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MIRABILE

Archivio digitale della cultura medievale
Digital Archives for Medieval Culture

Cristoforo del Biada in Manoscritti
Cristoforo del Biada
Trovati 3 records. Pagina 1 di 11


Descrizione diretta

Arezzo, Biblioteca Città di Arezzo 423

sec. XV ultimo quarto data stimata

Luogo di copia Arezzo, zona di (sec. XV ultimo quarto)
cart.
ff. VI, 237, VI'; ff. numerati 241: numerazione recente a matita estesa al quinto e sesto foglio di guardia iniziale e al primo e secondo foglio di guardia finale; la numerazione originale a penna sul margine destro superiore computa a partire dal f. 12 prima in cifre arabe (1-9), poi in numeri romani (10-231), che ripete XX, omette LVIII, ripete LXXXV, omette CXII, CLXII, CLXXVI e CCXXVII; i ff. I-IV e III'-VI' sono cartacei recenti di restauro; i ff. V-VI (numerati 1-2) e I'-II' (numerati 240-241) sono membranacei antichi di recupero da due manoscritti diversi ma entrambi di contenuto patristico e liturgico (sec. XII); fascicoli 1 (5), 2-3 (2), 4 (12), 5-7 (16), 8-9 (12), 10-11 (14), 12 (16), 13 (18), 14-15 (16), 16 (20), 17 (8), 18 (12), 19 (10): il fasc. 1 è un duerno con il quinto foglio aggiunto
dimensioni: 293 x 218; specchio di scrittura: 43 [185] 65 x 27 [153] 38; rr. 0/ll. 25 (variabili)

Lingua copisti latino; volgare italiano

Presenza di note
Numerose note a margine di mano del copista Cristoforo del Biada

La decorazione è assente
rubricato


Legatura di restauro

Ente possessore Camaldoli (Arezzo), Eremo OSBCam (sec. XVII ex.); Arezzo, S. Maria della Misericordia, fraternita (Fraternita dei Laici) (sec. XIX - 1952)
Nomi Cristoforo del Biada (fl. XV. 2), copista e possessore (sec. XV ultimo quarto)
Precedenti segnature Q.II-17, Camaldoli (Arezzo), Eremo OSBCam (sec. XVII ex.)
Storia del manoscritto
Questo zibaldone, di mano unica (ad eccezione dei ff. 198-201), inizia a f. 1r con la data '1482' e si chiude al f. 239v con un'annotazione veloce e da non considerarsi elemento di datazione per i testi (o per il testo finale), ma che comunque individua l'arco di lavorazione e utilizzo del manoscrittto all'ultimo quarto del sec. XV. Al f. 1r, margine superiore, è vergata la data: 1482; al f. 239v è presente un'ulteriore datazione: 1490. Da questo millesimo in din sotto per in fino al mille 77 sono 413 anni che sancto Romualdo morì. Al f. 239v nota di possesso (sec. XV ex.): Hic liber est domini Cristofori del Biada. Al f. 7v, nella serie dei diversi indici che occupano i fogli iniziali, si legge: Qui di sotto ene una tavola delle chose che sono in uno quaderno segnato Christofano, ciò permette di supporre che il possessore Cristoforo del Biada sia anche il copista. Al f. 3r nota di possesso dell'Eremo di Camaldoli con segnatura moderna corrispondente al catalogo C (sec. XVIII.1): Inscrip(t). Catalogo S(acr). E(r). C(am). Q.II-17
Il codice è rintracciabile nel catalogo C (vd. in bibl. Magheri Cataluccio Fossa, Biblioteca, p. 492 nr. 17: ms. non individuato). Ai ff. 3r, 239v e 241v timbri della Fraternita dei Laici di Arezzo (sec. XIX).

