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MIRABILE

Archivio digitale della cultura medievale
Digital Archives for Medieval Culture

Petrus Candidus OSBCam in Manoscritti
Petrus Candidus OSBCam
Trovati 14 records. Pagina 1 di 212


Descrizione diretta

Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Conv. soppr. 127

sec. XII data stimata
Note datazione su base paleografica

Luogo di copia Creta (?) (sec. XII)
membr.
ff. II, 317, I'; numerazione del sec. XV in lettere greche nell'ang. inf. est.; numerazione a matita in cifre arabe di Francesco Del Furia, completata da numerazione recente a matita; guardie cart. (f. II; fil. Ancre) e membr. (ff. I, I'); fascicoli fasc. 1 (9), 2 (8), 3 (2), 4 (7), 5-39 (8), 40 (5), 41 (6): il fasc. 1 presenta un foglio finale eccedente, in realtà finale del fasc. 4 erroneamente spostato; il fasc. 40 era un ternione ora mancante del terzo foglio senza perdita di testo; il fascicolo finale era un quaterno ora mancante dei due ultimi fogli, senza perdita di testo; foratura visibile nei margini sup., est. e inf.; segnatura di mano del copista all'interno della colonnina di giustificazione interna del primo recto e dell'ultimo verso di ciascun fascicolo (alpha-my; ripetuta due volte la segnatura beta)
dimensioni: 279 x 202; specchio di scrittura: 17 / 8 / 17 [164] 28 / 7 / 38 × 12 / 8 [51 (8) 60] 6 / 22 / 9 / 26 (f. 10r); rr. 13 / ll. 24 (f. 10r), rigatura a secco

note generali sulla scrittura: un'unica mano, tipo Perlschrift, di piccolo modulo


Lingua copisti greco

decorato
Iniziali semplici; fascia decorativa: fasce decorative in rosso mattone in negativo; iniziali maggiori; iniziali minori


Legatura di restauro (sec. XX; ditta Masi-Andreoni, Firenze), con assi e dorso in cuoio; taglio decorato con motivo a cerchi e a intreccio in rosso e in verde, di stile cretese

Ente possessore Firenze, S. Maria degli Angeli, monastero OSBCam (?); Camaldoli (Arezzo), Eremo OSBCam (sec. XVII ultimo quarto-XIX in.)
Nomi Petrus Candidus OSBCam (a. v. 1481), acquirente e ad usum di (?) (post 1496)
Precedenti segnature omega 136, Camaldoli (Arezzo), Eremo OSBCam (sec. XVII ultimo quarto); O.III-6, Camaldoli (Arezzo), Eremo OSBCam (sec. XVII ex.-XVIII in.)
Storia del manoscritto
Nonostante l'assenza della consueta nota di possesso di Pietro da Portico (Monasterii Angelorum Petrus Candidus), è possibile ipotizzare che il ms. abbia fatto parte del gruppo di codici che egli riportò in Italia al ritorno del suo soggiorno a Creta. Su una brachetta posta tra il f. 21 e il 22 si trova in primo luogo una nota di sua mano, che segnala la dislocazione del primo foglio del fasc. 4 alla fine del fasc. 1 (Defficit charta una in hac parte quae est super[.] positaque in finis primi quinternionis et est 9na): essa suggerisce l'ipotesi che il ms. gli sia appartenuto; il decoro cretese dei tagli indica invece che probabilmente il camaldolese poté procurarselo a Creta. Alla morte di Pietro Candido, nel 1513, il ms. passò probabilmente con altri suoi libri all'Eremo di Camaldoli (vd. Corali Angeli, p. 88; contra Scapecchi Pietro da Portico, p. 194 che ipotizza un passaggio intermedio nella biblioteca del monastero fiorentino di Santa Maria degli Angeli).
Al f. IIv indicazione del contenuto del sec. XVI (Chrysostomi comentariorum in Ioannem pars prior). Al f. 1r a penna la segnatura dell'inventario B (sec. XVII ultimo quarto) Sacrae Eremi Camalduli inscriptus catalogus 136, con la segnatura 136 depennata e sostituita dalla segnatura del catalogo C (sec. XVII ex.), O.III-6, a penna (vd. Spoglio inventariale e Magheri Cataluccio-Fossa in bibl.). Al f. IIv indice del sec. XVIII, In hoc continentus XLIV homiliae sancti Iohannis Chrysostomi in Iohannem cum aliquibus moralitatibus. Il codice giunse nell'odierna sede di conservazione nel 1809 a seguito delle soppressioni napoleoniche delle corporazioni religiose (cfr. Catalogo mss. scelti, f. 85r: «Camald. 335 In Evangelia S. Iohannis graece, cod. membr. saec. 13 in-4°»). La segnatura attuale si legge, vergata a penna e a matita, al f. Ir insieme alla segnatura 335 (Soppressioni 1809). Entrambe le segnature sono ripetute a matita nell'angolo superiore esterno del f. 1r.
All'interno del piatto posteriore incollati un cartellino del sec. XVI (Sacrae Eremi cultorum Liber), e due parti del dorso in cuoio della legatura del sec. XIX, quella con l'impressione del titolo in oro, in capitali (D. Ioann. Chrysostomi Homil. in Evang. Ioann. Graec.) e quella con il cartellino con la segnatura attuale, del tutto evanida.
Nr. inventariale: 206630.

In Iohannem homiliae 1-88, Iohannes Chrysostomus, ff. 1r-317v
hom. I-XLIV, in greco

Bibliografia Catalogo manoscritti scelti f. 85r; Del Furia Catalogus (1846) vol. III ff. 136r-140r; Rostagno - Festa Indice (1893) p. 157; Halkin Inventaire hagiographique (1978) p. 36; Magheri Cataluccio-Fossa, Biblioteca (1979) p. 470 nr. 136 = inv. B, p. 488 nr. 4 = inv. C (ms. non identificato); Scapecchi Pietro da Portico (1994) (letteratura secondaria); Corali Angeli (1995) (letteratura secondaria)

Spoglio inventariale
Camaldoli (Arezzo) - Eremo. [Inventario B]136- S. Ioannis Chrysostomi. Commentariorum in Ioannem. Pars prior. in f°. Parvo Grece.
Camaldoli (Arezzo) - Eremo. [Inventario C]6- [O.III]

