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MIRABILE

Archivio digitale della cultura medievale
Digital Archives for Medieval Culture

Antonio Damilas in Manoscritti
Antonio Damilas
Trovati 3 records. Pagina 1 di 11



El Escorial, Real Biblioteca de San Lorenzo de El Escorial, gr. 152 (T.II.13)

sec. XV ultimo quarto
cart.
ff. III, 258, III'
dimensioni: 300 x 195


Nomi Antonio Damilas (sec. XV seconda metà), copista; Matteo Dandolo (m. 1570), possessore

Bibliografia Revilla Mss. gr. Escorial (1936) pp. 484-7, n. 152 (sec. XV)

Frammento 1
rinforzo legatura


Rerum familiarium libri, Franciscus Petrarcha n. 20-7-1304, m. 19-7-1374

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MEL

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Descrizione diretta

Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Conv. soppr. 164

Composito


cart.
ff. VI, 164, V'; numerazione mod. a matita nell'angolo superiore esterno; guardie cart. (coevi alla legatura i ff. I-V, I'-V'; antico il f. VI)
dimensioni: 302 x 208 (f. 11r)


Legatura moderna (sec. XIX); assi nude; dorso in cuoio marrone; taglio dipinto di rosso

Ente possessore Firenze, S. Maria degli Angeli, monastero OSBCam (?) (post 1513); Camaldoli (Arezzo), Eremo OSBCam (sec. XVII ultimo quarto-XIX in.)
Nomi Petrus Candidus OSBCam (a. v. 1481), possessore (sec. XV ex.-XVI in.)
Precedenti segnature omega 187, Camaldoli (Arezzo), Eremo OSBCam (sec. XVII ultimo quarto); O.III-10, Camaldoli (Arezzo), Eremo OSBCam (sec. XVII ex.)
Storia del manoscritto
Il ms., costituito da sezioni coeve confezionate nello stesso ambiente - a Creta, nell'ultimo quarto del sec. XV - fu quasi certamente allestito nella forma attuale dal primo possessore, Pietro da Portico, noto anche come Pietro Candido, la cui nota di possesso, Monasterii Angelorum Petrus Candidus compare nel margine inferiore del f. 1r; sue postille marginali ricorrono in tutte le sezioni. Fece probabilmente parte della 'praeclara librorum suppellectile' che Pietro Candido si procurò sull'isola negli anni tra il 1491 e il 1496, da lui trascorsi a Candia per apprendere il greco (Dolfin, Epistolae, f. 4v, ep. del 3 giugno 1496). Alla morte di Pietro Candido, nel 1513, il ms. passò probabilmente con altri suoi libri all'Eremo di Camaldoli (vd. in bibl. Corali Angeli, p. 88; contra Scapecchi, Pietro da Portico, p. 194 che ipotizza un passaggio intermedio nella biblioteca del monastero fiorentino di Santa Maria degli Angeli). Un'indicazione parziale del contenuto del sec. XV ex.-XVI in. si trova al f. VIr: Cicero de senectute graece per Gazam. Herodianus historicus. Al f. 1r, a penna, la segnatura dell'inventario B (sec. XVII ultimo quarto), Sacrae Eremi Camalduli inscriptus catalogo codex 187, con la parola codex e il numero 187 depennati e sostituiti dalla segnatura del catalogo C (sec. XVII ex.), O.III-10, a penna (vd. Magheri Cataluccio - Fossa, Biblioteca e cultura in bibl.). Al f. VIr indice del contenuto, del sec. XVIII, in latino. Il ms. è descritto nell'Odeporicon di Angelo Maria Bandini, che elenca anche altri codici appartenuti a Pietro Candido e passati a Camaldoli (ms., Firenze, Biblioteca Marucelliana, B.I.19, v. VII, f. 191r). Il codice giunse nell'odierna sede di conservazione nel 1809 a seguito delle soppressioni napoleoniche delle corporazioni religiose (Catalogo laurenziano dei mss. scelti, f. 84v: Camald. 223. Ciceronis Dialogus qui Cato inscribitur, interpretatio Theodori Gazae; Herodiani Historiae lib. VIII; Moschopuli Emanuelis Ars grammatica et Explicationum libri I Iliados Homeri, graece. Cod. chart. in fol.. La segnatura attuale si legge, vergata a penna e a matita, al f. Ir insieme alla segnatura 323 (Soppressioni 1809). Quest'ultima è ripetuta a penna nel margine superiore del f. Vv. Sul dorso, in oro, in capitali: M. T. Ciceron. De senectute etc.; più sotto il cartellino cartaceo, parzialmente danneggiato, con la segnatura attuale quasi completamente evanida.

