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Giuliano de' Medici in Manoscritti
Giuliano de' Medici
Trovati 2 records. Pagina 1 di 11


Descrizione da mf. / desunta

Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Med. Pal. 87 «Codice Squarcialupi»

L87

ca. 1415-1420 data stimata
Note datazione La datazione invalsa, stabilita sulla base di un'analisi della grafia del copista del testo, delle miniature e della notazione musicale, si deve a Von Fischer (poi confermata da Bellosi, Gallo e Gibbons). Diversamente Pirrotta ha proposto una datazione post 1440
membr.
ff. V + 216 + II'; Numeri romani rossi e blu sul recto di ogni carta (a metà del margine destro), inseriti dopo l'allestimento del manoscritto. Due numerazioni a matita e in numeri arabi, una coeva (sbiadita e il più delle volte invisibile nel microfilm) e una moderna (XIX sec.) sul recto di ogni carta; quest'ultima corrispondente a quella definitiva rossa e blu. Piccoli numeri-guida romani in corsivo al centro del margine destro del recto di ciascuna carta. Numeri romani corsivi sul verso di alcune carte finali di fascicolo (margine inferiore sinistro); le prime tre guardie anteriori e le due posteriori sono cartacee del XIX secolo, la quarta e la quinta membranacee antiche; sulla seconda carta pergamenacea più tarda (recto-verso) sedici componimenti in morte di Squarcialupi; fascicoli 20 di consistenza variabile: I (14); II-VI (10); VII (6); VIII (10); IX (12); X (8); XI (20); XII (6); XIII (10); XIV (12); XV (10); XVI (8); XVII (10); XVIII (12); XIX (12); XX (10)
dimensioni: 400 x 285 mm; specchio di scrittura: 307-10 x 205-12 mm, rigatura a inchiostro
disposizione del testo: testi sotto la notazione musicale

scritture e mani ugotica;
note generali sulla scrittura: il codice è esemplato da un'unica mano gotica (a cui sembra lecito attribuire anche la realizzazione delle letterine-guida per le maiuscole rosse e blu)


Presenza di correzioni
Le correzioni, al fine di ottenere un allestimento il più pulito possibile, sono state realizzate perlopiù mediante rasura e riscrittura; pochi i casi di lettere espunte o inserite in interlinea; nelle rubriche casi di lettere corrette e sovrascritte in corso di scrittura

decorato: Il miniatore anonimo, conosciuto come 'Maestro del codice Squarcialupi', potrebbe aver agito presso il Monastero di Santa Maria degli Angeli di Firenze, forse influenzato nella realizzazione dei ritratti dai lavori di Lorenzo Monaco (Gibbons, Illuminating Florence, pp. 27; 35)
Iniziali semplici; Iniziali filigranate; Iniziali; Iniziali miniate; fascia decorativa: la decorazione coinvolge il verso di ogni carta inaugurale di fascicolo. Comincia sul margine alto, dove un putto tiene una banderuola col nome del compositore in blu e rosso, prosegue sul margine sinistro e su quello inferiore, che accoglie scene dipinte inerenti al testo. Sono quattordici le iniziali di 'sezione' miniate, ognuna contenente il ritratto del compositore lì accolto. Maiuscole blu e rosse filigranate a segnare l'inizio di ogni voce (in qualche caso resta solo traccia di letterina-guida); maiuscole 'secondarie' ad indicare le partizioni interne dei componimenti, l'avvio del ritornello nei madrigali e dei piedi nelle ballate, ma l'artificio non è usato in modo sempre coerente per le ballate. Evidenziazioni in giallo apposte in modo disomogeneo tra i vari fascicoli: generalmente il giallo copre le lettere che seguono le maiuscole iniziali di componimento, le iniziali di verso, alcuni segni di punteggiatura, le stanghette di cesura, o intere parole ritenute significative nel testo

rubricato: Rubriche attributive rosso-blu: disposte sul margine alto, cominciano sul verso di ogni carta e si concludono sul recto della carta successiva 

Notazione musicale

Legatura in marocchino marrone su assi di legno, della fine del XV sec.

Sottoscritto
Note di possesso sul bifoglio membranaceo in avvio del manoscritto. Sul recto si legge: «Questo libro è di M(aestr)o Antonio | di Bartolomeo Schuarcia | lupi horganisto in Sancta | Maria del Fiore»; sul verso una nota di Raffaello Bonamici, nipote di Squarcialupi, comunica il passaggio del codice nelle mani di Giuliano de' Medici
Stemma
Nomi Antonio Squarcialupi, possessore; Giuliano de' Medici, possessore; Maestro del Codice Squarcialupi (fl. XV primi decenni), miniatore; Raffaello Bonamici, possessore
Storia del manoscritto
Primo possessore a noi noto fu l'organista fiorentino Antonio Squarcialupi (da cui la denominazione 'codice Squarcialupi'); nei primi anni del XVI sec. il ms. fu posseduto da Giuliano de' Medici; appartenne poi alla Biblioteca Palatina, per passare alla fine del Settecento alla Biblioteca Medicea Laurenziana. A f. 1r (margine destro) e a f. 55v (margine inferiore) compare uno stemma non identificato formato da scudo rosso con fascia e due leoni rampanti d'oro (secondo Becherini, Antonio Squarcialupi, p. 161 potrebbe appartenere alla famiglia fiorentina Leoni)