Risorse esterne collegate
BML Conv. Soppr. 127_descrizione interna

Responsabile scheda: davide speranzi

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RICABIM

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Descrizione diretta

Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Conv. soppr. 141

Composito


cart.
ff. V, 272, IV'; numerazione recente a matita nell'angolo inferiore esterno; numerazione più antica, sempre a matita, nell'angolo superiore esterno, scorretta; guardie cart. (coevi alla legatura i ff. I-IV, II'-V'; del sec. XVIII i ff. V, I' e il f. 241, intercalato tra la sez. II e la sez. III; non numerato il primo foglio di guardia iniziale e l'ultimo foglio di guardia finale; numerati I-IV e 273, I'-III' i ff. II-V e I'-IV')
dimensioni: 217 x 147 (f. 30r)


Legatura moderna (sec. XIX): piatti in cartone rigido coperti di carta marmorizzata; punte in pergamena; dorso in cuoio marrone. Su un cartellino applicato al dorso Moschopuli. Technologia. Cod. Graec.; più sotto il cartellino cartaceo, parzialmente danneggiato, con la segnatura attuale quasi completamente evanida

Ente possessore Firenze, S. Maria degli Angeli, monastero OSBCam (?) (post 1513); Camaldoli (Arezzo), Eremo OSBCam (sec. XVII ex.-XIX in.)
Nomi Petrus Candidus OSBCam (a. v. 1481), possessore (sec. XV ex.-XVI in.)
Precedenti segnature O.III-13, Camaldoli (Arezzo), Eremo OSBCam (sec. XVII ex.)
Storia del manoscritto
Il ms., costituito da sezioni omogenee dal punto di vista del contenuto, fu forse allestito nella forma attuale dal primo possessore, Pietro da Portico, noto anche come Pietro Candido, la cui nota di possesso, Monasterii Angelorum Petrus Candidus, compare nel margine inferiore del f. 1r.
Una serie di segnature dei fascicoli in cifre arabe del sec. XVI (1-35) comune alle tre sezioni, in parte asportata dalla rifilatura, costituisce il terminus ante quem per l'accorpamento delle stesse (la segnatura 35 al f. 235r, primo della sez. II, attesta che quest'ultima chiudeva in origine il composito; l'assetto attuale è con ogni probabilità successivo alla rilegatura del sec. XVIII, in occasione della quale furono aggiunti i ff. V, 241, 273).
Pietro Candido cita l'opera dello ps. Manuele Moscopulo e l'Ecloga di Tommaso Magistro contenute nella sez. I in una postilla marginale all'incunabolo di Oxford, Bodleian Library, Bywater B.5.15, f. M1v (Tu lege et Amórion. Item Atticam dialecton; cfr. Gionta Libro, pp. 401-403, con fig. 1, che ritiene che il camaldolese faccia riferimento al ms. BML, Pluteo 56.6, senza prendere in considerazione il Conv. Soppr. 141). Alla sua morte, nel 1513, il ms. passò probabilmente con altri suoi libri all'Eremo di Camaldoli (cfr. in bibl. Corali Angeli, p. 88; contra Scapecchi Pietro da Portico, p. 194 che ipotizza un passaggio intermedio nella biblioteca del monastero fiorentino di Santa Maria degli Angeli).
Al f. 1r, a penna, la segnatura del catalogo C (sec. XVII ex.): Inscriptus Catalogo Sacrae Eremi Camalduli O.III-13 (vd. Magheri Cataluccio-Fossa Biblioteca in bibl.). Al f. IVr indice del contenuto del sec. XVIII, in latino.
Il ms. è descritto nell'Odeporicon di Angelo Maria Bandini, che elenca anche altri codici appartenuti a Pietro Candido e passati a Camaldoli (ms. Firenze, Biblioteca Marucelliana, B.I.19, v. VII, f. 193r). Al f. 273r la stessa mano del sec. XIX che si ritrova in altri mss. camaldolesi (BNCF, Conv. Soppr. G.II.496, f. 99v) ha ricopiato il titolo del f. 272v (vd. trascrizione in allegato).
Il codice giunse nell'odierna sede di conservazione nel 1809 a seguito delle soppressioni napoleoniche delle corporazioni religiose (Catalogo laurenziano dei mss. scelti, f. 85r: «Camald. 408. Dictionarium glossarium sine titulo, cuius initium ...» (vd. trascrizione in allegato). «Grammatica Magistri Thomae, aliaque opuscula grammaticalia. Graece. Cod. chart. sec. 15 in-4»).
La segnatura attuale si legge, vergata a penna e a matita, al f. Ir insieme alla segnatura 990 (Soppressioni 1809) e all'indicazione: Camaldoli Cod. 408.141. Fascio X dietro al Pluteo 57.

Bibliografia Bandini Hodoeporicon f. 193r; Catalogo manoscritti scelti f. 85r; Del Furia Catalogus (1846) vol. III ff. 30r-31r; Rostagno - Festa Indice (1893) p. 159; Petit Scholarios (1928) p. XI e passim (il ms. è siglato F e citato erroneamente come Laurentianus Conventi Soppressi 145); Baldelli Cherubini Manoscritti (1972) p. 24; Magheri Cataluccio-Fossa, Biblioteca (1979) p. 488 nr. 13 = Inventario C, ms. non identificato; Buhler Prolegomena Zenobii (1987) p. 243 n. 75; Scapecchi Pietro da Portico (1994) p. 195; Corali Angeli (1995) p. 88

U.C. I (ff. 1-234) sec. XV ex. data stimata
Note datazione su base paleografica e codicologica.

