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MIRABILE

Archivio digitale della cultura medievale
Digital Archives for Medieval Culture

Georgius Gregoropulus in Manoscritti
Georgius Gregoropulus
Trovati 3 records. Pagina 1 di 11


Descrizione diretta

Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Conv. soppr. 144

sec. XV ultimo quarto data stimata
Note datazione su base paleografica e storica ante 1496

Luogo di copia Creta (a. 1465-1496)
cart.
filigrane di vari tipi: ai ff. 1-51, 54-59, 64-73, 82-89 Balance sim. a Briquet 2588 (Treviso, Venezia 1483), id. a quella dei ff. 1-234 del ms. Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Conv. Soppr. 141, dei ff. 129-164 del ms. Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Conv. Soppr. 164, dei ff. 116-123, 132-157 del ms. Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Redi 15 e dei ff. 101r-128v del ms. Firenze, Biblioteca Riccardiana, 77; ai ff. 52-53 fil. sim. a Harlfinger Main 21 (27 agosto 1491, Creta, Antonio Damila); ai ff. 60-63 Cercle senza raffronti precisi nei repertori; ai ff. 74-81 Ciseaux simili a Briquet 3731 (Genova 1512, 1513); ai ff. 90-97 Clé senza raffronti precisi nei repertori; ai ff. 98-105 fil. sim. a Harlfinger Main 25 (27 agosto 1491, Creta, Antonio Damila); ai ff. 106-113 Balance sim. a Piccard, Waage, VI, 157 (Bassano [Vicenza] 1499); ai ff. 114-122 sim. a Harlfinger Cloche 31 (1490/1491, mano italogreca), id. a quella dei ff. 41-48 del ms. Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Redi 15
in quarto
IV, 122, III'; numerazione moderna a matita nell'angolo superiore esterno (il f. 122 numerato 121 in inchiostro rosso da Enrico Rostagno; l'indicazione è stata depennata in un secondo momento a matita); guardie cart. (coevi alla legatura i ff. I-III, I'-III'; del sec. XVIII il f. IV); fascicoli 1-6 (8), 7 (7), 2 ff., 9-15 (8), 16 (9): il fasc. 7 è un quaternione cui è stato asportato il sesto foglio, senza perdita di testo; il fasc. 16 è un quaternione cui è stato aggiunto un foglio alla fine; segnature dei fascicoli in lettere greche di mano del copista al centro del margine inferiore del primo recto dei fasc. 1-11; segnature in lettere greche di mano coeva, probabilmente quella di Pietro Candido di Santa Maria degli Angeli, al centro del margine inferiore del primo recto dei fasc. 12-13; richiami orizzontali (ff. 55v, 97v), vicino al margine interno, di mano diversa da quella del copista, probabilmente quella di Pietro Candido di Santa Maria degli Angeli
dimensioni: 212 x 150 (f. 2r); specchio di scrittura: 8/8 [75] 6/53 × 15 [150] 47 (ff. 1-105: f. 2r); 20 [74] 56 × 24 [147] 41 (ff. 106-122: f. 106r); rr. 27/ll. 25 (ff. 1-105); rr. 25/ll. 25 (ff. 106-122), rigatura a secco: con mastara; bianco il f. 122v

note generali sulla scrittura: ai ff. 1r-105v scrittura di Giorgio Gregoropulo, che si sottoscrive in rosso al f. 105v (su di lui cfr. RGK, I/A nr. 58 [dove il ms. è attribuito interamente alla sua mano], II/A nr. 78, III/A nr. 98); d'altra mano, in Gregoropulos-Schrift (Harlfinger, Schriftstile, 334); una mano, visibilmente impacciata nell'ortografia e nell'uso della scrittura greca, aggiunge il titolo al f. 106r


Lingua copisti greco

Presenza di note
Ai ff. 106r-122r; annotazioni marginali in greco e in latino di Pietro Candido di Santa Maria degli Angeli (e. g. f. 52v Exemplum apud Theognim invenias); maniculae ff. 87v-88r

decorato
Iniziali semplici; fascia decorativa: fasce decorative in inchiostro rosso a motivi fitomorfi (f. 1r) e a intreccio (ff. 57v, 88v); iniziali maggiori in rosso con elementi fitomorfi; iniziali semplici rosse
rubricato


Legatura moderna (sec. XIX); piatti in cartone rigido coperti in tela; dorso e punte in cuoio marrone; taglio dipinto di rosso