Sermones et prothemata, ff. 12r-133v
Casus monastici, Leonardus de Pisis ante XV saec. ex., ff. 198r-201r
De contemptu mundi (?), Iacoponus de Tuderto n. 1228/1236, m. 25-12-1306, ff. 201r-202r
Carmen de vanitate mundi, f. 202r-v
Sermo super psalmos, ff. 203r-208v
Epistola Pilati ad Tiberium alias Claudium, f. 208v
Epistolae, f. 209r
epistola Caesaris Claudii ad Pilatum
De amicitia, Cicero M. Tullius, f. 209r
excerptum
Sermones de diversis, ff. 209v-239v
Lettera del prete Gianni [Epistola presbyteri Iohannis; volgarizzamenti plurimi ], ff. 133v-140v
Indulgentiae Ecclesiae Romanae, ff. 140v-142r
Sermoni diversi, ff. 142r-150v
Epistola Samuelis [translatio ex arabico], Alphonsus Bonihominis Hispanus v. 1336, m. 1353 ca., ff. 150v-162v
Epistola Samuelis [Alphonso Bonihominis Hispano interprete], Samuel Iudaeus fl. 1085, ff. 150v-162v
trad. latina
Sermones de mortuis, ff. 162v-169v
De effectu et utilitate psalmorum, ff. 169v-172v
Praedicabilia quaedam, ff. 172v-197v

Bibliografia Mazzatinti Inventari (1896) vol. VI p. 239 (Gian Francesco Gamurrini,  Arezzo. Biblioteca della Fraternita di Santa Maria della Misericordia, pp. 170-241); Magheri Cataluccio-Fossa, Biblioteca (1979) (repertorio di corredo); Menestò Codici datati (1981) p. 331; Mss. med. AR (2003) p. 22, pp. 75-76 scheda 73, tav. XCII, p. 133

Spoglio inventariale
17- [Q.II] Sermonum liber Christophori del Biada.

Risorse esterne collegate
Arezzo, BCAr 423, f. 7v (da CODEX)
Arezzo, BCAr 423, f. 12r (da CODEX)
Arezzo, BCAr 423, f. 150r (da CODEX)
Arezzo, BCAr 423, f. 239v (da CODEX)

Responsabile scheda: CODEX

Schede derivate:
CODEX

Altri progetti collegati:
ABC
CALMA
MEL
MEM
RICABIM

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Descrizione diretta

Arezzo, Biblioteca Città di Arezzo 423

sec. XV ultimo quarto

Luogo di copia Arezzo (sec. XV ultimo quarto)
cart.
ff. VI, 237, VI'; ff. numerati 241: numerazione recente a matita estesa al quinto e sesto foglio di guardia iniziale e al primo e secondo foglio di guardia finale; la numerazione originale a penna sul margine destro superiore computa a partire dal f. 12 prima in cifre arabe (1-9), poi in numeri romani (10-231), che ripete XX, omette LVIII, ripete LXXXV, omette CXII, CLXII, CLXXVI e CCXXVII; i ff. I-IV e III'-VI' sono cartacei recenti di restauro; i ff. V-VI (numerati 1-2) e I'-II' (numerati 240-241) sono membranacei antichi di recupero da due manoscritti diversi ma entrambi di contenuto patristico e liturgico (sec. XII); fascicoli 1 (5), 2-3 (2), 4 (12), 5-7 (16), 8-9 (12), 10-11 (14), 12 (16), 13 (18), 14-15 (16), 16 (20), 17 (8), 18 (12), 19 (10): il fasc. 1, in origine un duerno, ha il quinto foglio aggiunto
dimensioni: 293 x 218; specchio di scrittura: 43 [185] 65 x 27 [153] 38; rr. 0/ll. 25 (variabili)

Lingua copisti latino; volgare italiano

Presenza di note
Numerose note a margine di mano del copista Cristoforo del Biada