Luogo di copia Creta (sec. XV ex.)
cart.
filigranato: fil. di vari tipi: ai ff. 1-32, 49-50, 55-56, 59-62, 83-86 Balance sim. a Piccard Waage VI.251 (1489 [San Daniele [Udine]), id. a quella dei ff. 56-71 del ms. FiBML, Redi 15; ai ff. 33-40, 123-126, 161-162, 167-168 sim. a Harlfinger Boeuf 41 (1502/1503, Manuele Gregoropulo), id. a quella dei ff. 104-128 del ms. FiBML, Conv. Soppr. 164; ai ff. 41-48 sim. a Harlfinger Cloche 31 (1490/1491, mano italogreca), id. a quella dei ff. 114-122 del ms. FiBML, Conv. Soppr. 144; ai ff. 51-54, 57-58, 63-64, 65-82, 87-122, 127-160, 163-166, 169-184, 201-202, 207-208, 211-214 sim. a Piccard Waage V.508 (1494, Gemona del Friuli); ai ff. 185-200 sim. a Briquet 2588 (Treviso, Venezia 1483), id. a quella dei ff. 1-51, 54-59, 64-73, 82-89 del ms. FiBML, Conv. Soppr. 144, dei ff. 129-164 del FiBML, Conv. Soppr. 164 e dei ff. 116-123, 132-157 del FiBML, Laur. Redi 15; ai ff. 203-206 sim. a Harlfinger Main 23 (1490, Messina, Costantino Lascari); ai ff. 209-210, 215-224 sim. a Harlfinger Main 25 (27 agosto 1491, Creta, Antonio Damila), ma senza il motivo decorativo centrale; ai ff. 225-226, 231-234 sim. a Harlfinger Balance 65 (23 maggio 1486, Athos, Niceforo ieromonaco); ai ff. 227-230 genericam. sim. a Harlfinger Balance 61 (25 dicembre 1495)
in quarto
ff. 234; fascicoli 1-29 (8), 30 (2): il fasc. 30 è probabilmente un duerno privo dei due ff. finali, senza perdita di testo; segnature dei fascicoli in lettere greche (alfa-lambda) di mano del copista al centro del marg. inf. del primo recto di ciascun fasc.
dimensioni: 217 x 147 (f. 30r); specchio di scrittura: 17 [150] 50 × 11/6 [75] 6/49 (f. 30r); rr. 25/ll. 25 (f. 30r), rigatura a secco: con mastara; bianco il f. 234v (rigato)

note generali sulla scrittura: vergato da un'unica mano in Gregoropulos-Schrift, il ms. è con ogni probabilità attribuibile a Manuele Gregoropulo (sec. XV ultimo quarto - 1532; su di lui cfr. RGK I/A, nr. 249, II/A nr. 342, III/A nr. 411 e Kaklamanis - Lampakis, Manuel Gregoropulos utile il confronto con gli specimina in Olivier - Monégier du Sorbier, Catalogue, pl. IX, Xa).


Lingua copisti greco

decorato
Iniziali semplici; fascia decorativa: fasce decorative e nastri; iniziali maggiori decorate con elementi fitomorfi; iniziali semplici rosse.


Ente possessore Camaldoli (Arezzo), Eremo OSBCam (sec. XVII ex.-XIX in.); Firenze, S. Maria degli Angeli, monastero OSBCam (post 1513)
Nomi Petrus Candidus OSBCam (a. v. 1481), possessore (sec. XV ex.-XVI in.); Manuel Gregoropulus (sec. XV), copista (?) (sec. XV ex.)
Storia del manoscritto
Se l'identificazione del copista in Manuele Gregoropulo qui proposta risultasse confermata, la confezione del ms., oltre che all'isola di Creta, potrebbe essere ricondotta con ragionevolezza agli ultimi decenni del sec. XV, entro il 1491/1492: in questa data, Gregoropulo, colpevole di omicidio involontario, fu infatti bandito dall'isola e visse in esilio nell'isola di Scarpanto (cfr. Kaklamanis - Lampakis, Manuel Gregoropulos, pp. alpha-lambda theta). Con ogni probabilità, Pietro da Portico portò il codice in Italia a seguito del periodo di studio trascorso a Creta (1491-1496).

Dictionarium graecum, ps. Manuel Moschopulus, ff. 1r-109r
in greco
De constructione nominum et verborum, ps. Manuel Moschopulus, ff. 109r-118r
in greco
Ecloga nominum et verborum Atticorum, Thomas magister XIII ultimo quarto - 1330 ca., ff. 119r-234r
in greco

U.C. II (ff. 235-240) sec. XIV. 1 data stimata
Note datazione su base paleografica e codicologica.
cart.
filigranato: fil. Fruit difficilmente visibile, genericam. inscrivibile nella serie Harlfiger Fruit 5-23b (1343 - 1372)
in quarto
ff. 15; fascicoli 1(6): quaternione mutilo degli ultimi due fogli, con perdita di testo; segnatura di fascicolo (epsilon) di mano del copista nell'ang. inf. est. del f. 235r.
dimensioni: 218 x 146 (f. 237r); specchio di scrittura: 13 [175] 30 × 10 [112] 24 (f. 237r); rr. 2/ll. 38 (f. 237r), rigatura a secco

note generali sulla scrittura: scritto da due mani coeve: A (ff. 235r-240v, l. 6), B (f. 240v); annotazioni marginali di un'unica mano.


Lingua copisti greco

decorato
Iniziali semplici: iniziali semplici rosse, talora decorate con elementi fitomorfi.


Ente possessore Camaldoli (Arezzo), Eremo OSBCam (sec. XVII ex.-XIX in.); Firenze, S. Maria degli Angeli, monastero OSBCam (post 1513)
Nomi Petrus Candidus OSBCam (a. v. 1481), possessore (sec. XV ex.-XVI in.)

Synonima et dictiones (in greco), ff. 235r-240v
in greco
Epimerismi, Maximus Planudes n. 1255 ca., m. ante 1305, f. 240v
in greco

U.C. III (ff. 242-272) sec. XV secondo quarto data stimata
Note datazione su base paleografica e codicologica; ante 1450.
cart.
filigranato: fil. di due tipi: ai ff. 242-254 sim. a Harlfinger Ciseaux 35 ([1446/1447]), ai ff. 255-272 sim. a Harlfinger, Monts 44 (1461, Costantinopoli, Michele Apostolio)
in quarto
ff. 31; fascicoli 1(5), 2(8), 3(6), 4(8), 5(4): il fasc. 1 è un ternione privo dell'ultimo foglio, senza perdita di testo.
dimensioni: 220 x 145 (f. 244r); specchio di scrittura: 10 [197] 13 × 12 [113] 20 (f. 244r); rr. 00/ll. 26 (f. 244r), rigatura a secco: tracciata in maniera non costante e comunque non rispettata dal copista, che tende a sfruttare il più possibile lo spazio della pagina. Sembra che nella maggior parte dei fogli siano state tracciate soltanto le rettrici. Ripartizione approssimativa dello schema di impaginazione.

note generali sulla scrittura: il ms. è stato vergato da un'unica mano decisamente poco esperta ed elegante; il titolo al f. 272v sembra essere stato apposto da Giorgio Scolario stesso (cfr. con il ms. Firenze, Biblioteca Riccardiana, 12, f. 26r); al f. 272v alcune prove di penna in scrittura di impostazione Hodegon (vd. trascrizione in allegato).