A·lle' s'andrà lo spirto e l'alma mia, Francesco Landini, f. 135r
A poste messe, veltri e gran mastini, Niccolò Soldanieri, ff. 49v-50r
Abbonda di virtù chie, sança viçio, Francesco Landini, f. 156r
Adiu, adiu, dous dame jolie, Francesco Landini, f. 164v
Agnel son bianco e vo belando be, Giovanni da Firenze, f. 1r
Ahi sconsolato e amoroso Troiolo, Vincenzo da Rimini sec. XIV, f. 37v
Alba colomba con sua verde rama, Bartolino da Padova, ff. 105v-106r
Allo spirar dell'arie brun m'aparve , Gherardello da Firenze n. 1320-1325 - m. 1362-1363, f. 28r
Alta serena luce, Egidio e Guglielmo di Francia, f. 174r
Altera luce d'angelic' aspetto, Francesco Landini, ff. 156v-157r
Altri n'avrà la pena ed io il danno, Franco Sacchetti, f. 140r
Ama chi t'ama e sempre a buona fé, Bartolino da Padova, f. 118v
Ama, donna, chi t' ama 'n pura fede, Francesco Landini, f. 164v
Amar sì gli alti tuo genti· costumi, Francesco Landini, f. 156v
Amor, c'al tuo subgetto ma' da' lena, Francesco Landini, f. 140v
Amor, che nel pensier mio viv'e regna, Bartolino da Padova, f. 108r
Amor con fede seguito, sperando, Francesco Landini, f. 130r
Amor gia lungo tempo el tuo bel foco, Andrea da Firenze, f. 186r
Amor i' me lamento de' sta dea, Matteo Griffoni, f. 188v
Amor in huom gentil è una luce, Francesco Landini, f. 152r
Angelica biltà venut' è in terra, Francesco Landini, ff. 123v-124r
Appress'un fiume chiaro, Giovanni da Firenze, ff. 5v-6r
Aquila altera, ferma in su la vetta, Jacopo da Bologna, ff. 8v-9r
Ara' tu pieta mai, Francesco Landini, f. 140r
Astio non mori mai 1, Andrea da Firenze, f. 187r
Ben di fortuna non fa ricc'altrui, Niccolò Soldanieri, f. 89v
Benché crudele siate stat' e fera, Francesco Landini, f. 135v
Benché·lla bionda treça, Francesco Landini, f. 152v
Benché lontan me trovi in altra parte, Zaccaria (maestro), f. 176r
Benché ora piova pur buon tempo aspetto, Francesco Landini, f. 158v
Benché partir da·tte molto mi doglia, Nicolò del Preposto, f. 92v
Cacciand' un giorn' alla vaga foresta, Gherardello da Firenze n. 1320-1325 - m. 1362-1363, f. 29v
Cacciando, per gustar de quel tesoro, Zaccaria (maestro), ff. 176v-177r
Cara mie donna, viv' oma' contenta, Francesco Landini, f. 161r
Caro signor, palesa, Francesco Landini, f. 163v
Che cosa è quest', Amor, che 'l ciel produce, Francesco Landini, f. 163r
Che fa'? che pensi? ché cercando vai, Francesco Landini, ff. 157v-158r
Che pena è questa al cor che sì non posso, Francesco Landini, f. 130v
Checch' altra donna bella, Andrea da Firenze, f. 188v
Chi 'l ben sofrir non pò, Franco Sacchetti, ff. 88v-89r
Chi più le vuol sapere, quel men le sa, Francesco Landini, f. 126r
Chi più le vuol sapere, quel men le sa, Francesco Landini, f. 166v
Chi pregio vuol in virtù pong' amore, Francesco Landini, f. 157r
Chi può servir a suo possanza serva, Bartolino da Padova, ff. 113v-114r
Chi temp' a e tempo per viltade aspecta, Matteo Griffoni, f. 112r
Chiamo, non m'è risposto, Nicolò del Preposto, f. 82r
Ciascun faccia per sé, Antonio Pucci ?, f. 90r
Cogliendo per un prat'ogni fior bianco, Nicolò del Preposto, ff. 93v-94r
Com' a seguir costei, Amor, fu' presto, Francesco Landini, 153v
Come da lupo pecorella presa, Niccolò Soldanieri, ff. 76v-77r
Come in sul fonte fu preso Narcisso, Giovanni Boccaccio giugno/luglio 1313 - 21 dicembre 1375, f. 52r
Come la gru, quando per l'aere vola, Franco Sacchetti, f. 91v
Come selvaggia fera fra le fronde, Franco Sacchetti, f. 90v
Con gli occhi assai ne miro, Cino Rinuccini, f. 157v
Con gran furor fece l'aperto chiuso, Jacopo da Bologna, ff. 19v-20r
Con levrieri e mastin, segugi e bracchi, Gherardello da Firenze n. 1320-1325 - m. 1362-1363, f. 27v
Contemplar le gran cose c'è onesto, Francesco Landini, f. 153r
Conviens' a fede fé, conviens' amore, Francesco Landini, ff. 152v-153r
Cosa crudel m' ancide, Andrea da Firenze, f. 185v
Cosa nulla più fé c'amor richiede, Francesco Landini, f. 132r