Ente possessore Firenze, S. Maria degli Angeli, monastero OSBCam (post 1513); Camaldoli (Arezzo), Eremo OSBCam (?) (sec. XVII -XIX in.)
Nomi Georgius Gregoropulus (sec. XV), copista (sec. XV ultimo quarto); Petrus Candidus OSBCam (a. v. 1481), possessore e note di (sec. XV ex.-XVI in.)
Precedenti segnature O.III-16, Camaldoli (Arezzo), Eremo OSBCam (sec. XVII ex.)
Storia del manoscritto
Il ms. è stato trascritto in gran parte dal copista Giorgio Gregoropulo, attestato a Creta tra il 1465 e il 1501 (RGK, I/A nr. 58, II/A nr. 78, III/A nr. 98). Appartenne a Pietro Candido di Santa Maria degli Angeli che vi ha apposto vari marginali e, nel margine inferiore del f. 2r, la nota di possesso Monasterii Angelorum Petri Candidi. È probabile che abbia fatto parte della praeclara librorum suppellectile che Pietro Candido si procurò sull'isola negli anni tra il 1491 e il 1496, da lui trascorsi a Candia per apprendere il greco (Dolfin, Epistolae, f. r4v, ep. del 3 giugno 1496). Alla morte di Pietro Candido, nel 1513, il ms. passò probabilmente con altri suoi libri all'Eremo di Camaldoli (cfr. in bibl. Corali Angeli, p. 88; contra Scapecchi Pietro da Portico, p. 194 che ipotizza un passaggio intermedio nella biblioteca del monastero fiorentino di Santa Maria degli Angeli).
Al f. 1r, a penna, la segnatura del catalogo C (sec. XVII ex.) Inscriptus Catalogo Sacrae Eremi Camalduli O.III-16 (vd. Spoglio inventariale e Magheri Cataluccio-Fossa Biblioteca in bibl.).
Al f. IVr indice del contenuto del sec. XVIII, in latino.
Sul dorso, in oro, in capitali, Lascaris Constantinus. Grammatica Graeca; più sotto il cartellino cartaceo con la segnatura attuale quasi completamente evanida
Il codice giunse nell'odierna sede di conservazione nel 1809 a seguito delle soppressioni napoleoniche delle corporazioni religiose (Catalogo laurenziano dei mss. scelti, f. 87r: «Camald. 648. Lascaris, Constantini, De nomine et verbo liber tertius, et De constructione verborum graece. Cod. chart. in-8»). La segnatura attuale si legge, vergata a penna e a matita, al f. Ir insieme alla segnatura 648 (Soppressioni 1809). Entrambe le segnature sono ripetute a matita nell'angolo superiore esterno del f. IVr.

Grammatica Graeca [tantum praefatio latine conscripta], Constantinus Lascaris n. 1433/1434, m. post 15-8-1501, ff. 1r-122r
in greco

Bibliografia Catalogo manoscritti scelti f. 87r; Del Furia Catalogus vol. III ff. 22r-23r; Rostagno - Festa Indice (1893) p. 160; BZBBW (1909) vol. 33; Magheri Cataluccio-Fossa, Biblioteca (1979) p. 488 nr. 16 (Inventario C, ms. non identificato); RGK (1981) vol. I/A n° 58; Buhler Prolegomena Zenobii (1987) p. 243; Cesarini Grammatiche (1992) p. 271; Scapecchi Pietro da Portico (1994) p. 195; Corali Angeli (1995) p. 88; Melandri Giorgio Gregoropulo (1999) pp. 116-117, 119, 120-123; Speranzi Tra Creta e Firenze (2006) p. 197

Spoglio inventariale
Camaldoli (Arezzo) - Eremo. [Inventario C]16- [O.III] Constantini Lascaris de nomine.

Note inv. 206647

Risorse esterne collegate
BML Conv. Soppr. 144_ descrizione interna
BML Conv. Soppr. 144_sottoscrizione

Responsabile scheda: davide speranzi

Altri progetti collegati:
ABC
RICABIM

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Descrizione diretta

Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Conv. soppr. 164

Composito


cart.
ff. VI, 164, V'; numerazione mod. a matita nell'angolo superiore esterno; guardie cart. (coevi alla legatura i ff. I-V, I'-V'; antico il f. VI)
dimensioni: 302 x 208 (f. 11r)


Legatura moderna (sec. XIX); assi nude; dorso in cuoio marrone; taglio dipinto di rosso