Bibliografia Catalogo manoscritti scelti f. 87r; Bandini Hodoeporicon f. 191r; Del Furia Catalogus vol. III ff. 12r-18r; Rostagno - Festa Indice (1893) pp. 164-165; Sicherl Iamblichos (1957) p. 81; Maier Ange Politien (1965) p. 435; Magheri Cataluccio-Fossa, Biblioteca (1979) p. 473 nr. 187 (Inventario B), p. 488 nr. 10 (Inventario C, ms. non identificato); RGK (1981) (repertorio); Hall Prolegomena (1986) pp. 9, 142-143; Buhler Prolegomena Zenobii (1987) p. 243; Martínez Manzano Konstantinos (1994) pp. 176-181; Scapecchi Pietro da Portico (1994) p. 194; Corali Angeli (1995) p. 88; Martínez Manzano Constantino (1998) pp. 192-193; Gionta L'Erodiano (1998) pp. 431-432, 435, tav. Ia-b; Vecce Bembo e Poliziano (1998) pp. 488-489; Melandri Giorgio Gregoropulo (1999) (passim); Lucarini De Herodiani codicibus (2001) pp. 176-182, 184 (stemma); Mecca Erodiano (2004) pp. 50-51 e passim; Speranzi Tra Creta e Firenze (2006) p. 197

Spoglio inventariale
187- Cicero de Senectute. in f°. C. O. per Gazam grece.

U.C. I (ff. 1-17) sec. XV ultimo quarto data stimata
Note datazione su base paleografica e storica ante 1496

Luogo di copia Creta (sec. XV ultimo quarto)
cart.
filigranato: sim. a Harlfinger Main 21 (27 agosto 1491, Creta, Antonio Damila)
in folio
ff. 17; numerazione parziale in cifre arabe di mano del copista nell'angolo inferiore esterno (2-17); fascicoli 1 (8), 2 (9): il fasc. 2 è un quinterno cui è stato asportato il quarto foglio, senza perdita di testo; segnature dei fascicoli in lettere greche (alfa-beta) di mano del copista nel margine inferiore, in corrispondenza del colonnino, sul primo recto e sull'ultimo verso di ciascun fascicolo
dimensioni: 302 x 208 (f. 11r); specchio di scrittura: 12/5/16 [197] 26/6/40 × 24/7 [115] 4/58 (f. 11r); rr. 33/ll. 29, rigatura a secco: con mastara

note generali sulla scrittura: il copista può essere identificato in Emanuele Zacaride sulla base del confronto con lo specimen della sua scrittura fornito in RGK, I/C Taf. 114 (su di lui cfr. RGK, I/A nr. 114, II/A nr. 146, III/A nr. 189)


Lingua copisti greco

Presenza di note
Varie annotazioni marginali possono essere attribuite alla mano di Zanobi Acciaiuoli (attr. Speranzi, Tra Creta e Firenze, p. 197 n. 21); al f. 1r annotazione marginale di Pietro Candido

decorato
Iniziali semplici; Iniziali decorate; fascia decorativa: fascia decorativa a inchiostro rosso con motivi floreali ricavati in negativo (f. 1r); iniziali maggiori in rosso decorate con elementi floreali; iniziali semplici rosse
rubricato


Ente possessore Firenze, S. Maria degli Angeli, monastero OSBCam (post 1513); Camaldoli (Arezzo), Eremo OSBCam (sec. XVII ultimo quarto-XIX in.)
Nomi Emanuele Zacaride (sec. XV), copista (sec. XV ultimo quarto); Petrus Candidus OSBCam (a. v. 1481), possessore (sec. XV ex.-XVI in.); Zenobius de Acciaiolis (n. 1461, m. 1516), aggiunte e note di (sec. XV ex.-XVI in.)

