 240; Bandini Giovanni Mercati (2017) p. 4

Note scheda originaria a c. di Gabriella Pomaro; revisione 2019

Risorse esterne collegate
Lucca, BCF 475, f. 16r
Lucca, BCF 475, f. 20r

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Descrizione diretta

Lucca, Biblioteca Capitolare Feliniana 498

sec. XV terzo quarto data stimata
cart.
in folio
ff. VI, 66, III'; la numerazione recente è estesa ai tre fogli iniziali con funzione di guardia; fascicoli 2-7 (10), 8 (6): richiami orizzontali in cartiglio
dimensioni: 290 x 210; specchio di scrittura: 30 [190] 70 x 35 [120] 55; rr. 37/ll. 36

scritture e mani littera antiqua;
note generali sulla scrittura: mano unica


decorato
Iniziali decorate: iniziali a bianchi girari su fondo acquerellato, di mediocre fattura
rubricato


Legatura da restauro (1961); tutto il codice presenta una vasta macchia di umidità nella parte inferiore dei fogli

Nomi Amphrion Benedicti Lucensis auditor (fl. XV-XVI in.), possessore (sec. XV-XVI in.)
Storia del manoscritto
Nota di possesso al f. 69v: Hic liber est mei Amphryonis Benedicti de Luca; per il possessore vd. Nuovo_Codex/Materiali in linea/Lucca/BCF/Amfrione_di_Benedetto.
I ff. 1r-3v contengono un frammento di opera grammaticale, in scrittura cancelleresca di qualità professionale, del sec. XIV. I fogli sono stati velati in fase di restauro ed è difficile valutare che posizione avessero all'origine, tanto più che la compagine ha subito un rimaneggiamento in epoca moderna, rispetto alla situazione denunciata nel Baroni. Risulta mancante infatti la lettera di Bartolomeo da Brescia (probabilmente si tratta invece di Giovanni di Bartolomeo da Brescia, del quale Amfrione era uditore) a Lodovico Manente «In cohoperta libri».

Tusculanae disputationes, Cicero M. Tullius, ff. 4r-68r

Bibliografia Baronius Catalogus (1757) pp. 323-324; Kristeller Iter Italicum (1963) vol. I p. 254; Montorzi Taccuino Feliniano (1984) p. 83; Mss. med. LU (2015) p. 260 scheda 247

Note scheda originaria a c. di Gabriella Pomaro; revisione 2019

Risorse esterne collegate
Lucca, BCF 498, f. 4r

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Descrizione diretta

Lucca, Biblioteca Capitolare Feliniana 518


datato
a. 1471 giugno 29
cart.
in quarto
ff. I, 178, I'; ff. I e I' di restauro; fascicoli 1-17 (10), 18 (8): richiami orizzontali; il fascicolo finale è un quinterno privo dei due ultimi fogli
dimensioni: 211 x 138; specchio di scrittura: 21 [140] 50 x 13 [95] 30; rr. 24/ll. 23

note generali sulla scrittura: atteggiamenti grafici diversi ed un alternarsi di corsiva all'antica e bastarda all'antica rendono difficile attribuire la responsabilità del lavoro al solo Amfrione di Benedetto; a lui risulta senza dubbio ascrivibile la parte finale, da f. 110 in poi, in quanto più omogenea e inseribile nei modi altrimenti noti del copista


decorato
Disegni a penna: ai ff. 176v-177r scena epica illustrata a penna; a f. 177v- 178v disegni e schemi geografici; con ogni probabilità anche la parte decorativa è attribuibile al Benedetti; sicuramente di sua mano sono le didascalie
rubricato


Legatura di restauro

Sottoscritto / Colophon
A f. 176v: Transcriptum per me Amphrionem Benedicti civem lucemsem [sic] III Kalendas quintiles anno M CCCC LXXI.
Nomi Amphrion Benedicti Lucensis auditor (fl. XV-XVI in.), copista e possessore (a. 1471)
Storia del manoscritto
Dei 3 codici lucchesi sottoscritti da Amfrione (vd. Nuovo_Codex/Materiali in linea/Lucca/BCF/Amfrione_di_Benedetto) questo e il Lucca, BS 1449 sono registrati in Colophons (cfr. bibl.).

Bellum civile, Lucanus, ff. 1r-176r

Bibliografia Baronius Catalogus (1757) p. 335; Colophons (1965) vol. I p. 76 nr. 574; Mss. med. LU (2015) pp. 264-265 scheda 259, tav. XVI

Note scheda originaria a c. di Gabriella Pomaro; revisione 2019

Risorse esterne collegate
Lucca, BCF 518, f. 15r
Lucca, BCF 518, f. 33r
Lucca, BCF 518, ff. 176v-177r
Lucca, BCF 518, ff. 177v-178r

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Descrizione diretta

Lucca, Biblioteca Capitolare Feliniana 519

sec. XV primo quarto data stimata
membr.
ff. V, 94, V'; la numerazione ripete il nr. 83; i ff. I e V' e le controguardie provengono dal recupero di materiale documentario del sec. XV; fascicoli 1-9 (10), 10 (4): richiami orizzontali spesso rifilati
dimensioni: 225 x 140; specchio di scrittura: 25 [150] 50 x 20 [90] 30; rr. 24/ll. 24

scritture e mani littera textualis;
note generali sulla scrittura: tarda littera textualis di mano unica


Presenza di note
vd. Storia del ms.

rubricato


Legatura da restauro con recupero delle coperte in cuoio impresso

Nomi Amphrion Benedicti Lucensis auditor (fl. XV-XVI in.), possessore (?) (sec. XV)
Storia del manoscritto
Rare note marginali e non di mano unica, non attribuibili con certezza a possessori riconosciuti; purtuttavia il manoscritto, per aspetti materiali e contenutistici, si colloca bene tra i manoscritti vicini, BCF 518 e 524, appartenuti ad Amfrione di Benedetto (per il quale si vd. Nuovo_Codex/ Materiali in linea/ Lucca/ BCF/ Amfrione_di_Benedetto) e le note ai ff. 21 e 23 non escludono tale provenienza.

Saturae, Iuvenalis, ff. 1r-80v
Saturae, Persius, ff. 81r-94v

Bibliografia Baronius Catalogus (1757) p. 335; Scarcia Piacentini, Saggio (1973) p. 52; Mss. med. LU (2015) p. 265 scheda 260

Note scheda originaria a c. di Gabriella Pomaro; revisione 2019

Risorse esterne collegate
Lucca, BCF 519, f. 1r
Lucca, BCF 519, f. 21r
Lucca, BCF 519, f. 23r
Lucca, BCF 519, f. 59r

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Lucca, Biblioteca Capitolare Feliniana 524

Composito


ff. I, 88, I'


Nomi Amphrion Benedicti Lucensis auditor (fl. XV-XVI in.), possessore

Bibliografia Mss. med. LU (2015) p. 266

U.C. I sec. XIV prima metà
membr.
ff. 1-54
dimensioni: 205 x 132
disposizione del testo: piena pagina

decorato
rubricato


Consolatio Philosophiae, Boethius n. 480 ca., m. 524, ff. 1r-54r

U.C. II sec. XIV prima metà
membr.
ff. 55-78
dimensioni: 204 x 131
disposizione del testo: piena pagina

decorato
rubricato


Epistolae, Horatius, ff. 55r-63r: Ars poetica (Epistola ad Pisones)
Epistolae, Horatius, ff. 63r-88v

Bibliografia Mss. med. LU (2015) p. 266

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