Ente possessore Firenze, S. Maria degli Angeli, monastero OSBCam (?) (post 1513); Camaldoli (Arezzo), Eremo OSBCam (sec. XVII ultimo quarto-XIX in.)
Nomi Petrus Candidus OSBCam (a. v. 1481), possessore (sec. XV ex.-XVI in.)
Precedenti segnature omega 187, Camaldoli (Arezzo), Eremo OSBCam (sec. XVII ultimo quarto); O.III-10, Camaldoli (Arezzo), Eremo OSBCam (sec. XVII ex.)
Storia del manoscritto
Il ms., costituito da sezioni coeve confezionate nello stesso ambiente - a Creta, nell'ultimo quarto del sec. XV - fu quasi certamente allestito nella forma attuale dal primo possessore, Pietro da Portico, noto anche come Pietro Candido, la cui nota di possesso, Monasterii Angelorum Petrus Candidus compare nel margine inferiore del f. 1r; sue postille marginali ricorrono in tutte le sezioni. Fece probabilmente parte della 'praeclara librorum suppellectile' che Pietro Candido si procurò sull'isola negli anni tra il 1491 e il 1496, da lui trascorsi a Candia per apprendere il greco (Dolfin, Epistolae, f. 4v, ep. del 3 giugno 1496). Alla morte di Pietro Candido, nel 1513, il ms. passò probabilmente con altri suoi libri all'Eremo di Camaldoli (vd. in bibl. Corali Angeli, p. 88; contra Scapecchi, Pietro da Portico, p. 194 che ipotizza un passaggio intermedio nella biblioteca del monastero fiorentino di Santa Maria degli Angeli). Un'indicazione parziale del contenuto del sec. XV ex.-XVI in. si trova al f. VIr: Cicero de senectute graece per Gazam. Herodianus historicus. Al f. 1r, a penna, la segnatura dell'inventario B (sec. XVII ultimo quarto), Sacrae Eremi Camalduli inscriptus catalogo codex 187, con la parola codex e il numero 187 depennati e sostituiti dalla segnatura del catalogo C (sec. XVII ex.), O.III-10, a penna (vd. Magheri Cataluccio - Fossa, Biblioteca e cultura in bibl.). Al f. VIr indice del contenuto, del sec. XVIII, in latino. Il ms. è descritto nell'Odeporicon di Angelo Maria Bandini, che elenca anche altri codici appartenuti a Pietro Candido e passati a Camaldoli (ms., Firenze, Biblioteca Marucelliana, B.I.19, v. VII, f. 191r). Il codice giunse nell'odierna sede di conservazione nel 1809 a seguito delle soppressioni napoleoniche delle corporazioni religiose (Catalogo laurenziano dei mss. scelti, f. 84v: Camald. 223. Ciceronis Dialogus qui Cato inscribitur, interpretatio Theodori Gazae; Herodiani Historiae lib. VIII; Moschopuli Emanuelis Ars grammatica et Explicationum libri I Iliados Homeri, graece. Cod. chart. in fol.. La segnatura attuale si legge, vergata a penna e a matita, al f. Ir insieme alla segnatura 323 (Soppressioni 1809). Quest'ultima è ripetuta a penna nel margine superiore del f. Vv. Sul dorso, in oro, in capitali: M. T. Ciceron. De senectute etc.; più sotto il cartellino cartaceo, parzialmente danneggiato, con la segnatura attuale quasi completamente evanida.

Bibliografia Catalogo manoscritti scelti f. 87r; Bandini Hodoeporicon f. 191r; Del Furia Catalogus vol. III ff. 12r-18r; Rostagno - Festa Indice (1893) pp. 164-165; Sicherl Iamblichos (1957) p. 81; Maier Ange Politien (1965) p. 435; Magheri Cataluccio-Fossa, Biblioteca (1979) p. 473 nr. 187 (Inventario B), p. 488 nr. 10 (Inventario C, ms. non identificato); RGK (1981) (repertorio); Hall Prolegomena (1986) pp. 9, 142-143; Buhler Prolegomena Zenobii (1987) p. 243; Martínez Manzano Konstantinos (1994) pp. 176-181; Scapecchi Pietro da Portico (1994) p. 194; Corali Angeli (1995) p. 88; Martínez Manzano Constantino (1998) pp. 192-193; Gionta L'Erodiano (1998) pp. 431-432, 435, tav. Ia-b; Vecce Bembo e Poliziano (1998) pp. 488-489; Melandri Giorgio Gregoropulo (1999) (passim); Lucarini De Herodiani codicibus (2001) pp. 176-182, 184 (stemma); Mecca Erodiano (2004) pp. 50-51 e passim; Speranzi Tra Creta e Firenze (2006) p. 197

Spoglio inventariale
Camaldoli (Arezzo) - Eremo. [Inventario B]187- Cicero de Senectute. in f°. C. O. per Gazam grece.

U.C. I (ff. 1-17) sec. XV ultimo quarto data stimata
Note datazione su base paleografica e storica ante 1496

Luogo di copia Creta (sec. XV ultimo quarto)
cart.
filigranato: sim. a Harlfinger Main 21 (27 agosto 1491, Creta, Antonio Damila)
in folio
ff. 17; numerazione parziale in cifre arabe di mano del copista nell'angolo inferiore esterno (2-17); fascicoli 1 (8), 2 (9): il fasc. 2 è un quinterno cui è stato asportato il quarto foglio, senza perdita di testo; segnature dei fascicoli in lettere greche (alfa-beta) di mano del copista nel margine inferiore, in corrispondenza del colonnino, sul primo recto e sull'ultimo verso di ciascun fascicolo
dimensioni: 302 x 208 (f. 11r); specchio di scrittura: 12/5/16 [197] 26/6/40 × 24/7 [115] 4/58 (f. 11r); rr. 33/ll. 29, rigatura a secco: con mastara

note generali sulla scrittura: il copista può essere identificato in Emanuele Zacaride sulla base del confronto con lo specimen della sua scrittura fornito in RGK, I/C Taf. 114 (su di lui cfr. RGK, I/A nr. 114, II/A nr. 146, III/A nr. 189)


Lingua copisti greco

Presenza di note
Varie annotazioni marginali possono essere attribuite alla mano di Zanobi Acciaiuoli (attr. Speranzi, Tra Creta e Firenze, p. 197 n. 21); al f. 1r annotazione marginale di Pietro Candido

decorato
Iniziali semplici; Iniziali decorate; fascia decorativa: fascia decorativa a inchiostro rosso con motivi floreali ricavati in negativo (f. 1r); iniziali maggiori in rosso decorate con elementi floreali; iniziali semplici rosse
rubricato


Ente possessore Firenze, S. Maria degli Angeli, monastero OSBCam (post 1513); Camaldoli (Arezzo), Eremo OSBCam (sec. XVII ultimo quarto-XIX in.)
Nomi Emanuele Zacaride (sec. XV), copista (sec. XV ultimo quarto); Petrus Candidus OSBCam (a. v. 1481), possessore (sec. XV ex.-XVI in.); Zenobius de Acciaiolis (n. 1461, m. 1516), aggiunte e note di (sec. XV ex.-XVI in.)