De senectute [Opus Ciceronis; transl. ex Latino], Theodorus Gaza n. 1408/1410, m. 1475, ff. 1r-17v
in greco

U.C. II (ff. 18-103) sec. XV ultimo quarto data stimata
Note datazione su base paleografica e storica ante 1496

Luogo di copia Creta (sec. XV ultimo quarto)
cart.
filigranato: filigrane di due tipi: ai ff. 18-51, 53-54, 56-103 sim. a Harlfinger Main 21 (27 agosto 1491, Creta, Antonio Damila); ai ff. 52, 55 Ecu con al centro una croce senza raffronti precisi nei repertori
in folio
ff. 86; numerazione in cifre arabe di mano del copista nell'angolo inferiore esterno (1-83); fascicoli 1-10 (8), 11 (6): segnature dei fascicoli in lettere greche (alfa-iota alfa) di mano del copista nel margine inferiore, in corrispondenza del colonnino, sul primo recto e sull'ultimo verso di ciascun fascicolo
dimensioni: 302 x 208 (f. 46r); specchio di scrittura: 13/5/17 [198] 25/7/17/8/12 × 22/8 [116] 9/53 (f. 46r); rr. 35/ll. 29, rigatura a secco: con mastara; bianchi i ff. 101r-103v

note generali sulla scrittura: come la sezione I, anche questa sezione può essere attribuita alla mano di Emanuele Zacaride sulla base del confronto con lo specimen della sua scrittura fornito in RGK, I/C Taf. 114


Lingua copisti greco

Presenza di note / correzioni
Alcune correzioni e varianti marginali in greco sembrano essere di mano di Antonio Damila (ff. 30r, 39r, 62v; cfr. RGK, I/C Taf. 22). Varie annotazioni marginali in greco e in latino, già falsamente ascritte ad Angelo Poliziano (Rostagno - Festa, Indice, p. 165), sono state invece correttamente restituite alla mano di Pietro Candido (Gionta, L'Erodiano, p. 432; già Maïer, Manuscrits d'Ange Politien, p. 435 si era espressa a sfavore dell'attribuzione all'Ambrogini). Tra queste, da segnalare alcune note di collazione con un vetustum codice Abbatiae (cioè della Badia Fiorentina) manu Zenobii castigatum, ovvero l'attuale ms. Leiden, Bibliothek der Rijksuniversiteit, gr. 23, già appartenuto alla Badia Fiorentina, riccamente annotato da Zanobi Acciaiuoli (cfr. Gionta, L'Erodiano, pp. 432-433; le postille da cui si cita si trovano ai ff. 18v, 22r). Di particolare rilievo anche la nota al f. 25r, «che serba memoria della consultazione, da parte di Giovanni Corsi, di un Erodiano conservato nella Biblioteca Vaticana», non ancora identificato, forse lo stesso citato in una lettera di Ercole d'Este a Demetrio Guazzelli, custode della Vaticana, del 24 novembre 1488 (vd. trascrizione nel PDF allegato; cfr. Gionta, L'Erodiano, p. 434, da cui si trae la citazione e Lucarini, De Herodiani codicibus, pp. 177-178; il testo della lettera a Guazzelli è in Bertoni, La biblioteca, pp. 260-261 nr. 17). Sono presenti maniculae

decorato
Iniziali decorate; fascia decorativa: fascia decorativa a inchiostro rosso con motivi floreali ricavati in negativo (f. 18r); iniziali rosse decorate con elementi floreali
rubricato


Ente possessore Firenze, S. Maria degli Angeli, monastero OSBCam (post 1513); Camaldoli (Arezzo), Eremo OSBCam (sec. XVII ultimo quarto-XIX in.)
Nomi Angelo Poliziano (1454-1494), note di (sec. XV ultimo quarto); Antonio Damilas (sec. XV seconda metà), note di (sec. XV ultimo quarto); Emanuele Zacaride (sec. XV), copista (sec. XV ultimo quarto); Petrus Candidus OSBCam (a. v. 1481), possessore (sec. XV ex.-XVI in.)