La decorazione è assente
rubricato


Legatura di restauro

Ente possessore Camaldoli (Arezzo), Eremo OSBCam (sec. XVII ex.); Arezzo, S. Maria della Misericordia, fraternita (Fraternita dei Laici) (sec. XIX - 1952)
Nomi Cristoforo del Biada (fl. XV. 2), copista e possessore (sec. XV ultimo quarto)
Precedenti segnature Q.II-17, Camaldoli (Arezzo), Eremo OSBCam (sec. XVII ex.)
Storia del manoscritto
Questo zibaldone, di mano unica (ad eccezione dei ff. 198-201), inizia a f. 1r, margine sup., con la data 1482 e si chiude al f. 239v con un'annotazione veloce e da non considerarsi elemento di datazione per i testi (o per il testo finale), ma che comunque individua l'arco di lavorazione e utilizzo del manoscrittto all'ultimo quarto del sec. XV.
Al f. 239v è presente un'ulteriore datazione: 1490. Da questo millesimo in din sotto per in fino al mille 77 sono 413 anni che sancto Romualdo morì. Sempre al f. 239v nota di possesso (sec. XV ex.): Hic liber est domini Cristofori del Biada. Al f. 7v, nella serie dei diversi indici che occupano i fogli iniziali, si legge: Qui di sotto ene una tavola delle chose che sono in uno quaderno segnato Christofano, ciò permette di supporre che il possessore Cristoforo del Biada sia anche il copista.
Al f. 3r nota di possesso dell'Eremo di Camaldoli con segnatura moderna corrispondente al catalogo C (sec. XVII ex.): Inscrip(t). Catalogo S(acr). E(r). C(am). Q.II-17
Il codice è rintracciabile nel catalogo C (vd. in bibl. Magheri Cataluccio-Fossa, Biblioteca, p. 492 nr. 17: ms. non individuato). Ai ff. 3r, 239v e 241v timbri della Fraternita dei Laici di Arezzo (sec. XIX).

Sermones et prothemata, ff. 12r-133v
Casus monastici, Leonardus de Pisis ante XV saec. ex., ff. 198r-201r
De contemptu mundi (?), Iacoponus de Tuderto n. 1228/1236, m. 25-12-1306, ff. 201r-202r
Carmen de vanitate mundi, ff. 202r-v
Sermo super psalmos, ff. 203r-208v
Epistola Pilati ad Tiberium alias Claudium, f. 208v
Epistolae, f. 209r
epistola Caesaris Claudii ad Pilatum
De amicitia, Cicero M. Tullius, f. 209r
excerptum
Sermones de diversis, ff. 209v-239v
Lettera del prete Gianni [Epistola presbyteri Iohannis; volgarizzamenti plurimi ], ff. 133v-140v
Indulgentiae Ecclesiae Romanae, ff. 140v-142r
Sermoni diversi, ff. 142r-150v
Epistola Samuelis [Alphonso Bonihominis Hispano interprete], Samuel Iudaeus fl. 1085
trad. latina
Epistola Samuelis [translatio ex arabico], Alphonsus Bonihominis Hispanus v. 1336, m. 1353 ca., ff. 150v-162v
Sermones de mortuis, ff. 162v-169v
De effectu et utilitate psalmorum, ff. 169v-172v
Praedicabilia quaedam, ff. 172v-197v

Bibliografia Mazzatinti Inventari (1896) vol. VI p. 239 (Gian Francesco Gamurrini, Arezzo. Biblioteca della Fraternita di Santa Maria della Misericordia, pp. 170-241); Magheri Cataluccio-Fossa, Biblioteca (1979) (repertorio di corredo); Menestò Codici datati (1981) p. 331; Mss. med. AR (2003) p. 22, pp. 75-76 scheda 73, tav. XCII, p. 133

Note scheda originaria a c. di Patrizia Stoppacci; revisione 2018

Risorse esterne collegate
Arezzo, Biblioteca Città di Arezzo 423, f. 7v
Arezzo, Biblioteca Città di Arezzo 423, f. 12r
Arezzo, Biblioteca Città di Arezzo 423, f. 150r
Arezzo, Biblioteca Città di Arezzo 423, f. 239v

Responsabile scheda: CODEX

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Descrizione diretta

Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Conv. soppr. 519

Composito


cart. e membr.
ff. V, 306, V'; numerazione recente a matita nel marg. superiore destro, che salta un foglio tra 170/171 giungendo fino a 305; cart. di restauro