De senectute [Opus Ciceronis; transl. ex Latino], Theodorus Gaza n. 1408/1410, m. 1475, ff. 1r-17v
in greco

U.C. II (ff. 18-103) sec. XV ultimo quarto data stimata
Note datazione su base paleografica e storica ante 1496

Luogo di copia Creta (sec. XV ultimo quarto)
cart.
filigranato: filigrane di due tipi: ai ff. 18-51, 53-54, 56-103 sim. a Harlfinger Main 21 (27 agosto 1491, Creta, Antonio Damila); ai ff. 52, 55 Ecu con al centro una croce senza raffronti precisi nei repertori
in folio
ff. 86; numerazione in cifre arabe di mano del copista nell'angolo inferiore esterno (1-83); fascicoli 1-10 (8), 11 (6): segnature dei fascicoli in lettere greche (alfa-iota alfa) di mano del copista nel margine inferiore, in corrispondenza del colonnino, sul primo recto e sull'ultimo verso di ciascun fascicolo
dimensioni: 302 x 208 (f. 46r); specchio di scrittura: 13/5/17 [198] 25/7/17/8/12 × 22/8 [116] 9/53 (f. 46r); rr. 35/ll. 29, rigatura a secco: con mastara; bianchi i ff. 101r-103v

note generali sulla scrittura: come la sezione I, anche questa sezione può essere attribuita alla mano di Emanuele Zacaride sulla base del confronto con lo specimen della sua scrittura fornito in RGK, I/C Taf. 114


Lingua copisti greco

Presenza di note / correzioni
Alcune correzioni e varianti marginali in greco sembrano essere di mano di Antonio Damila (ff. 30r, 39r, 62v; cfr. RGK, I/C Taf. 22). Varie annotazioni marginali in greco e in latino, già falsamente ascritte ad Angelo Poliziano (Rostagno - Festa, Indice, p. 165), sono state invece correttamente restituite alla mano di Pietro Candido (Gionta, L'Erodiano, p. 432; già Maïer, Manuscrits d'Ange Politien, p. 435 si era espressa a sfavore dell'attribuzione all'Ambrogini). Tra queste, da segnalare alcune note di collazione con un vetustum codice Abbatiae (cioè della Badia Fiorentina) manu Zenobii castigatum, ovvero l'attuale ms. Leiden, Bibliothek der Rijksuniversiteit, gr. 23, già appartenuto alla Badia Fiorentina, riccamente annotato da Zanobi Acciaiuoli (cfr. Gionta, L'Erodiano, pp. 432-433; le postille da cui si cita si trovano ai ff. 18v, 22r). Di particolare rilievo anche la nota al f. 25r, «che serba memoria della consultazione, da parte di Giovanni Corsi, di un Erodiano conservato nella Biblioteca Vaticana», non ancora identificato, forse lo stesso citato in una lettera di Ercole d'Este a Demetrio Guazzelli, custode della Vaticana, del 24 novembre 1488 (vd. trascrizione nel PDF allegato; cfr. Gionta, L'Erodiano, p. 434, da cui si trae la citazione e Lucarini, De Herodiani codicibus, pp. 177-178; il testo della lettera a Guazzelli è in Bertoni, La biblioteca, pp. 260-261 nr. 17). Sono presenti maniculae

decorato
Iniziali decorate; fascia decorativa: fascia decorativa a inchiostro rosso con motivi floreali ricavati in negativo (f. 18r); iniziali rosse decorate con elementi floreali
rubricato


Ente possessore Firenze, S. Maria degli Angeli, monastero OSBCam (post 1513); Camaldoli (Arezzo), Eremo OSBCam (sec. XVII ultimo quarto-XIX in.)
Nomi Angelo Poliziano (1454-1494), note di (sec. XV ultimo quarto); Antonio Damilas (sec. XV seconda metà), note di (sec. XV ultimo quarto); Emanuele Zacaride (sec. XV), copista (sec. XV ultimo quarto); Petrus Candidus OSBCam (a. v. 1481), possessore (sec. XV ex.-XVI in.)