Lingua copisti greco


Ente possessore Camaldoli (Arezzo), Eremo OSBCam (sec. XVII ex.-XIX in.); Firenze, S. Maria degli Angeli, monastero OSBCam (post 1513)
Nomi Petrus Candidus OSBCam (a. v. 1481), possessore (sec. XV ex.-XVI in.)
Storia del manoscritto
La Grammatica di Giorgio Scolario fu composta nei primi anni di regno di Giovanni VIII Paleologo, attorno al 1430, sicuramente dopo il 1425 (Petit - Jugie - Sideridès, Scholarios. Oeuvres complètes, p. X; Blanchet, Georges-Gennadios, p. 482), negli anni in cui l'autore teneva scuola di retorica a Costantinopoli: questo elemento, uniti al fatto che Scolario stesso, nel titolo apposto di sua mano al f. 272v, utilizza il nome Giorgio anziché quello di Gennadio, assunto nel momento in cui divenne monaco, nel 1450, induce a proporre una datazione del ms. al secondo quarto del sec. XV e, comunque, agli anni in cui egli esercitava il proprio magistero. Un utilizzo del ms. in ambito scolastico sembra confermato dal fatto che ai ff. 271r-v, 272v, a pagina rovesciata, si trovano alcune coniugazioni di verbi, depennate in un secondo momento, evidentemente scritte per esercizio da mano poco esperta prima che la carta fosse utilizzata per la trascrizione del lessico scolariano.

Introductio secunda in grammaticam [in greco], Georgius Scholarius n. 1405 ca., m. 1472 ca., ff. 242r-272r

Risorse esterne collegate
BML Conv. Soppr. 141, f. 242v nota
BML Conv. Soppr. 141, f. 272v prove di penna
BML Conv. Soppr. 141, uc I
BML Conv. Soppr. 141, uc II
BML Conv. Soppr. 141_descrizione interna UC III

Responsabile scheda: davide speranzi

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Descrizione diretta

Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Conv. soppr. 142

Composito


cart.
ff. III, 182, IV'; numerazione moderna a matita nell'angolo superiore esterno (il f. 182 numerato in inchiostro rosso da Enrico Rostagno, il primo foglio di guardia finale numerato 183 a matita da mano recente); guardie cart. (coevi alla legatura i ff. I-III e i ff. I'-III', preceduti da un foglio di guardia antico numerato 183)
dimensioni: 217 x 165


Legatura moderna (sec. XIX); piatti in cartone rigido coperti in tela; dorso e punte in cuoio marrone

Ente possessore Firenze, S. Maria degli Angeli, monastero OSBCam (?) (post 1513); Camaldoli (Arezzo), Eremo OSBCam (sec. XVII ex.-XIX in.)
Nomi Petrus Candidus OSBCam (a. v. 1481), possessore (sec. XV ex.-XVI in.)
Precedenti segnature O.III-15, Camaldoli (Arezzo), Eremo OSBCam (sec. XVII ex.)
Storia del manoscritto
Il ms., costituito da sezioni pressoché coeve e omogenee dal punto di vista del contenuto, fu allestito nella forma attuale dal primo possessore, Pietro da Portico, noto anche come Pietro Candido, la cui nota di possesso, Monasterii Angelorum Petrus Candidus, compare nel margine inferiore del f. 1r. La nota quinterni 16  apposta di sua mano nell'angolo superiore del f. 1r attesta che in un primo momento egli riunì le sezioni I e II; soltanto in seguito fu associata a esse la sezione III. Anche questa, comunque, gli appartenne, dal momento che reca una postilla di sua mano nel margine superiore del f. 151r. Segnature dei fascicoli in cifre arabe del sec. XVI, in gran parte asportate dalla rifilatura ma ancora visibili al centro del margine inferiore dei ff. 151r (18), 159r (19), 167r (20) costituiscono il terminus ante quem per il raggiungimento dell'assetto definitivo. Alla morte di Pietro Candido, nel 1513, il ms. passò probabilmente con altri suoi libri all'Eremo di Camaldoli (Corali Angeli, p. 88; contra Scapecchi Pietro da Portico, p. 194 che ipotizza un passaggio intermedio nella biblioteca del monastero fiorentino di Santa Maria degli Angeli).
Sul dorso, in oro, in capitali, Scholia in Sophoclem. Graeca; più sotto il cartellino cartaceo, parzialmente danneggiato, con la segnatura attuale quasi completamente evanida.
Al f. 1r, a penna, la segnatura del catalogo C (sec. XVII ex.): Inscriptus Catalogo Sacrae Eremi Camalduli O.III-15 (vd. Magheri Cataluccio - Fossa Biblioteca in bibl., ms. non identificato).
Al f. 183r indice del contenuto del sec. XVIII, in latino.
Il ms. è descritto nell'Odeporicon di Angelo Maria Bandini, che elenca anche altri codici appartenuti a Pietro Candido e passati a Camaldoli (ms. Firenze, Biblioteca Marucelliana, B.I.19, v. VII, f. 190r).
Il codice giunse nell'odierna sede di conservazione nel 1809 a seguito delle soppressioni napoleoniche delle corporazioni religiose (Catalogo laurenziano dei manoscritti scelti, f. 88v: «Camald. 990. Scholia graeca in Sophoclem, una cum Sophoclis vita. Cod. chart. in 4°»).
La segnatura attuale si legge, vergata a penna e a matita, al f. Ir insieme alla segnatura 990 (Soppressioni 1809). Entrambe le segnature sono ripetute a matita nell'angolo superiore esterno del f. 1r.