Legatura moderna in carta marmorizzata su cartone, dorso e punte in pergamena

Ente possessore Arezzo, SS. Laurentino e Pergentino, chiesa (?); Camaldoli (Arezzo), Eremo OSBCam (sec. XVI-XIX in.)
Nomi Cristoforo del Biada (fl. XV. 2), copista in parte e possessore (sec. XV terzo quarto)
Precedenti segnature omega 63, Camaldoli (Arezzo), Eremo OSBCam (sec. XVII ultimo quarto)
Storia del manoscritto
A f. 1r la nota di possesso Sacrae Eremi Camalduli I(nscript), C(at). è seguita dal numero 63, senza l'usuale lettera omega che contraddistingue le segnature dell'inventario B, dove però il manoscritto è identificabile con una certa sicurezza (cfr. Spoglio inventariale e Magheri Cataluccio-Fossa in bibl.).
A f. Ir, di mano recente, a matita, la segnatura Sopra la porta 153 e quella recente, ripetuta anche in inchiostro. A f. IIIr, tassello membranaceo con la segnatura: Camaldoli N° 243 (sec. XIX). A f. 305r, sopra il timbro della biblioteca, il nr. d'inventario a matita (sec. XX): 207023; sempre di mano recente, a matita: Di Camaldoli 153.
Sul dorso, il titolo in inchiostro di mano moderna Breviarium Camaldulense. Cartellino cartaceo ovale bordato d'azzurro, con la segnatura n. 153 sopra la porta; cartellino rettangolare bordato d'azzurro con la segnatura attuale. In basso, il numero 153 a inchiostro di mano moderna.

Bibliografia Del Furia Supplementum (1858) vol. III f. 249r; Magheri Cataluccio-Fossa, Biblioteca (1979) p. 466 (ms. non identificato)

Spoglio inventariale
63- Breviarium divini Officii secundum Ordinem Camaldulensem duplex in uno volumine. alterum in C. O. alterum vero in carta pecudina. in 4to.

U.C. I (ff. 1-93) sec. XV terzo quarto data stimata
Note datazione ante 1469 (vd. Storia del ms.)

Luogo di copia Arezzo, zona di (sec. XV terzo quarto)
cart. e membr.
filigranato: membr. f. 7; filigrana presente ma illeggibile
in ottavo
ff. 93; fascicoli 1 (7), 2-6 (10), 7-9 (12): il primo fascicolo presenta un ternione (per evidente caduta del foglio iniziale) e un foglio membranaceo incollato in fine; i fascicoli presentano dei rinforzi alla piegatura costituiti da parti di un manoscritto membranaceo con notazione musicale neumatica; richiami orizzontali tranne che nel primo e nell'ultimo fascicolo
dimensioni: 198 x 137 (f. 13); specchio di scrittura: 15 [156] 27 x 14 [106] 18 (f. 13r); rr. 0 / ll. 32

scritture e mani bastarda;
note generali sulla scrittura: scrittura bastarda di mano del priore aretino Cristoforo del Biada


decorato
Iniziali semplici: toccature di giallo ai capoversi
rubricato


Nomi Cristoforo del Biada (fl. XV. 2), copista (sec. XV terzo quarto)
Storia del manoscritto
I ff. 6r-10v contengono una serie di motti, preghiere e brevi testi liturgico-devozionali e ricordi. A f. 8r: Qui in questo quaderno farò richordo io don Christofano priore di sancto Laurentino d'Arezzo del dare e dell'avere ed ogni mio richordo chominciando adì primo di magio 1469. Ai ff. 9v e 10r, Cristoforo fa un inventario delle cose che lascia a Lionardo di Iachopo; tra questi due quaderni da medicine e un libriccino da l'uficio di monaci. A f. 9r annota quanto ha richiesto a Antonio di Pippo Santo chartolaio in Firenze per la scrittura di un messale, e di seguito, nell'ottobre del 1471, per 22 quinterni di carta.

Kalendarium, ff. 1r-5v
acefalo e mutilo
Psalterium liturgicum, ff. 11r-77r: Psalmi
Psalterium liturgicum, ff. 77r-81v: Cantica Veteris Testamenti
Psalterium liturgicum, ff. 81v-82r: Benedicite (Dn. 3, 57-88, 56)
Psalterium liturgicum, ff. 82r-83r: Symbolum quicumque
Psalterium liturgicum, ff. 83r-85r: Litaniae
Officia defunctorum, ff. 85v-89r
Missae nonnullae, ff. 89v-91r
Missa in honore Arcangeli Raphaelis et alia