Ab excessu divi Marci, Herodianus, ff. 18r-103v
in greco

U.C. III (ff. 104-128) sec. XV ultimo quarto data stimata
Note datazione su base paleografica e storica ante 1496

Luogo di copia Creta (sec. XV ultimo quarto)
cart.
filigranato: molto sim. a Harlfinger Boeuf 41 (1502/1503, Manuele Gregoropulo)
in folio
ff. 25; fascicoli 1-2 (8), 3 (9): il fasc. 3 è un quinterno cui è stato asportato il primo foglio, senza perdita di testo; segnature dei fascicoli in lettere greche (alfa-gamma) di mano del copista nel margine inferiore del primo recto di ciascun fascicolo, in corrispondenza della giustificazione esterna
dimensioni: 302 x 208 (f. 113r); specchio di scrittura: 27 [198] 77 × 30 [107] 71 (f. 113r); rr. 30/ll. 30, rigatura a secco: con mastara

note generali sulla scrittura: il copista può essere identificato in Tommaso Bizimano sulla base del confronto con lo specimen della sua scrittura fornito in RGK, I/C Taf. 141 (su di lui cfr. RGK, I/A nr. 141, II/A nr. 187, III/A nr. 236)


Lingua copisti greco

Presenza di note
Varie annotazioni marginali in latino e in greco di mano di Pietro Candido (al f. 124r si segnala la nota fragmentum quod extat - erroneamente attribuita ad Angelo Poliziano, e. g., da Vecce, Bembo e Poliziano, p. 489 n. 34 - a segnalare la rarità dell'estratto dalla Gigantomachia di Claudiano conservato ai ff. 124r-125v); di sua mano anche i titoli ai ff. 104r, 112r; presenti maniculae

decorato
Iniziali semplici: iniziali semplici rosse
rubricato


Ente possessore Firenze, S. Maria degli Angeli, monastero OSBCam (post 1513); Camaldoli (Arezzo), Eremo OSBCam (sec. XVII ultimo quarto-XIX in.)
Nomi Tommaso Bizimano (sec. XV), copista (sec. XV ultimo quarto); Petrus Candidus OSBCam (a. v. 1481), possessore (sec. XV ex.-XVI in.)

Excerpta ex idoneis Graecis auctoribus [Aristophanes, Menander, Diodorus Siculus et alii], ff. 104r-128v
in greco

U.C. IV (ff. 129-164) sec. XV ultimo quarto data stimata
Note datazione su base paleografica e storica ante 1496

Luogo di copia Creta (sec. XV ultimo quarto)
cart.
filigranato: Balance sim. a Briquet 2588 (Treviso, Venezia 1843) id. a quella dei ff. 185-200 del ms. Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Conv. Soppr. 141, dei ff. 1-51, 54-59, 64-73, 82-89 del ms. Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Conv. Soppr. 144, dei ff. 116-123, 132-157 del ms. Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Redi 15
in folio
ff. 36; fascicoli 1-4 (8), 5 (4): il fasc. 5 è un quaterno cui sono stati asportati gli ultimi quattro fogli, con perdita di testo; segnature dei fascicoli in lettere greche (alfa-delta) di mano del copista principale nel margine inferiore del primo recto dei fasc. 1-4; segnatura con lettera greca (epsilon) di mano coeva al centro del margine inferiore del primo recto del fasc. 5
dimensioni: 302 x 208 (f. 130r); specchio di scrittura: 25 [197] 34/46 × 21/5 [117] 6/59 (f. 130r); rr. 31/ll. 30, rigatura a secco: con mastara

note generali sulla scrittura: la mano principale, che copia i ff. 129r-164r, l. 11, è stata identificata con quella del copista cretese Giorgio Gregoropulo (attr. Melandri, Giorgio Gregoropulo; su di lui cfr. RGK, I/A nr. 58, II/A nr. 78, III/A nr. 98); potrebbe essere d'altra mano, ispirata allo stesso modello grafico, il f. 164r, l. 12-164v, l. 7; di una terza mano il f. 164v, ll. 8-37


Lingua copisti greco

Presenza di note
Annotazioni marginali di mano di Pietro Candido (e. g. ff. 158v, 160r)

decorato
Iniziali semplici; Iniziali decorate; fascia decorativa: fasce decorative in inchiostro rosso a motivi fitomorfi (f. 129r), a intreccio (f. 149r) e a nastro (ff. 160v-164r); explicit decorati con stauroì ed elementi fitomorfi; iniziali maggiori in rosso con elementi fitomorfi; iniziali semplici rosse
rubricato


Ente possessore Firenze, S. Maria degli Angeli, monastero OSBCam (post 1513); Camaldoli (Arezzo), Eremo OSBCam (sec. XVII ultimo quarto-XIX in.)
Nomi Georgius Gregoropulus (sec. XV), copista (sec. XV ultimo quarto); Petrus Candidus OSBCam (a. v. 1481), possessore (sec. XV ex.-XVI in.)