Cosi pensoso com' Amor mi guida, Francesco Landini, f. 128v
D'Amor mi biasmo, chi che se ne lodi, Francesco Landini, f. 145v
D'or pomo incominciò nell'aer fino, Donato da Cascia, ff. 74v-75r
Da' da' a chi avareggia pur per sé, Niccolò Soldanieri, ff. 50v-51r
Da po' c'a·tte rinasce 'l crudo core, Francesco Landini, f. 151r
Da poi che va mia donna inn altra parte, Francesco Landini, f. 158v
Da poi che vedi 'l mie fedel amare, Francesco Landini, f. 150r
Dal cielo scese per iscala d'oro, Donato da Cascia, ff. 77v-78r
Dal traditor non si puo l' uom guardare, Andrea da Firenze, f. 185v
Dappoi che 'l sole i dolçi raçi asconde, Nicolò del Preposto, ff. 82v-83r
Dè! che mi giova dimandar merçede, Francesco Landini, f. 149r
Dè, dinmi tu, che se' così fregiato, Francesco Landini, ff. 125v-126r
Dè, non fuggir da me tuo vaga vista, Francesco Landini, f. 144v
Dè, pon quest'amor giù!, Francesco Landini, f. 144r
De sospirar sovente, Francesco Landini, f. 149v
Debba l'anim' altero, in ciò che dà, Francesco Landini, ff. 145v-146r
Deh che faro signore, Andrea da Firenze, f. 193r
Deh come ben mi sta!, Nicolò del Preposto, f. 92v
Deh, poni amor, a me madonna in fé, Gherardello da Firenze n. 1320-1325 - m. 1362-1363, f. 30v
Deh quanto fa gran mal chi rompe fede, Andrea da Firenze, f. 190r
Deh, volgi gli occhi a me, donna, per cui, Francesco Landini, f. 146r
Di novo è giunto un cavaler erante, Jacopo da Bologna, ff. 11v-12r
Di riva in riva mi guidav' Amore, Lorenzo Masini, f. 51v
Dicovi per certanza, Zaccaria (maestro), f. 176r
Dio mi guardi di peggio, Nicolò del Preposto, ff. 87v-88r
Dolce speranza d' amoroso foco, Andrea da Firenze, f. 190v
Dolgomi a voi, maestri del mie canto, Lorenzo Masini, ff. 52v-53r
Donna bench' i' mi parta dal bel viso, Andrea da Firenze, ff. 183v-184r
Donna, che d'amor senta, non si mova, Francesco Landini, f. 150v
Donna, con vo' rimane, Francesco Landini, f. 144r
Donna già fui leggiadra innamorata, Giovanni da Firenze, ff. 4v-5r
Donna, i' prego Amor, il qual m'à facto, Francesco Landini, f. 145r
Donna, l'altrui mirar, che fate, porge, Gherardello da Firenze n. 1320-1325 - m. 1362-1363, f. 31v
Donna, l'animo tuo pur fuge amore, Francesco Landini, f. 151v
Donna, 'l tuo partimento, Francesco Landini, f. 149v
Donna, la mie partença, Francesco Landini, f. 151r
Donna, languir mi fai, Francesco Landini, f. 149r
Donna lizadra de zafir vestita, Bartolino da Padova, f. 108v
Donna, per farmi guerra o per mal dire, Francesco Landini, f. 146v
Donna, perché mi spregi et ami altrui, Francesco Landini, f. 144v
Donna s' amor m' invita, Egidio e Guglielmo di Francia, f. 174r
Donna s' i' t' ho fallito, Francesco Landini, f. 158r
Donna, se 'l cor t'ò dato, Francesco Landini, 153v
Donna se per te moro, Andrea da Firenze, f. 190r
Donna se' razi de' begli ochi tuoi, Andrea da Firenze, f. 185r
Donna, tu prendi sdegno, Francesco Landini, ff. 146v-147r
Donne, e' fu credenza d'una donna, Niccolò Soldanieri, f. 51r
Duolsi la vita e l' anima, Francesco Landini, f. 145r
E piu begli occhi che lucessor mai, Andrea da Firenze, ff. 186v-187r
Eco la primavera, Francesco Landini, f. 135r
Egl'è mal far le fusa e farle torte, Nicolò del Preposto, f. 82r
El gram disio e la dolce speranza, Francesco Landini, f. 147r
El mie dolce sospir, qual move 'l core, Francesco Landini, ff. 147v-148r
Entrava Febo con lucenti razi, Jacopo da Bologna, ff. 20v-21r
Fa metter bando e comandar Amore, Francesco Landini, f. 123r
Faccia chi dé, se·l pò, ché passa l'ora, Donato da Cascia, ff. 75v-76r
Fatto m'à' serv', Amore, Francesco Landini, f. 148v
Fenice fu' e vissi pura e morbida, Jacopo da Bologna, ff. 16v-17r
Ferito m' ha' d' un amoroso dardo, Zaccaria (maestro), f. 175v
Fili paion di fin or lavorati, Andrea da Firenze, f. 194v
Fior di dolceza sei, Francesco Landini, f. 148r
Fortuna ria, Amor e crudel donna, Francesco Landini, f. 147v