Ab excessu divi Marci, Herodianus, ff. 18r-103v
in greco

U.C. III (ff. 104-128) sec. XV ultimo quarto data stimata
Note datazione su base paleografica e storica ante 1496

Luogo di copia Creta (sec. XV ultimo quarto)
cart.
filigranato: molto sim. a Harlfinger Boeuf 41 (1502/1503, Manuele Gregoropulo)
in folio
ff. 25; fascicoli 1-2 (8), 3 (9): il fasc. 3 è un quinterno cui è stato asportato il primo foglio, senza perdita di testo; segnature dei fascicoli in lettere greche (alfa-gamma) di mano del copista nel margine inferiore del primo recto di ciascun fascicolo, in corrispondenza della giustificazione esterna
dimensioni: 302 x 208 (f. 113r); specchio di scrittura: 27 [198] 77 × 30 [107] 71 (f. 113r); rr. 30/ll. 30, rigatura a secco: con mastara

note generali sulla scrittura: il copista può essere identificato in Tommaso Bizimano sulla base del confronto con lo specimen della sua scrittura fornito in RGK, I/C Taf. 141 (su di lui cfr. RGK, I/A nr. 141, II/A nr. 187, III/A nr. 236)


Lingua copisti greco

Presenza di note
Varie annotazioni marginali in latino e in greco di mano di Pietro Candido (al f. 124r si segnala la nota fragmentum quod extat - erroneamente attribuita ad Angelo Poliziano, e. g., da Vecce, Bembo e Poliziano, p. 489 n. 34 - a segnalare la rarità dell'estratto dalla Gigantomachia di Claudiano conservato ai ff. 124r-125v); di sua mano anche i titoli ai ff. 104r, 112r; presenti maniculae

decorato
Iniziali semplici: iniziali semplici rosse
rubricato


Ente possessore Firenze, S. Maria degli Angeli, monastero OSBCam (post 1513); Camaldoli (Arezzo), Eremo OSBCam (sec. XVII ultimo quarto-XIX in.)
Nomi Tommaso Bizimano (sec. XV), copista (sec. XV ultimo quarto); Petrus Candidus OSBCam (a. v. 1481), possessore (sec. XV ex.-XVI in.)

Excerpta ex idoneis Graecis auctoribus [Aristophanes, Menander, Diodorus Siculus et alii], ff. 104r-128v
in greco

U.C. IV (ff. 129-164) sec. XV ultimo quarto data stimata
Note datazione su base paleografica e storica ante 1496

Luogo di copia Creta (sec. XV ultimo quarto)
cart.
filigranato: Balance sim. a Briquet 2588 (Treviso, Venezia 1843) id. a quella dei ff. 185-200 del ms. Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Conv. Soppr. 141, dei ff. 1-51, 54-59, 64-73, 82-89 del ms. Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Conv. Soppr. 144, dei ff. 116-123, 132-157 del ms. Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Redi 15
in folio
ff. 36; fascicoli 1-4 (8), 5 (4): il fasc. 5 è un quaterno cui sono stati asportati gli ultimi quattro fogli, con perdita di testo; segnature dei fascicoli in lettere greche (alfa-delta) di mano del copista principale nel margine inferiore del primo recto dei fasc. 1-4; segnatura con lettera greca (epsilon) di mano coeva al centro del margine inferiore del primo recto del fasc. 5
dimensioni: 302 x 208 (f. 130r); specchio di scrittura: 25 [197] 34/46 × 21/5 [117] 6/59 (f. 130r); rr. 31/ll. 30, rigatura a secco: con mastara

note generali sulla scrittura: la mano principale, che copia i ff. 129r-164r, l. 11, è stata identificata con quella del copista cretese Giorgio Gregoropulo (attr. Melandri, Giorgio Gregoropulo; su di lui cfr. RGK, I/A nr. 58, II/A nr. 78, III/A nr. 98); potrebbe essere d'altra mano, ispirata allo stesso modello grafico, il f. 164r, l. 12-164v, l. 7; di una terza mano il f. 164v, ll. 8-37