Bibliografia Bandini Hodoeporicon f. 190r; Catalogo manoscritti scelti f. 88v; Del Furia Catalogus vol. III ff. 24r-27v; Rostagno - Festa Indice (1893) pp. 159-160; Turyn Tragedies of Sofocles (1952) pp. 186-188; Turyn Tragedies of Euripides (1957) p. 373; Ullman-Stadter, Public Library (1972) pp. 263, 279; Magheri Cataluccio-Fossa, Biblioteca (1979) p. 488 nr. 15 (Inventario C, ms. non identificato) (letteratura secondaria); RGK (1981) (repertorio); Olivier-Monégier Manuscrits (1983) p. 141; Scapecchi Pietro da Portico (1994) p. 194; Corali Angeli (1995) p. 88; Pontani Sguardi su Ulisse (2005) p. 509 n. 1142; Speranzi Aristobulo (2006) (letteratura secondaria); Speranzi Tra Creta e Firenze (2006) pp. 196 n. 15, 204; Speranzi Michele Trivoli (2010) pp. 263-297; Speranzi Identificazioni (2010) p. 194 e tav. VIc

U.C. I (ff. 1-44) sec. XV ex. data stimata
Note datazione su base paleografica e storica

Luogo di copia Firenze (a. 1492-1494)
cart.
filigranato: filigrane di vari tipi: ai ff. 1-8 Balance sim. a Briquet 2456 (Roma, 1508-1510); ai ff. 9-12 fil. sim. a Harlfinger Oiseau 10 (1496, Venezia, Pietro di Candia); ai ff. 13-36 fil. sim. a Harlfinger Aigle 22 (Bologna, <± 1495>, Michele Suliardo); ai ff. 37-44 fil. sim. a Harlfinger Arbalète 38 (Udine, 29 settembre 1497, Daniele Caietano)
in quarto
ff. 44; fascicoli 1 (8), 2 (4), 3-6 (8): segnature dei fascicoli in lettere greche (alpha-beta, delta-stigma) al centro del margine inferiore del primo recto del fasc. 1 (di mano di Aristobulo Apostolio), nell'angolo inferiore esterno del primo recto del fasc. 2 (di mano di Giano Lascari), nell'angolo superiore esterno del primo foglio dei fasc. 4-6 (di mano di Giano Lascari quelle dei fasc. 4-5; di mano dell'Anonymus Florentinus quella del fasc. 6, parzialmente asportata dalla rifilatura); segnatura in cifre arabe al centro del margine inferiore del primo recto del fasc. 2 (sec. XV fine - XVI inizi); pseudo-richiamo verticale scritto nel colonnino interno del f. 14v (sugli pseudo-richiami in altri mss. greci contemporanei cfr. Hoffmann, Reliures crétoises, p. 736 e n. 22)
specchio di scrittura: ff. 1-8: 217 × 158 = 26 [142] 49 × 14 [4/78/5] 57 (f. 3r); f. 9: 215 × 143 = 22 [134] 59 × 13/4/4 [61/4/4] 53 (f. 9r); ff. 11-12: 217 × 143 = 18 [139] 60 ×13/5 [4/59/5] 4/53 (f. 11r); ff. 13-40: 217 × 169 = 28 [148] 41 × 26 [6/80 (6/8) 21] 22 (f. 40r); ff. 1-8: rr. 22/ll. 22; f. 9: rr. 26/ll. 26; f. 10: rr. 0/ll. 25; ff. 11-12: rr. 29/ll. 30; ff. 13-40: rr. 30/ll. 30, rigatura a secco: con mastara (non rigati i ff. 10, 41-44); il f. 10 non è stato rigato; la ripartizione approssimativa dello schema di impaginazione è la seguente: 215 × 143 = 20 [148] 47 × 13 [100] 30; bianchi i ff. 41r-44v (non rigati)

note generali sulla scrittura: i ff. 1r-10v sono di mano di Aristobulo Apostolio (attr. Turyn, Tragedies of Sofocles, p. 187; su di lui cfr. RGK, I/A nr. 27, II/A nr. 38, III/A nr. 46); i ff. 11r-30r si devono alla mano di Giano Lascari (attr. Speranzi, Tra Creta e Firenze, p. 204 n. 47; su di lui cfr. RGK, II/A nr. 197, III/A nr. 245), i ff. 30v-40v a quella di uno scriba anonimo, che ha trascritto anche i ff. 119r-266r del ms. Venezia, Biblioteca Nazionale Marciana, gr. X.1 (1374), i ff. 175r-191v del ms. Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Conv. Soppr. 64, e il ms. di Wien, Österreichische Nationalbibliothek, Suppl. gr. 123 per il quale si è proposta la denominazione convenzionale di Anonymus Florentinus (Speranzi, Michele Trivoli, tav. 7)


Lingua copisti greco

decorato
Iniziali semplici: ai ff. 1r-4r iniziali semplici rosse
rubricato: rubriche (ff. 1r-8v); titolo in rosso ornato da asterischi (f. 27v); lemmi sottolineati di rosso (ff. 9r-40v)


Ente possessore Firenze, S. Maria degli Angeli, monastero OSBCam (post 1513); Camaldoli (Arezzo), Eremo OSBCam (sec. XVII ex.-XIX in.)
Nomi Aristobulo Apostolio (sec. XV. 2), copista (a. 1492-1494); Ianus Lascaris professor, copista (a. 1492-1494); Petrus Candidus OSBCam (a. v. 1481), possessore (sec. XV ex.-XVI in.)
Storia del manoscritto
Questa sezione può essere datata con sicurezza agli anni tra il 1492 e il 1494 incrociando dati di carattere filologico con gli elementi noti della biografia di uno dei suoi copisti, Aristobulo Apostolio. Secondo Turyn, Tragedies of Sofocles, p. 187, infatti, essa è copia diretta, ancorché parziale, del ms. Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, pluteo 32.9, autorevolissimo codice L della tradizione manoscritta di Sofocle, conservato alla fine del sec. XV presso la biblioteca del convento fiorentino di San Marco (Ullman, Public Library, 263 nr. 1197, 279 nr. M136). Poiché Aristobulo Apostolio giunse a Firenze da Creta alla fine dell'estate del 1492 (prima del 25 settembre; cfr. Speranzi, Aristobulo) e lasciò la città toscana nel 1494, gli estremi del suo soggiorno fiorentino fungono da terminus ante quem e post quem per la copia della sezione (per ulteriori argomenti a sostegno della datazione e per l'utilizzo del Laur. Plut. 32.9 quale antigrafo di altri mss. di mano di Aristobulo cfr. Speranzi, Tra Creta e Firenze).