Fra mille corvi una cornachia bianca, Giovanni da Firenze, f. 6v
Fugite Gianni Bacco, Andrea da Firenze, f. 189v
Gentil aspetto, in cu' la mente mia, Francesco Landini, f. 133r
Già d'amore sperança, Francesco Landini, f. 160r
Già era 'l sol da tutte parti ascoso, Vincenzo da Rimini sec. XIV, f. 38v
Già non biasim' Amor, po' che 'l mio petto, Francesco Landini, f. 169v
Già perch' i' penso ne la tua partita, Francesco Landini, f. 169r
Gioia di novi odori, Bartolino da Padova, ff. 119v-120r
Giovine donna vidi star selvaggia, Francesco Landini, f. 160v
Giovine vaga, i' non sentì già mai, Francesco Landini, f. 160r
Giunta vaga biltà con gentileça, Francesco Landini, f. 160v
Gli occhi che 'n prima tanto bel piacere, Francesco Landini, f. 148v
Gran pianto a gli ochi greve doglia al core, Francesco Landini, f. 133v
Gridavan li pastor per la campagna, Vincenzo da Rimini sec. XIV, f. 38r
Guard' una volta 'n cià, verso 'l tuo servo, Francesco Landini, f. 161v
I bei sembianti con busiardi efetti, Bartolino da Padova, ff. 102v-103r
I' credo ch'i' dormia, o a·mme parve, Lorenzo Masini, ff. 53v-54r
I' fu' già bianc'uccel con piuma d'oro, Antonio degli Alberti n. 1356-1358 / 1363 - m. 10/09/1415, ff. 78v-79r
I' fu' tuo servo, Amore, in verde etate, Francesco Landini, f. 165v
I' fui già usignolo in tempo verde, Niccolò Soldanieri, ff. 73v-74r
I' ho perduto l'albero e 'l timone, Arrigo Belondi, ff. 76v-77r
I' piango, lasso!, 'l tempo ch'è passato, Francesco Landini, f. 136r
I' priego Amor et la vostra biltate, Francesco Landini, f. 162r
I' senti' zà como l'arco d'Amore, Jacopo da Bologna, ff. 15v-16r
I' son c'a seguitar fiere selvagge, Nicolò del Preposto, f. 96v
I' vegio c'a nnatura piacque et piace, Francesco Landini, f. 136v
I' voglio bene a chi vuol bene a me, Niccolò Soldanieri, f. 29r
Il megli'è pur tacere, Nicolò del Preposto, f. 81v
Il suo bel viso che guardar mi toglie, Francesco Landini, f. 141v
Imperial sedendo fra più stelle, Bartolino da Padova, 109v-110r
In forma quasi tra 'l veghiar e 'l sonno, Vincenzo da Rimini sec. XIV, f. 36r
In somm' alteça t'à posta Natura, Francesco Landini, f. 169v
In verde prato a padiglion tenduti, Jacopo da Bologna, f. 14r
Intrando ad abitar per una selva, Gherardello da Firenze n. 1320-1325 - m. 1362-1363, f. 31r
Io me sun un che per le frasce andando, Jacopo da Bologna, ff. 17v-18r
Io vivo amando sempre con paura, Gherardello da Firenze n. 1320-1325 - m. 1362-1363, f. 28v
It'a veder ciascun, per maraviglia, Nicolò del Preposto, f. 92r
Ita se n'era a star nel paradiso, Lorenzo Masini, ff. 45v-46r
Ita se n'era a star nel paradiso, Lorenzo Masini, ff. 46v-47r
Ita se n'era a star nel paradiso, Lorenzo Masini, f. 35v
L'aguglia bella, nera, pellegrina, Niccolò Soldanieri, f. 30r
L'alma leggiadra del tuo viso pio, Francesco Landini, ff. 155v-156r
L'alma mie piange e mai non può aver pace, Francesco Landini, f. 131r
L'antica fiamma e 'l dolce e bel disio, Francesco Landini, f. 155v
L'aspecto è qui, et lo spirito no, Francesco Landini, f. 151v
L'aspide sord' e 'l tirello scorçone, Arrigo Belondi, ff. 77v-78r
L'invido per lo ben, che in altrui vede, Bartolino da Padova, f. 116v
L'onesta tuo biltà, don', e Amore, Francesco Landini, f. 155r
La bella e la vezzosa cavriola, Gherardello da Firenze n. 1320-1325 - m. 1362-1363, f. 27r
La bella stella, che sua fiamma tene, Giovanni da Firenze, ff. 1v-2r
La bionda treccia di fin or colore, Francesco Landini, ff. 126v-127r
La divina giustizia d' Amor brusa, Andrea da Firenze, f. 184r
La dolçe vista, che dagli ochi move, Francesco Landini, f. 150r
La donna mia vol esser el messere, Nicolò del Preposto, ff. 93v-94r
La douce cere d'un fier animal, Bartolino da Padova, ff. 101v-102r
La fiera testa che d' uman si ciba 1, Francesco Petrarca, f. 95v
La fiera testa che d' uman si ciba 1, Francesco Petrarca, ff. 104v-105r