Lingua copisti greco

Presenza di note
Annotazioni marginali di mano di Pietro Candido (e. g. ff. 158v, 160r)

decorato
Iniziali semplici; Iniziali decorate; fascia decorativa: fasce decorative in inchiostro rosso a motivi fitomorfi (f. 129r), a intreccio (f. 149r) e a nastro (ff. 160v-164r); explicit decorati con stauroì ed elementi fitomorfi; iniziali maggiori in rosso con elementi fitomorfi; iniziali semplici rosse
rubricato


Ente possessore Firenze, S. Maria degli Angeli, monastero OSBCam (post 1513); Camaldoli (Arezzo), Eremo OSBCam (sec. XVII ultimo quarto-XIX in.)
Nomi Georgius Gregoropulus (sec. XV), copista (sec. XV ultimo quarto); Petrus Candidus OSBCam (a. v. 1481), possessore (sec. XV ex.-XVI in.)

Scholia in Iliadem, Manuel Moschopulus sec. XIII ultimo quarto -XIV.1, ff. 129r-160r
in greco
Verborum explicationes [in greco], ff. 160v-164r

Note inv. 206668
composito organizzato di quattro sezioni: I (ff. 1-17); II (ff. 18-187); III (ff. 104-128); IV (ff. 129-164)

Risorse esterne collegate
Conv. Soppr. 164

Responsabile scheda: davide speranzi

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Descrizione diretta

Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Conv. soppr. 170

Composito


cart.
filigranato
ff. VII, 178, V'; numerazione mod. a matita nell'angolo superiore esterno (il f. 176, numerato in inchiostro rosso da Enrico Rostagno; la numerazione ripete due volte il nr. 144, salta un foglio dopo f. 152, indica come 177-178 i ff. I'-II' e come I'-III' i ff. III'-V'); guardie cart. (coevi alla legatura i ff. I-V, III'-V', antichi, con fil. Oiseau sim. a Briquet 12204 [Napoli 1494, var. Roma 1482-1484, Napoli 1482-1495, Venezia 1482-1497, Catania 1495] i ff. VI-VII e i ff. I'-II', numerati 177-178)
dimensioni: 313 x 212 (f. 11r)


Legatura moderna (sec. XIX); assi nude; dorso in cuoio marrone; sul dorso, in oro, in capitali, Lycophronis Cassandra cum scholiis Isaaci Tzetzae. Cod. gr.; più sotto il cartellino cartaceo, parzialmente danneggiato, con la segnatura attuale quasi completamente evanida