Scholia vetera in Sophoclis Aiacem, ff. 4v-27r
Scholia vetera in Sophoclis Electram, ff. 27v-40v

U.C. II (ff. 45-150) a. 1492-1495 data stimata
Note datazione su base paleografica e storica

Luogo di copia Firenze (a. 1492-1495)
cart.
filigranato: Aigle sim. a Briquet 87 (Firenze, 1495, Firenze 1501-1509)
in quarto
ff. 146; fascicoli 1-10 (10), 11 (6): richiami verticali scritti sulla giustificazione interna
dimensioni: 217 x 168 (f. 50r); specchio di scrittura: 24 [142] 51 × 19/6 [84] 7/52 (f. 50r); rr. 22/ll. 22 (f. 50r), rigatura a secco: con mastara; bianco il f. 128v (rigato)

note generali sulla scrittura: la sezione è interamente attribuibile alla mano del copista Lorenzo Ciatti, attivo a Firenze alla fine del sec. XV (su di lui v. RGK, II/A nr. 323, III/A nr. 380 e Speranzi, Tra Creta e Firenze, p. 204 e n. 47 con l'attribuzione)


Lingua copisti greco

decorato
Iniziali semplici: in rosso
rubricato: lemmi sottolineati di rosso


Ente possessore Firenze, S. Maria degli Angeli, monastero OSBCam (post 1513); Camaldoli (Arezzo), Eremo OSBCam (sec. XVII ex.-XIX in.)
Nomi Lorenzo Ciatti (sec. XV. 2), copista (sec. XV ex.); Petrus Candidus OSBCam (a. v. 1481), possessore (sec. XV ex.-XVI in.)
Storia del manoscritto
A giudizio di Turyn, Tragedies of Sofocles, p. 187 questa sezione è copia diretta del ms. Paris, Bibliothèque Nationale de France, gr. 2799, scritto dal giovane Marco Musuro con la collaborazione di Aristobulo Apostolio a Firenze tra il 1492 e il 1494/1495; allontanandosi dalla città toscana in seguito alla calata di Carlo VIII d'Angiò, assai probabilmente Musuro portò con sé il suo ms. Poiché, sulla base delle filigrane, è da considerarsi altamente probabile una localizzazione fiorentina anche per questa sezione del Laur. Conv. Soppr. 142, la sua confezione trova quindi un terminus ante quem nel 1494/1495. Essa, tra la fine del sec. XV e l'inizio del sec. XVI, probabilmente in area veneziana, servì da antigrafo alla sezione sofoclea del ms. Praha, Lobkovická Roudnická Knihovna, VI.Fe.43, scritta da Manuele Gregoropulo (Turyn, Tragedies of Sofocles, pp. 186-188; De Marco, Gli scolii, pp. 6-7; Olivier - Monégier du Sorbier, Manuscrits, p. 143; su Gregoropulo cfr. RGK, I/A nr. 249, II/A nr. 342, III/A nr. 411). L'antigrafo per la sezione euripidea dello stesso codice, trascritta da Tommaso Bizimano, fu il ms. Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, pluteo 91 sup. 6, anch'esso con nota di possesso di Pietro da Portico al f. 1r (Turyn, Tragedies of Euripides, pp. 372-373; su Bizimano cfr. RGK I/A nr. 141, II/A nr. 187, III/A nr. 236).

Scholia vetera in Sophoclis Trachinias, ff. 45r-69v
Scholia vetera in Sophoclis Oedipum Coloneum, ff. 70v-93v
Scholia vetera in Sophoclis Philocteten, ff. 94v-107v
Scholia vetera in Sophoclis Oedipum Tyrannum, ff. 109r-128r
Scholia greca in Sophoclis Antigonen, ff. 129r-150r

U.C. III (ff. 151-182) a. 1492-1494 data stimata
Note datazione su base paleografica e storica

Luogo di copia Firenze (a. 1492-1494)
cart.
filigranato: filigrane di due tipi: ai ff. 152-166 Balance sim. a Briquet 2456 (1508-1510, Roma); ai ff. 168-183 Balance sim. a Briquet 2566 (Vicenza 1486, Udine 1488)
in quarto
ff. 32; fascicoli 1-4 (8): segnature dei fascicoli in lettere greche (alpha-delta) di mano del copista al centro del margine inferiore del primo recto di ciascun fascicolo; richiami verticali, scritti all'interno del colonnino
dimensioni: 218 x 163 (f. 159r); specchio di scrittura: 12/6/9 [138] 16/5/32 × 10/5 [81] 12/55 (f. 159r); rr. 23/ll. 23, rigatura a secco: con mastara; bianchi i ff. 171v-172r (senza perdita di testo), 182r-v (rigato)

note generali sulla scrittura: la sezione è interamente di mano di Aristobulo Apostolio (attr. Turyn, Tragedies of Sofocles, p. 187; su di lui cfr. RGK, I/A nr. 27, II/A nr. 38, III/A nr. 46), che ha copiato anche parte della sezione I. Nel margine superiore del f. 151r nota latina di Pietro da Portico (Versus a Cicerone in latinum versos ex hac tragoedia require in II° Tusculanarum, con riferimento alla versione latina dei vv. 1046-1102 delle Trachiniae presente in Cic., Tusc. II, 8-9)


Lingua copisti greco

decorato
Iniziali decorate: iniziale in rosso decorata con elementi fitomorfi (f. 153r)
rubricato: rubriche; indicazioni dei nomi dei personaggi in rosso (ff. 154r-162v)


Ente possessore Firenze, S. Maria degli Angeli, monastero OSBCam (post 1513); Camaldoli (Arezzo), Eremo OSBCam (sec. XVII ex.-XIX in.)
Nomi Aristobulo Apostolio (sec. XV. 2), copista (a. 1492- 1494); Petrus Candidus OSBCam (a. v. 1481), possessore (sec. XV ex.-XVI in.)
Storia del manoscritto
Per la collocazione cronologica e geografica di questa sezione valgono le considerazioni esposte a proposito della sezione I.