La mala lingua è d'ogni mal radice, Francesco Landini, f. 140v
La mente mi riprende, Francesco Landini, f. 150v
La sacrosancta carità d'amore, Giovanni Dondi dall'Orologio, ff. 103v-104r
Lasso, di donna vana inamorato, Francesco Landini, f. 132v
Lasso, per mie fortuna ò·ppost' amore, Francesco Landini, f. 131v
Le aurate chiome nodose ed avolte, Bartolino da Padova, ff. 107v-108r
Lo lume vostro dolce, mio segnore, Jacopo da Bologna, ff. 15v-16r
Lucea nel prato d'amorosi fiori, Francesco Landini, f. 127r
Lucida pecorella son, scampata, Donato da Cascia, ff. 73v-74r
Lucida petra o margarita cara, Jacopo da Bologna, ff. 19v-20r
Ma' non s'andrà per questa donn' altera, Francesco Landini, f. 141r
Madonna, bench'i' miri in altra parte, Bartolino da Padova, 110v
Mentre che 'l vago viso, Nicolò del Preposto, f. 89r
Mille merzé Amor che tratto m' hai, Egidio e Guglielmo di Francia, f. 173v
Miracolosa tua sembianza apare, Bartolino da Padova, f. 111v
Molto mi piace chi non dic'e face, Nicolò del Preposto, f. 83r
Morra la 'nvidia ardendo, Andrea da Firenze, f. 189r
Mostronmi Amor già, fra·lle verdi fronde, Francesco Landini, f. 124v
Movit' a pietade, Zaccaria (maestro), f. 176r
Muorti oramai, dè, misero dolente, Francesco Landini, ff. 129v-130r
Musica son che mi dolgo, piangendo / Già furon le dolceççe mie pregiate / Ciascun vuol innarrar musical' note, Francesco Landini, ff. 121v-122r
Nascoso el viso stava fra le fronde, Giovanni da Firenze, ff. 3v-4r
Ne la partita pianson gli occhi miei, Francesco Landini, f. 139r
Né 'n ciascun mie pensiero, Francesco Landini, f. 139v
Nel bel zardino che l'Atice cenge, Jacopo da Bologna, ff. 9v-10r
Nel chiaro fiume dilettoso et bello, Lorenzo Masini, ff. 48v-49r
Nel mezo a sei paon ne vidi un bianco, Giovanni da Firenze, ff. 3v-4r
Nel mezzo già del mar la navicella, Franco Sacchetti, ff. 81v-82r
Nel sommo grado e sanza error felice, Bartolino da Padova, f. 118r
Nell'aqua chiara e dolce pescando, Vincenzo da Rimini sec. XIV, ff. 36v-37r
Nella mi' vita sento men venire, Francesco Landini, f. 168v
Nella più cara parte del mie core, Francesco Landini, f. 169r
Nella tuo luce tien' la vita mia, Francesco Landini, f. 134v
Nessum provò giamma' sì rie fortuna, Francesco Landini, 159r
Nessun ponga speranza, Francesco Landini, f. 162v
No me zova né val donna fuzire, Bartolino da Padova, f. 114v
Non a Narcisso fu più amar lo spechio, Francesco Landini, f. 125r
Non al suo amante più Dïana piacque, Francesco Petrarca, ff. 10v-11r
Non arà mai pietà questa mia donna, Bindo d'Alesso Donati, f. 133r
Non corer troppo e tien la mano al freno, Bartolino da Padova, f. 116r
Non creder donna che nessuna sia, Franco Sacchetti, f. 136v
Non dispregiar virtù, rico villano, Stefano di Cino, f. 87r
Non do la colp' a te del duol ch'i' porto, Francesco Landini, f. 134v
Non gia per mie fallir legiadra donna, Andrea da Firenze, f. 192r
Non isperi merzede, Andrea da Firenze, f. 189v
Non per fallir di me tuo vista pia, Francesco Landini, f. 168r
Non perch'i' speri, donna, oma' in te, Lorenzo Masini, f. 48r
Non piu doglia ebbe Dido, Andrea da Firenze, f. 193v
Non si conosce 'l ben, se non si perde, Nicolò del Preposto, ff. 84v-85r
Non so che di me fia, Nicolò del Preposto, f. 86v
Non so qual i' mi voglia, Giovanni Boccaccio giugno/luglio 1313 - 21 dicembre 1375, f. 47r
Non vedi tu, Amor, che me, tuo servo, Lorenzo Masini, f. 47v
Non voler donna me di morte cruda, Zaccaria (maestro), f. 175v
O cieco mondo di lusinghe pieno, Jacopo da Bologna, ff. 11v-12r
O dolze apres'un bel parlaro fiume, Jacopo da Bologna, ff. 14v-15r
O fanciulla giulìa, Francesco Landini, f. 159v
O Giustitia regina, al mondo freno, Giovanni Boccaccio giugno/luglio 1313 - 21 dicembre 1375, ff. 84v-85r
O in Italia felice Liguria, Jacopo da Bologna, ff. 17v-18r
O perlaro gentil, se dispogliato, Giovanni da Firenze, ff. 4v-5r
O pianta vaga, che nell'alto monte, Francesco Landini, f. 128r