Ente possessore Camaldoli (Arezzo), Eremo OSBCam (sec. XVII ultimo quarto-XIX in.); Firenze, S. Maria degli Angeli, monastero OSBCam (?) (post 1513)
Nomi Petrus Candidus OSBCam (a. v. 1481), possessore (sec. XV ex.-XVI in.)
Precedenti segnature omega 188, Camaldoli (Arezzo), Eremo OSBCam (sec. XVII ultimo quarto); O.III-9, Camaldoli (Arezzo), Eremo OSBCam (sec. XVII ex.)
Storia del manoscritto
Il ms., costituito da sezioni coeve e omogenee dal punto di vista del contenuto, molto probabilmente di origine cretese, fu allestito nella forma attuale poco tempo dopo la confezione, come attestano la presenza di fogli di guardia antichi e quella di una serie di segnature dei fascicoli in cifre arabe comune alle due sezioni riconducibile al sec. XV fine, in parte asportata dalla rifilatura, visibile nel margine inferiore esterno del primo recto dei fasc. 5-13 della sezione II. Non è improbabile che l'organizzazione del composito si debba al primo possessore, Pietro da Portico, noto anche come Pietro Candido, la cui nota di possesso, Monasterii Angelorum Petrus Candidus, compare nel margine inferiore del f. 1r. Il ms. fece probabilmente parte della praeclara librorum suppellectile che Pietro Candido si procurò sull'isola negli anni tra il 1491 e il 1496, da lui trascorsi a Candia per apprendere il greco (Dolfin, Epistolae, f. r4v, ep. del 3 giugno 1496). Alla morte di Pietro Candido, nel 1513, il ms. passò probabilmente con altri suoi libri all'Eremo di Camaldoli (I corali, p. 88; contra Scapecchi, Manoscritti ed edizioni, p. 194 che ipotizza un passaggio intermedio nella biblioteca del monastero fiorentino di Santa Maria degli Angeli). Al f. 1r, a penna, la segnatura dell'inventario B (sec. XVII ultimo quarto), Sacrae Eremi Camalduli inscriptus catalogo codex 188, con la parola codex e il numero 188 depennati e sostituiti dalla segnatura del catalogo C (sec. XVII ex.), O.III-19, a penna (cfr. Magheri Cataluccio - Fossa, Biblioteca e cultura in bibl.). Al f. VIr indici del contenuto, apposti da due diverse mani del sec. XVIII, in latino. Il codice giunse nell'odierna sede di conservazione nel 1809 a seguito delle soppressioni napoleoniche delle corporazioni religiose (Catalogo laurenziano dei mss. scelti, f. 87v: Camald. 702. Lycophronis Cassandra, cum scholiis interlinearibus Isaaci Tzetzae graece. Cod. chart. sec. 15, in-fol.). La segnatura attuale si legge, vergata a penna e a matita, al f. Ir insieme alla segnatura 702 (Soppressioni 1809). Quest'ultima è ripetuta a penna nel margine superiore del f. Vv.

Bibliografia Catalogo manoscritti scelti f. 87v; Del Furia Catalogus (1846) vol. III ff. 1r-2r; Rostagno - Festa Indice (1893) p. 166; Sicherl Iamblichos (1957) pp. 82 e n. 2, 91, 96; De Meyier De Mysteriis (1958) p. 286; Magheri Cataluccio-Fossa, Biblioteca (1979) pp. 473 nr. 188 = Inventario B, 488 nr. 9 = Inventario C (ms. non identificato); Buhler Prolegomena Zenobii (1987) p. 243; Scapecchi Pietro da Portico (1994) p. 195

Spoglio inventariale
188- Liber Grecus. in f°. C. O.

U.C. I (ff. 1-26) sec. XV ultimo quarto data stimata
Note datazione su base paleografica e storica, ante 1496 sec.

Luogo di copia Creta (sec. XV ultimo quarto)
cart.
filigranato: sim. a Harlfinger Balance 41 (24 gennaio 1488, Teodoro)
in folio
ff. 26; fascicoli 1-2 (10), 3 (6)
dimensioni: 313 x 212 (f. 11r); specchio di scrittura: 16/11 [204] 16/36/30 × 25 [112] 4/5/41/25 (f. 11r); rr. 33/ll. 30, rigatura a secco: con mastara; bianco il f. 26r-v

note generali sulla scrittura: l'intera sezione è di mano di Giorgio di Alessandro (Sicherl, Die Handschriften, p. 91 segnala l'identità tra il copista di questi fogli, per lui anonimo, e quello dei mss. Venezia, Biblioteca Nazionale Marciana, gr. 218 e gr. 244 e dei ff. 52r-73v del ms. Paris, Bibliothèque Nationale de France, gr. 1868, a loro volta attribuiti a Giorgio di Alessandro rispettivamente in Mioni, Thesaurus antiquus, I, pp. 332, 358-359 e in RGK, II/A nr. 72; sul copista cfr. RGK, I/A nr. 54, II/A nr. 72, III/A nr. 89)


Lingua copisti greco

decorato
Iniziali decorate: iniziale rossa a motivi fitomorfi a f. 1r
rubricato: titolo in rosso a f. 1r


Ente possessore Firenze, S. Maria degli Angeli, monastero OSBCam (post 1513); Camaldoli (Arezzo), Eremo OSBCam (sec. XVII ultimo quarto-XIX in.)
Nomi Giorgio di Alessandro (sec. XV), copista (sec. XV ultimo quarto); Petrus Candidus OSBCam (a. v. 1481), possessore (sec. XV ex.-XVI in.)
Storia del manoscritto
L'utilizzo di carta con filigrane comuni alla seconda sezione rende plausibile che anche la prima sezione sia stata confezionata nello stesso torno di tempo e nella stessa cerchia ovvero, con ogni probabilità, a Creta, alla fine del sec. XV.