Trachiniae, Sophocles, ff. 153r-181v

Note Inv. 206645
Composito organizzato di tre sezioni: I (ff. 1-44); II (ff. 45-150); III (ff. 151-182)

Risorse esterne collegate
Conv. Soppr. 142

Responsabile scheda: davide speranzi

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ABC

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Descrizione diretta

Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Conv. soppr. 143

Composito


cart.
filigranato
ff. I, 85, I'; numerazione moderna a matita nell'angolo superiore esterno e nell'angolo inferiore esterno; guardie cart. (sec. XVI; fil. Ancre sim. a Piccard V.351 [Roma, 1593, 1594])
dimensioni: 223 x 149 (f. 15r)

Lingua copisti greco


Legatura moderna (sec. XVIII), in pergamena semifloscia

Ente possessore Firenze, S. Maria degli Angeli, monastero OSBCam (?) (post 1513); Camaldoli (Arezzo), Eremo OSBCam (sec. XVII ex.-XIX in.)
Nomi Petrus Candidus OSBCam (a. v. 1481), possessore (sec. XV ex.- XVI in.)
Precedenti segnature O.III-18, Camaldoli (Arezzo), Eremo OSBCam (sec. XVII ex.)
Storia del manoscritto
Il ms., costituito da sezioni pressoché coeve e omogenee dal punto di vista del contenuto, fu forse allestito nella forma attuale dal primo possessore, Pietro da Portico, noto anche come Pietro Candido, la cui nota di possesso, Monasterii Angelorum Petrus Candidus, compare nel margine inferiore del f. 2v. Alla morte di Pietro Candido, nel 1513, il ms. passò probabilmente con altri suoi libri all'Eremo di Camaldoli (Corali Angeli, p. 88; contra Scapecchi, Pietro da Portico, p. 194 che ipotizza un passaggio intermedio nella biblioteca del monastero fiorentino di Santa Maria degli Angeli). Al f. 1r, a penna, la segnatura del catalogo C (sec. XVII ex.), Inscriptus Catalogo Sacrae Eremi Camalduli O.III-18 (vd. Magheri Cataluccio-Fossa, Biblioteca in bibl.).
Il codice giunse nell'odierna sede di conservazione nel 1809 a seguito delle soppressioni napoleoniche delle corporazioni religiose (Catalogo laurenziano dei mss. scelti, f. 89r: Camald. 1079. Theodosii grammaticalia cum verborum declinatione per extensum. Graece. Cod. chart. sec. 15, in-8).
La segnatura attuale si legge, vergata a penna e a matita, al f. Ir insieme alla segnatura 1079 (riferibile alle Soppressioni del 1809).
Sul dorso un cartellino coevo parzialmente danneggiato con la scritta Theodosii Grammatica cum verborum declinationibus per extensum; incollato al piatto anteriore un ulteriore cartellino con la scritta Camaldoli n° 1079 (1808-1809).

Bibliografia Catalogo manoscritti scelti f. 89r; Del Furia Catalogus vol. III ff. 32r-33r; Rostagno - Festa Indice (1893) p. 160; Magheri Cataluccio-Fossa, Biblioteca (1979) p. 488 nr. 18 (Inventario C, ms. non identificato) (letteratura secondaria); RGK (1981) (repertorio); Scapecchi Pietro da Portico (1994) p. 194; Corali Angeli (1995) p. 88

U.C. I (ff. 1-22) sec. XV. 2 data stimata
Note datazione su base paleografica e storica

Luogo di copia Creta (sec. XV. 2)
cart.
filigranato: filigrana di vari tipi: ai ff. 1-8, 19-21 sim. a Harlfinger Monts 84 (sec. XV metà, Andronico Callisto); ai ff. 9-10, 17-18 fil. Monts sim. a Piccard, II.255 (Graz, Venezia 1461); ai ff. 11-16 Cheval genericam. simile a Briquet 3568 (Grammont 1434, Utrecht 1440, Utrecht 1439)
in quarto
ff. 22; fascicoli 1 (8), 2 (10), 3 (4): segnature dei fascicoli in lettere greche di mano del copista nell'angolo inf. est. del primo recto e nell'angolo inf. int. dell'ultimo verso del fasc. 2 (beta), nell'angolo inf. est. del primo recto del fasc. 3 (gamma); segnature in cifre arabe nell'angolo inf. est. del primo recto (1-3)
dimensioni: 223 x 149 (f. 15r); specchio di scrittura: 30 [145] 48 × 17/4 [86] 4/38 (f. 15r); rr. 28/ll. 28, rigatura a secco: con mastara; bianchi i ff. 20v-22v, non rigati i ff. 21-22

note generali sulla scrittura: un'unica mano, di impianto tradizionale, affine a quelle di Giorgio Tzangaropulo e Tommaso Bizimano (cfr. rispettivamente RGK, I/C nr. 72 e nr. 141)


Lingua copisti greco

Presenza di note
Annotazioni marginali di mano coeva al testo (ff. 13v-14r, 15r, 17r, 18r)

decorato
Iniziali semplici; fascia decorativa: al f. 1r fascia decorativa intreccio; iniziali semplici rosse
rubricato: titoli e iniziali di servizio


Ente possessore Firenze, S. Maria degli Angeli, monastero OSBCam (post 1513); Camaldoli (Arezzo), Eremo OSBCam (sec. XVII ex.-XIX in.)
Nomi Petrus Candidus OSBCam (a. v. 1481), possessore (sec. XV ex.-XVI in.)

Tractatus de prosodia, Theodosius Alexandrinus IV°-V° sec., ff. 1r-20r
in greco

U.C. II (ff. 23-85) sec. XV terzo quarto data stimata
Note datazione su base paleografica e storica

Luogo di copia Creta (sec. XV terzo quarto)
cart.
filigranato: sim. a Harlfinger Monts 51 (Candia di Creta, 27 marzo 1464, Andrea sacerdote e protonotario)
in quarto
ff. 63; fascicoli 1 f., 1-7 (8), 9 (6): il foglio sciolto con il quale si apre la sezione era l'originaria guardia anteriore; segnature dei fascicoli in lettere greche di mano del copista nell'angolo inf. est. del primo recto di ciascun fascicolo (alfa-zeta)
dimensioni: 223 x 145 (f. 49r); specchio di scrittura: 14/6/11 [151] 18/6/17 × 13/5 [86] 5/36 (f. 49r); rr. 30/ll. 26 (f. 49r), rigatura a secco: con mastara; bianco il f. 85r-v (rigato)

note generali sulla scrittura: la sezione è interamente di mano di Michele Apostolio, che si sottoscrive al f. 84r (vd. trascrizione in allegato; su di lui cfr. RGK, I/A nr. 278, II/A nr. 379, III/A nr. 454; la sua data di morte è fissata al 1478 da Aalberts, vd. bibl. in allegato). Interventi d'altra mano che sembra esercitarsi nella scrittura del greco al f. 84v e al f. 23r-v, l'originaria guardia del ms. (e. g., f. 23r, ripetuto due volte; al f. 23v, ripetuto due volte, sullo stesso foglio: vd. trascrizione in allegato)