Scholia in Iliadem, Manuel Moschopulus sec. XIII ultimo quarto -XIV.1, ff. 129r-160r
in greco
Verborum explicationes [in greco], ff. 160v-164r

Note inv. 206668
composito organizzato di quattro sezioni: I (ff. 1-17); II (ff. 18-187); III (ff. 104-128); IV (ff. 129-164)

Risorse esterne collegate
Conv. Soppr. 164

Responsabile scheda: davide speranzi

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Descrizione diretta

Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Conv. soppr. G.2.496

Composito


cart.
filigranato
ff. 133; numerazione moderna a matita nell'angolo inferiore interno (Maura Rolih Scarlino, 1971: nota all'interno del piatto posteriore)
dimensioni: 208 x 150 (f. 17r)

Lingua copisti greco


Legatura moderna (sec. XVIII), in pergamena semifloscia di recupero, con due lacci passanti di pelle allumata, in parte caduti

Ente possessore Firenze, S. Maria degli Angeli, monastero OSBCam (?) (post 1513); Camaldoli (Arezzo), Eremo OSBCam (sec. XVII ultimo quarto-XIX in.)
Nomi Petrus Candidus OSBCam (a. v. 1481), possessore (sec. XV ex.-XVI in.)
Precedenti segnature omega 80, Camaldoli (Arezzo), Eremo OSBCam (sec. XVII ultimo quarto); O.III-17, Camaldoli (Arezzo), Eremo OSBCam (sec. XVII ex.)
Storia del manoscritto
Il ms., costituito da sezioni pressoché coeve, fu allestito nella forma attuale dal primo possessore, Pietro da Portico, noto anche come Pietro Candido, la cui nota di possesso, Monasterii Angelorum Petrus Candidus, compare nel margine inferiore del f. 1r; annotazioni di sua mano compaiono in alcune sez. del ms.. Considerata l'origine cretese delle sezioni I e III, è altamente probabile che esse abbiano fatto parte della praeclara librorum suppellectile che egli portò in Italia alla conclusione del suo soggiorno sull'isola (1491-1496). Alla morte di Pietro Candido, nel 1513, il ms. passò probabilmente con altri suoi libri all'Eremo di Camaldoli (Corali Angeli, p. 88; contra Scapecchi, Pietro da Portico, p. 196 che ipotizza un passaggio intermedio nella biblioteca del monastero fiorentino di Santa Maria degli Angeli).
Al centro del piatto posteriore la scritta Melissa (vd. trascrizione in allegato); incollato al dorso un cartellino in parte danneggiato con la scritta [Florileg]ium [sent]entiarum moralium. Graecum; incollato sul piatto anteriore un cartellino con la segnatura Camaldoli. N° 496 (1809). All'interno del piatto anteriore un indice latino a penna (sec. XVIII).
Al f. 1r, a penna, la segnatura dell'inventario B (sec. XVII ultimo quarto), Sacrae Eremi Camalduli inscriptus catalogus omega 80, con la segnatura depennata e sostituita dalla segnatura del catalogo C (sec. XVII ex.), O.III-17 (vd. Spoglio inventariale e Magheri Cataluccio-Fossa in bibl.).
Il codice giunse nell'odierna sede di conservazione a seguito delle soppressioni napoleoniche delle corporazioni religiose del 1808 (Arch. Magl. 73, vd. Catalogo mss. scelti Magl. in bibl.; cfr. anche il cartellino applicato sul piatto anteriore con la scritta Camaldoli N° 496); la segnatura attuale si legge vergata a matita all'interno del piatto anteriore (N° 496.G.2) e su un cartellino moderno applicato al dorso (Manoscritti. Conventi. G.2.496).

Bibliografia Indice manoscritti scelti pp. 68-69; Inv. Conv. soppr. f. 24v; Catalogo mss. scelti Magl. pp. 20-21; Olivieri Supplementum (1897) pp. 417-418; Turyn Tragedies of Sofocles (1952) (letteratura secondaria); Codd. Barb. Graeci (1958) vol. I (repertorio); Ullman-Stadter, Public Library (1972) (letteratura secondaria); Aristoteles Graecus (1976) p. 346; Harlfinger Schriftstilen (1977) (letteratura secondaria); Magheri Cataluccio-Fossa, Biblioteca (1979) p. 468 nr. 80 (inventario B, ms. non identificato), p. 488 nr. 17 (inventario C, ms. non identificato); RGK (1981) (repertorio); Olivier-Monégier Manuscrits (1983) (repertorio); Scapecchi Pietro da Portico (1994) p. 196; Corali Angeli (1995) p. 88; Speranzi Aristobulo (2006) (letteratura secondaria)

Spoglio inventariale
Camaldoli (Arezzo) - Eremo. [Inventario B]80- Liber Grecus in 4to. in C. O.
Camaldoli (Arezzo) - Eremo. [Inventario C]17- [O.III] Florilegium Sententiarum Moralium.

U.C. I (ff. 1-99) sec. XV ultimo quarto data stimata
Note datazione su base paleografica e storica, ante 1496