O sonmo specchio di ciascun pianet[a], Nicolò del Preposto, ff. 94v-95r
O tu, cara scienzia mia, musica, Giovanni da Firenze, ff. 5v-6r
Ochi dolenti mie, che pur piangete, Francesco Landini, f. 135v
Ognor mi trovo più d'amor costretto, Francesco Landini, f. 136r
Oimé 'l core! Non più, non più ardore!, Francesco Landini, f. 141v
Or è tal l'alma mia, Francesco Landini, f. 141r
Orsù, gentili spirti ad amar pronti, Francesco Landini, f. 142r
Oselleto salvazo per stasone, Jacopo da Bologna, ff. 12v-13r
Oselleto salvazo per stasone, Jacopo da Bologna, f. 13v
Partesi con dolore, Francesco Landini, f. 154v
Passando con pensier per un boschetto, Franco Sacchetti, ff. 85v-86r
Per allegreça del parlar d'amore, Francesco Landini, f. 159r
Per fanciulleza tenera, Andrea da Firenze, f. 194v
Per figura del cielo, Bartolino da Padova, ff. 104v-105r
Per la belleza che mie donn' adorna, Francesco Landini, f. 165r
Per la mie dolçe piaga, che per gli ochi, Francesco Landini, f. 143r
Per la 'nfluença di Saturn' e Marte, Francesco Landini, f. 126v
Per la vera onesta che teco regna, Andrea da Firenze, f. 191v
Per non far liet' alcun de la mie doglia, Gherardello da Firenze n. 1320-1325 - m. 1362-1363, f. 29r
Per prender cacciagion legiadra e bella, Gherardello da Firenze n. 1320-1325 - m. 1362-1363, f. 30v
Per seguir la sperança che m'ancide, Francesco Landini, f. 166r
Per servar umiltà, la mente spera, Francesco Landini, f. 168v
Per subito comando, Bartolino da Padova, ff. 103v-104r
Per un amante rio tal pena sento, Francesco Landini, f. 166v
Per un verde boschetto, Bartolino da Padova, f. 120v
Perché canzato è 'l mondo da l'antico, Bartolino da Padova, f. 115r
Perché di novo sdegno / Perché tuo serv' e subgetto mi tegno / Vendetta far dovrei, Francesco Landini, f. 164r
Perché languir mi fai, Andrea da Firenze, f. 188r
Perché tuo servo e suggetto mi tegno, Francesco Landini, f. 164r
Perché veder non posso 'l vostr' aspetto, Andrea da Firenze, f. 194r
Piacesse a Dio ch' i' non fossi ma' nata, Egidio e Guglielmo di Francia, f. 173v
Pianto non partira da gli occhi mai, Andrea da Firenze, f. 192v
Più non mi curo della tua rampogna, Giovanni da Firenze, ff. 1v-2r
Po' ch'amor ne' begli ochi più non veggio, Francesco Landini, f. 168r
Po' che di simil foco, Francesco Landini, f. 138v
Po' che partir convienmi, donna cara, Francesco Landini, f. 165v
Poi che da te mi convien partir via, Francesco Landini, f. 142v
Posando sopra un'aqua en sonio vidi, Jacopo da Bologna, ff. 10v-11r
Posto che dall'aspetto si' allungato, Francesco Landini, f. 154r
Povero çappator in chiusa valle, Lorenzo Masini, f. 54v
Povero pelegrin, salito al monte, Franco Sacchetti, f. 84r
Presunzion da ignoranza procede, Andrea da Firenze, f. 184v
Prima virtut'è constringer la lingua, Jacopo da Bologna, ff. 12v-13r
Qual lege move la volubel rota, Bartolino da Padova, ff. 119v-120r
Qual novità cor duro ad amar move?, Bartolino da Padova, f. 111r
Qual perseguita dal suo servo Danne, Nicolò del Preposto, f. 83v
Quando gli raggi del sol più possenti, Nicolò del Preposto, f. 88v
Quando la terra parturisse, in verde, Bartolino da Padova, ff. 106v-107r
Quando necessità sprona suo legge, Bartolino da Padova, ff. 107v-108r
Quando veg'io rinnovellar li fiore, Jacopo da Bologna, f. 9r
Quanto più caro fai, Francesco Landini, f. 143v
Quel digno de memoria se pò dire, Bartolino da Padova, ff. 113v-114r
Quel sol, che raggia sempre nel cor mio, Francesco Landini, f. 138v
Quel sole che nutrica 'l gentil fiore, Bartolino da Padova, ff. 106v-107r
Questa fanciull', Amor, fallami pia, Francesco Landini, f. 138r
Questa legiadra luce arde 'l mie core, Andrea da Firenze, f. 190v
Recordate de mi madonna mia, Bartolino da Padova, f. 117r
Roct'è la vela, l'arbor'è·ll'antenna, Nicolò del Preposto, ff. 87v-88r
S' andra' sanza merzé di tempo in tempo, Francesco Landini, f. 167r