Alexandra [poema in trimetri giambici], Lycophron IV - III sec. a.C., ff. 1r-25v
in greco

U.C. II (ff. 27-175) sec. XV ultimo quarto data stimata
Note datazione su base paleografica e storica, ante 1496

Luogo di copia Creta (sec. XV ultimo quarto)
cart.
filigranato: filigrane di vari tipi: ai ff. 27-58 fil. sim. Harlfinger Balance 41 (24 gennaio 1488, Teodoro), id. a quella della sez. I; ai ff. 59-122, 139-176 Balance sim. a Briquet 2570 (Vicenza 1492, Venezia 1493); ai ff. 123-138 Balance sim. a Briquet 2588 (Treviso, Venezia 1483), molto sim. a quella dei ff. 1-234 del ms. Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Conv. Soppr. 141, dei ff. 1-51, 54-59, 64-73, 82-89 del ms. Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Conv. Soppr. 144, dei ff. 129-164 del ms. Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Conv. Soppr. 164, dei ff. 116-123, 132-157 del ms. Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Redi 15 e dei ff. 101r-128v del ms. Firenze, Biblioteca Riccardiana, 77
in folio
ff. 152; con numerazione errata per salto di fogli interni; fascicoli 1-19 (8): segnature dei fascicoli in lettere greche (alfa-iota theta) di mano del copista al centro del margine inferiore del primo recto di ciascun fascicolo
dimensioni: 313 x 212 (f. 30r); specchio di scrittura: 26 [210] 10/67 × 25 [124] 63 (f. 30r); rr. 31/ll. 30, rigatura a secco: con mastara; bianco il f. 176r-v

note generali sulla scrittura: si può riconoscere nell'intera sezione la mano di Antonio Damila sulla base del confronto con lo specimen della sua scrittura fornito in RGK, I/C Taf. 22 (su di lui cfr. RGK, I/A nr. 22, II/A nr. 30, III/A nr. 34)


Lingua copisti greco

decorato
Iniziali semplici: iniziali semplici rosse ai ff. 27r, 30v


Ente possessore Firenze, S. Maria degli Angeli, monastero OSBCam (post 1513); Camaldoli (Arezzo), Eremo OSBCam (sec. XVII ultimo quarto-XIX in.)
Nomi Antonio Damilas (sec. XV seconda metà), copista (sec. XV ultimo quarto); Petrus Candidus OSBCam (a. v. 1481), possessore (sec. XV ex.-XVI in.)
Storia del manoscritto
L'identificazione nella sezione della mano di Antonio Damila, attestato a Creta come copista tra il 1466 e il 1491 e, come notaio, tra il 1496 e il 1504, consente di proporre una localizzazione cretese piuttosto certa della sezione stessa. Damila ha copiato gli stessi scoli a Licofrone contenuti nella sezione anche nel ms. Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Reg. Pii II 17, ff. 25r-118v, confezionato a Creta in collaborazione con Giorgio Gregoropulo e datato 27 maggio 1479 (sul Reginense cfr. Stevenson, Codices Reginae Svecorum, p. 143 e RGK, III/A nrr. 34, 98, con l'attr. a Gregoropulo dei ff. 1r-24v).

Introductio et scholia in Lycophronem, Iohannes Tzetzes Constantinopolitanus sec. XII, f. 27r.175v

Note inv. 206674
composito di due sezioni: I (ff. 1-26), II (ff. 1-176)

Risorse esterne collegate
BML 170 - scheda completa

Responsabile scheda: davide speranzi

Altri progetti collegati:
ABC
RICABIM

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