Luogo di copia Creta (sec. XV ultimo quarto)
cart.
filigranato: fil. di vari tipi: ai ff. 1-32 Balance sim. a Briquet 2581 (Udine 1482, Venezia 1485); ai ff. 33-48 sim. a Harlfinger Cloche 31 (1490/1491, mano italogreca), id. a quella dei ff. 41-48 del ms. FiBML, Conv. Soppr. 141 e dei ff. 114-122 del ms. FiBML, Conv. Soppr. 144; ai ff. 49-56, 89-99 Balance sim. a Briquet 2578 (Ofern 1480, Udine 1482, Vicenza 1483, Verona 1483, Augsbourg 1481), con contromarca A; ai ff. 57-58, 63-64 sim. a Harlfinger Ciseaux 70 (19 agosto 1476, Giorgio Gregoropulo); ai ff. 59-62, 65-80 Tête de boeuf genericam. sim. a Piccard Ochsenkopf XIII.101 (1444, 1445, Eichstätt, Ellwangen, Unterkochen); ai ff. 81-88 Tête de boeuf sim. a Briquet 15375 (Vicenza 1492)
in quarto
ff. 99; fascicoli 1-12 (8), 13 (3): il fasc. 13 è un ternione mutilo degli ultimi tre fogli; segnature dei fascicoli di mano del copista al centro del marg. inf. del primo recto di ciascun fasc.; segnature in cifre arabe del sec. XV fine - XVI inizi nell'angolo inferiore esterno del primo recto di ciascun fasc., in gran parte asportate dalla rifilatura
dimensioni: 208 x 150 (f. 61r); specchio di scrittura: 20 [155] 33 × 17 [76] 7/50 (f. 61r); rr. 25/ll. 25, rigatura a secco: con mastara

note generali sulla scrittura: la sezione si conclude con la sottoscrizione di Giorgio Gregoropulo (su di lui cfr. RGK, I/A nr. 58, II/A nr. 78, III/A nr. 98), in inchiostro rosso, preceduta da cinque dodecasillabi (f. 99v), ritrascritto in margine a penna da una mano del sec. XIX (vd. trascrizione in allegato)


Lingua copisti greco

Presenza di note
Ai ff. 3r-v, 5r, 6r-v, 32v, 68v, 76v, 86v, 99v note marginali in greco e in latino di Pietro Candido, che almeno in parte rinviano a un manoscritto conservato nella biblioteca del convento fiorentino di San Marco (f. 3r, Confer cum vetusto codice. Est (?) Divi Marci. Nam in hoc multa desunt; il codice cui si fa riferimento non sembra poter essere identificato con il testimone dei Loci communes Vat. Barb. gr. 158, per il quale cfr. Capocci, Codd. Barb. Graeci, vol. I, pp. 272-4; Ullman - Stadter, Public Library, pp. 254 nr. 1110); al f. 76v, manicula

decorato
Iniziali semplici; Iniziali decorate; fascia decorativa: ai ff. 1r, 3r, 5v, 6v, 9v, 10v, 15r, 16v, 19r, 22r, 24r, 25v, 27r, 30v, 31v, 34r, 35v, 39r, 41r-v, 42v, 45r, 47r, 48r, 49r, 50v, 51v, 52v, 53v, 54v, 56r, 57r, 58r, 59v, 60v, 63v, 64v, 66r, 67v, 69r, 70v, 71v-72r, 73r-v, 74v, 75v, 76v-77r, 78r-v, 80r, 82r, 83v, 84v, 87v, 88v-89r, 90v, 92r, 93r, 94r, 96r-v, 97v fasce a intreccio, nastri e linee decorative in rosso; iniziali maggiori rosse decorate con elementi fitomorfi; iniziali semplici rosse
rubricato


Ente possessore Firenze, S. Maria degli Angeli, monastero OSBCam (post 1513); Camaldoli (Arezzo), Eremo OSBCam (sec. XVII ultimo quarto-XIX in.)
Nomi Georgius Gregoropulus (sec. XV), copista (sec. XV ultimo quarto); Petrus Candidus OSBCam (a. v. 1481), possessore e note di (sec. XV ex.-XVi in.)
Storia del manoscritto
Marginalia di Pietro Candido si trovano almeno in un altro manoscritto copiato da Giorgio Gregoropulo, il Vat. gr. 1898 (cfr. RGK, III/A nrr. 98, 550).

Loci communes, Maximus Confessor pseudo, ff. 3r-99v

U.C. II (ff. 100-101) sec. XV ultimo quarto data stimata
Note datazione su base paleografica e storica, ante 1496
cart.
filigranato: Balance sim. a Briquet 2578 (Ofern 1480, Udine 1482, Vicenza 1483, Verona 1483, Augsbourg 1481), diversa dall'analogo motivo dell'unità precedente
in quarto
ff. 2
dimensioni: 207 x 152 (f. 100r); specchio di scrittura: 20 [150] 24/13 × 16/7 [82] 7/40 (f. 100r); rr. 23/ll. 22, rigatura a secco: con mastara; bianco il f. 101v

note generali sulla scrittura: un'unica mano, in Gregoropoulos-Schrift, con ogni probabilità la stessa del ms. Praha, VI.Fg.61, p. 59 riprodotta in Olivier - Monégier, Manuscrits grecs, pl. Xb


Lingua copisti greco

decorato
Iniziali semplici; fascia decorativa: al f. 100r fascia decorativa a intreccio; iniziali semplici rosse
rubricato


Ente possessore Firenze, S. Maria degli Angeli, monastero OSBCam (post 1513); Camaldoli (Arezzo), Eremo OSBCam (sec. XVII ultimo quarto-XIX in.)
Nomi Petrus Candidus OSBCam (a. v. 1481), possessore (sec. XV ex.-XVI in.)