S'i' fossi certo del dover morire, Francesco Landini, f. 138r
S'i' monocordo, gentile stormento, Donato da Cascia, ff. 76v-77r
S'i' ti son stat' e vogl' esser fedele, Francesco Landini, f. 142v
Se la nimica mie Fortun', Amore, Francesco Landini, f. 167v
Se lla vista soave, Francesco Landini, f. 137v
Se premio de virtù è sol onore, Bartolino da Padova, ff. 112v-113r
Se pronto non sarà l'uom al ben fare, Francesco Landini, f. 170r
Sedendo a l'ombra d'una bella mandorla, Giovanni da Firenze, ff. 2v-3r
Sedendo a l'ombra d'una bella mandorla, Giovanni da Firenze, f. 2v
Seguendo 'l canto d'un uccel selvaggio, Donato da Cascia, ff. 72v-73r
Selvagia fera, di Diana serva, Francesco Landini, f. 137r
Sempre, dona, t'amai de pura voglia, Bartolino da Padova, f. 112v
Sempre giro caendo 'l tuo bel viso, Francesco Landini, f. 170v
Sempre se trova in alta dona amore, Bartolino da Padova, f. 103r
Senpre con umiltà, Nicolò del Preposto, ff. 89v-90r
«Senti tu d'amor, donna?». «No». «Perché?», Donato da Cascia, ff. 72v-73r
Sento d'Amor la fiamma e 'l gran podere, Gregorio Calonista, f. 50r
Serva chi può a fede com'el sa, Bartolino da Padova, f. 115v
Si come al canto de la bella Iguana, Piero (maestro), ff. 19v-20r
Sì dolce non sonò co·llir' Orfeo, Francesco Landini, ff. 123v-124r
Sì forte vola la pernice bella, Gherardello da Firenze n. 1320-1325 - m. 1362-1363, f. 26r
Sia maladetta l' ora e 'l di ch' io venni, Francesco Landini, f. 170v
Sol mi trafigge 'l cor l' aquila bella, Zaccaria (maestro), f. 177v
Somma felicità, sommo tesoro, Francesco Landini, f. 127v
Soto l'imperio del posente prince, Jacopo da Bologna, ff. 7v-8r
Sotto candido vel dolce risguardo, Andrea da Firenze, f. 187v
Sotto verdi fraschetti e molti augelli, Gherardello da Firenze n. 1320-1325 - m. 1362-1363, f. 26v
Sovra la riva d'un corrente fiume, Franco Sacchetti, ff. 48v-49r
Sovran uccello sè fra tutti gli altri, Donato da Cascia, ff. 75v-76r
Stato nessun ferm'à, Nicolò del Preposto, ff. 89v-90r
Straccias'i panni 'n dosso, Jacopo da Bologna, f. 21v
Strinze la man ogn'uon con fa chi salta, Bartolino da Padova, ff. 105v-106r
Tal mi fa guerra che mi mostra pace, Nicolò del Preposto, f. 91r
Tal sotto l'acqua pesca, Nicolò del Preposto, f. 86v
Tante belleçe in questa donna stanno, Francesco Landini, f. 139r
Tanto che sit', aquistati nel iusto, Jacopo da Bologna, f. 14v-15r
Tanto di mio cor doglio, Bartolino da Padova, f. 117v
Tanto soavemente, Jacopo da Bologna, ff. 16v-17r
Togliendo l'una a l'altra foglie e fiori, Giovanni da Firenze, f. 3r
Tosto che l'alba del bel giorn' apare, Gherardello da Firenze n. 1320-1325 - m. 1362-1363, ff. 25v-26r
Tu, che·ll'oper' altrui vuo' giudicare, Francesco Landini, f. 122v
Tuo gentil cortesia mi lega e prende, Bartolino da Padova, f. 119r
Tutta soletta si gia mormorando, Egidio e Guglielmo di Francia, f. 174r
Un bel girfalco scese a le mie grida, Niccolò Soldanieri, ff. 71v-72r
Un bel sparver zentil de pena bianca, Jacopo da Bologna, ff. 9v-10r
Un cane, un'oca et una vechia paçça, Donato da Cascia, ff. 74v-75r
Una colomba più che neve bianca, Gherardello da Firenze n. 1320-1325 - m. 1362-1363, ff. 28v-29r
Una colonba candid' e gentile, Francesco Landini, f. 129r
Va' pure Amor e con le reti tue, Francesco Landini, f. 171r
Vaga fanciulla, leggiadr' e veççosa, Francesco Landini, f. 165r
Vendetta far dovrei, Francesco Landini, f. 164r
Vestise la cornachia d'altrui pene, Jacopo da Bologna, ff. 20v-21r
Vidi, com'[a] Amor piacque di mostrarmi, Nicolò del Preposto, f. 93r
Vidi, nell'ombra d'una bella luce, Lorenzo Masini, ff. 47v-48r
Viditi donna gia vaga d' amore, Francesco Landini, f. 171r
Virtù loco non ci à, perché gentile, Niccolò Soldanieri, 96r
Vita non è più misera e più ria 1, Francesco Landini, f. 167r
Voi non voi lor possegono danari, Andrea da Firenze, f. 189r
Vola el bel sparver di ramo in ramo, Jacopo da Bologna, ff. 18v-19r