U.C. II (ff. 94-236) sec. XV. 2 data stimata

Luogo di copia Arezzo, zona di (sec. XV. 2)
membr. e cart.
membr. i ff. 94-226 e il bifoglio esterno del fascicolo finale 227/236, che probabilmente riutilizza uno scarto dato che presenta un frammento di inno (coevo al ms.) a f. 236r
ff. 144; fascicoli 1-7 (10), 8 (8), 9-13 (10), 14 (6), 15 (10): richiami orizzontali centrati
dimensioni: 195 x 140 (f. 109); specchio di scrittura: ff. 92-117: 20 [126] 49 x 8 [3/37 /3 (7) 4/37 /3] 38 (f. 109r); ff. 228-231: 97 x 140 ; 26 [152] 19 x 16 [94] 30; rr. 38 /ll. 37; ff. 228-231: rr. 2/ ll. 33, rigatura a colore

scritture e mani littera textualis;
note generali sulla scrittura: littera textualis regolare, minuta, di buona qualità; la mano che copia i ff. 166vb (su rasura)-235r è sempre identificabile con quella di don Cristoforo del Biada, anche se più posata rispetto alla sez. I


decorato
Iniziali semplici; Iniziali filigranate; Iniziali decorate: a f. 94r, due iniziali decorate, rosa e blu su fondo oro; fregio floreale su due lati che ha inizio dalle due iniziali; asportato parte dell'incipit; a f. 111v, due iniziali decorate, rosa e blu su fondo oro, con breve fregio fogliato, in cattive condizioni; da f. 94r a f. 123v, iniziali alternate rosse e blu, talvolta filigranate; iniziali semplici in rosso, (spesso solo spazi riservati e letterine guida); da f. 167, si trovano spesso iniziali toccate in giallo
rubricato


Nomi Cristoforo del Biada (fl. XV. 2), copista in parte e possessore (sec. XV terzo quarto)
Storia del manoscritto
L'unità è probabilmente un recupero di un nucleo di buona qualità continuato da don Cristoforo. La pagina decorata di apertura e il fatto che si parli nella rubrica espressamente di breviario secundum Ordinem Camaldulensem conferma la fisionomia di preesistenza dei fascicoli (fino a f. 166, dove la seconda colonna è su dilavamento dell'originaria).

Breviarium secundum ordinem Camaldulensem, ff. 94ra-230r
Tabulae ad inveniendum aureum numerum, ff. 230v-236v

U.C. III (ff. 237-305) sec. XV. 2 data stimata

Luogo di copia Arezzo, zona di
membr.
ff. 69; fascicoli 1-6 (10), 7 (9): l'ultimo fascicolo è mancante della carta finale; i ff. 297 e 305 sono parzialmente strappati; richiami orizzontali centrati
dimensioni: 197 x 137 (f. 252); specchio di scrittura: 11 [151] 35 x 10 [105] 22 (f. 252); rr. 2 / ll. 42, rigatura a colore

scritture e mani libraria;
note generali sulla scrittura: mediocre, di mano unica


decorato
Iniziali semplici: iniziali in rosso
rubricato


Nomi Cristoforo del Biada (fl. XV. 2), possessore (sec. XV terzo quarto)

Lectionarium-passionarium, ff. 237r-305r

Note Il manoscritto riunisce tre parti coeve e tematicamente complementari: la prima (ff. 1-93) tutta attribuibile a Cristoforo, priore della chiesa dei Ss. Laurentino e Pergentino di Arezzo, in anni di poco precedenti le date dei suoi ricordi ai ff. 8r-10r (1469-1471); la seconda (ff. 94-236) terminata dallo stesso Cristoforo; la terza (ff. 237-305), di mano diversa ma con un intervento marginale di Cristoforo a f. 286v. Don Cristoforo, nonostante la mediocre qualità grafica, risulta attivo anche come copista e a lui si deve anche il ms. Arezzo, Biblioteca Città di Arezzo, 423 (parimenti proveniente da Camaldoli), nel quale si sottoscrive compiutamente come Cristoforo del Biada. Stando a ricordi lasciati nel presente ms. potrebbe trattarsi di un copista specializzato nella scrittura di codici liturgici musicali. La presenza dei suoi manoscritti nel fondo camaldolese è giustificata dal fatto che la chiesa aretina, già appartenente alla Badia delle SS. Flora e Lucilla viene assegnata alla Congregazione Camaldolese nel 1204.

Responsabile scheda: Maria Luisa Tanganelli

Altri progetti collegati:
ABC
RICABIM

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Trovati 3 records. Pagina 1 di 11

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