Interpretatio orationis Dominicae [in greco], Iohannes Chrysostomus pseudo, ff. 100r-101r

U.C. III (ff. 102-113) sec. XV ex. data stimata
Note datazione su base paleografica e storica, tra 1492 e 1494

Luogo di copia Firenze (sec. XV ex.)
cart.
filigranato: id. a Harlfinger Aigle 27 (Firenze, 1493, Marco Musuro)
in quarto
ff. 12; fascicoli 1 (12)
dimensioni: 208 x 149 (f. 102r); specchio di scrittura: 26 [140] 16/26 × 24 [6/82] 6/31 (f. 102r); rr. 25 / ll. 24, rigatura a secco: con mastara; bianco il f. 113v

note generali sulla scrittura: la sezione è stata interamente attribuita alla mano del copista cretese Aristobulo Apostolio (Harlfinger, Florenz, Biblioteca Nazionale Centrale, p. 346; su di lui cfr. RGK, I/A nr. 27, II/A nr. 38, III/A nr. 46)


Lingua copisti greco

Presenza di note
Note latine di Pietro Candido ai ff. 112r, 112v (in corrispondenza di Eus., XIII, 13, 55,9-11 [= Mras, Eusebius II 224,12-14]; si segnala la la nota Quaere in principio ad signum, seguita da un segno di rinvio che si ritrova al f. 102r, dove gli stessi versi ricorrono nell'estratto da Eus., III, 9, 2,6-8 [= Mras, Eusebius II 126,11-13])

Iniziali semplici: iniziali semplici rosse
rubricato


Ente possessore Firenze, S. Maria degli Angeli, monastero OSBCam (post 1513); Camaldoli (Arezzo), Eremo OSBCam (sec. XVII ultimo quarto-XIX in.)
Nomi Aristobulo Apostolio (sec. XV. 2), copista (ca. 1492-1494); Petrus Candidus OSBCam (a. v. 1481), possessore e note di (sec. XV ex.-XVI in.)
Storia del manoscritto
Sulla base delle filigrane, che rimandano in maniera univoca a Firenze e agli anni Novanta del Quattrocento, la sezione può essere attribuita agli anni 1492-1494, che Aristobulo Apostolio trascorse in città, presso Giano Lascari (vd. in bibl. Speranzi, Aristobulo).

Praeparatio evangelica, Eusebius Caesariensis, ff. 102r-113v
in greco; excerpta

U.C. IV (ff. 114-133) sec. XV ultimo quarto data stimata
Note datazione su base paleografica e storica, ante 1496

Luogo di copia Creta (sec. XV ultimo quarto)
cart.
filigranato: Balance sim. a Briquet 2538 (Ferrara 1497, Udine 1497, Bergamo 1497, Salò 1500, Ferrara 1505, Halberstadt 1505, Hermannstadt 1501, Venezia, 1495).
in quarto
ff. 20; fascicoli 1 (12), 2 (10): segnatura di fascicolo (beta) al centro del margine inferiore del primo recto del fasc. 1
dimensioni: 207 x 150 (f. 120r); specchio di scrittura: 25 [148] 34 × 17/6 [78] 5/44 (ff. 114-125: f. 120r); rr. 25/ll. 25, rigatura a secco: con mastara

note generali sulla scrittura: la sezione è stata copiata da due scribi: il primo (ff. 114r-125v) utilizza una «Gregoropoulous-Schrift» (Harlfinger, Schriftstilen, p. 334); il secondo (ff. 126r-133v) può essere identificato con Emanuele Zacharides (RGK, I/A nr. 114, II/A nr. 146, III/A nr. 189) e ha trascritto anche gli scoli interlineari nei ff. 114r-125v


Lingua copisti greco

rubricato: ai ff. 114r-125v rubricate le indicazioni dei personaggi


Ente possessore Firenze, S. Maria degli Angeli, monastero OSBCam (post 1513); Camaldoli (Arezzo), Eremo OSBCam (sec. XVII ultimo quarto-XIX in.)
Nomi Petrus Candidus OSBCam (a. v. 1481), possessore (sec. XV ex.-XVI in.)
Storia del manoscritto
Emanuele Zacharides ha copiato l'Edipo Re, senza scoli, nell'attuale Vat. Pal. gr. 139 (RGK, III/A nr. 114; sul ms. cfr. Turyn, Tragedies of Sofocles, p. 163); scholia all'Edipo re di sua mano si conservano nel Par. Suppl. gr. 310 (RGK, II/A nr. 146; sul ms. cfr. Turyn, Tragedies of Sofocles, p. 82). Poiché il copista sembra attestato a Creta per gran parte - se non per la totalità - della sua esistenza, è molto probabile che Pietro Candido sia venuto in possesso di questa sezione durante gli anni trascorsi a Candia (1491-1496) e che l'abbia portata con sé in Italia al suo ritorno.

Oedipus tyrannus, Sophocles, ff. 114r-133v

Note ms. composito organizzato di quattro sezioni: I (ff. 1-99); II (100-101); III (ff. 102-113); IV (ff. 114-133)

Risorse esterne collegate
Conv. Soppr. G.II.496

Responsabile scheda: davide speranzi

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