Bibliografia Pirotta Codice Lucca III (1951) pp. 119-20 nota 13; Becherini Antonio Squarcialupi (1959); Bellosi Due note (1984); Nádas Transmission (1985) pp. 362-458; Gallo Codice Squarcialupi (1992); Gibbons Illuminating Florence (2006)

Note Fonte dei dati: facsimile [18.07.2019]

Regesto Raccolta di 353 testi poetici tre- e quattrocenteschi italiani (con l'eccezione di due testi francesi intonati da Bartolino da Padova e da Francesco Landini) in musica, organizzati in 'sezioni' per singoli compositori; vuoti, ma rigati e dotati di indicazione del compositore i ff. destinati a Paolo da Firenze (ff. 55v-71r, fascicoli 6-7, con rubrica attributiva «Paulus Abbas de Florentia» e iniziale G miniata) e Giovanni Mazzuoli (ff. conclusivi 195v-216v, fascicoli 19-20, con rubrica attributiva «Magister Jouannes horghanista de Florentia»); vuoti in conclusione di sezione i ff. 7r; 22r-25r; 32r-35r; 39r-45r; 55r; 79v-80r; 97r-101r; 121r; 171v-173r; 174r-175r; 178r-183r

Responsabile scheda: Vittoria Brancato

Scheda derivata da: CALMA

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Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Plut. 53.2


datato
a. 1474, 1 settembre


Nomi Bartolomeo Sanvito (n. 1435, m. 1518), copista; Gaspare da Padova, miniatore; Giuliano de' Medici, destinatario; Laurentius de Medicis, possessore

Commentarii in Iuvenalem [una cum praefatione ad Iulianum Medicen Petri Cosmi filium Iuvenalisque vita], Domitius Calderinus n. 1446, m. 1478
Defensio adversus Brotheum grammaticum, Commentariorum Martialis calumniatorem, cum recriminatione retaxationis Plinianae, in qua Brotheus ducentis et LXXV locis praestantissimum scriptorem depravavit, Domitius Calderinus n. 1446, m. 1478

Bibliografia Animali fantastici (2007) pp. 36-9

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