Lingua copisti greco

decorato
Iniziali semplici; fascia decorativa: al f. 24r, fascia decorativa in inchiostro rosso, a intreccio e in negativo, sormontata da tre nodi, eseguiti con la stessa tecnica; iniziali semplici rosse
rubricato


Ente possessore Firenze, S. Maria degli Angeli, monastero OSBCam (post 1513); Camaldoli (Arezzo), Eremo OSBCam (sec. XII ex.-XIX in.)
Nomi Michele Apostolio (m. 1478), copista (sec. XV terzo quarto); Petrus Candidus OSBCam (a. v. 1481), possessore (sec. XV ex.-XVI in.)
Storia del manoscritto
Considerato da un lato il dato relativo alle filigrane e, dall'altro, il contenuto e la chiara destinazione scolastica del ms., è molto probabile che la sezione debba datarsi agli anni tra il 1455 e il 1478 che Michele Apostolio, seppur con alcune interruzioni, trascorse a Creta, dove tenne scuola di greco.

Paradigmata flexionis verborum Graecorum, ff. 24r-84r
in greco

Risorse esterne collegate
Conv. Soppr. 143

Responsabile scheda: davide speranzi

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Descrizione diretta

Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Conv. soppr. 144

sec. XV ultimo quarto data stimata
Note datazione su base paleografica e storica ante 1496

Luogo di copia Creta (a. 1465-1496)
cart.
filigrane di vari tipi: ai ff. 1-51, 54-59, 64-73, 82-89 Balance sim. a Briquet 2588 (Treviso, Venezia 1483), id. a quella dei ff. 1-234 del ms. Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Conv. Soppr. 141, dei ff. 129-164 del ms. Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Conv. Soppr. 164, dei ff. 116-123, 132-157 del ms. Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Redi 15 e dei ff. 101r-128v del ms. Firenze, Biblioteca Riccardiana, 77; ai ff. 52-53 fil. sim. a Harlfinger Main 21 (27 agosto 1491, Creta, Antonio Damila); ai ff. 60-63 Cercle senza raffronti precisi nei repertori; ai ff. 74-81 Ciseaux simili a Briquet 3731 (Genova 1512, 1513); ai ff. 90-97 Clé senza raffronti precisi nei repertori; ai ff. 98-105 fil. sim. a Harlfinger Main 25 (27 agosto 1491, Creta, Antonio Damila); ai ff. 106-113 Balance sim. a Piccard, Waage, VI, 157 (Bassano [Vicenza] 1499); ai ff. 114-122 sim. a Harlfinger Cloche 31 (1490/1491, mano italogreca), id. a quella dei ff. 41-48 del ms. Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Redi 15
in quarto
IV, 122, III'; numerazione moderna a matita nell'angolo superiore esterno (il f. 122 numerato 121 in inchiostro rosso da Enrico Rostagno; l'indicazione è stata depennata in un secondo momento a matita); guardie cart. (coevi alla legatura i ff. I-III, I'-III'; del sec. XVIII il f. IV); fascicoli 1-6 (8), 7 (7), 2 ff., 9-15 (8), 16 (9): il fasc. 7 è un quaternione cui è stato asportato il sesto foglio, senza perdita di testo; il fasc. 16 è un quaternione cui è stato aggiunto un foglio alla fine; segnature dei fascicoli in lettere greche di mano del copista al centro del margine inferiore del primo recto dei fasc. 1-11; segnature in lettere greche di mano coeva, probabilmente quella di Pietro Candido di Santa Maria degli Angeli, al centro del margine inferiore del primo recto dei fasc. 12-13; richiami orizzontali (ff. 55v, 97v), vicino al margine interno, di mano diversa da quella del copista, probabilmente quella di Pietro Candido di Santa Maria degli Angeli
dimensioni: 212 x 150 (f. 2r); specchio di scrittura: 8/8 [75] 6/53 × 15 [150] 47 (ff. 1-105: f. 2r); 20 [74] 56 × 24 [147] 41 (ff. 106-122: f. 106r); rr. 27/ll. 25 (ff. 1-105); rr. 25/ll. 25 (ff. 106-122), rigatura a secco: con mastara; bianco il f. 122v

note generali sulla scrittura: ai ff. 1r-105v scrittura di Giorgio Gregoropulo, che si sottoscrive in rosso al f. 105v (su di lui cfr. RGK, I/A nr. 58 [dove il ms. è attribuito interamente alla sua mano], II/A nr. 78, III/A nr. 98); d'altra mano, in Gregoropulos-Schrift (Harlfinger, Schriftstile, 334); una mano, visibilmente impacciata nell'ortografia e nell'uso della scrittura greca, aggiunge il titolo al f. 106r


Lingua copisti greco

Presenza di note
Ai ff. 106r-122r; annotazioni marginali in greco e in latino di Pietro Candido di Santa Maria degli Angeli (e. g. f. 52v Exemplum apud Theognim invenias); maniculae ff. 87v-88r

decorato
Iniziali semplici; fascia decorativa: fasce decorative in inchiostro rosso a motivi fitomorfi (f. 1r) e a intreccio (ff. 57v, 88v); iniziali maggiori in rosso con elementi fitomorfi; iniziali semplici rosse
rubricato


Legatura moderna (sec. XIX); piatti in cartone rigido coperti in tela; dorso e punte in cuoio marrone; taglio dipinto di rosso

Ente possessore Firenze, S. Maria degli Angeli, monastero OSBCam (post 1513); Camaldoli (Arezzo), Eremo OSBCam (?) (sec. XVII -XIX in.)
Nomi Georgius Gregoropulus (sec. XV), copista (sec. XV ultimo quarto); Petrus Candidus OSBCam (a. v. 1481), possessore e note di (sec. XV ex.-XVI in.)
Precedenti segnature O.III-16, Camaldoli (Arezzo), Eremo OSBCam (sec. XVII ex.)
Storia del manoscritto
Il ms. è stato trascritto in gran parte dal copista Giorgio Gregoropulo, attestato a Creta tra il 1465 e il 1501 (RGK, I/A nr. 58, II/A nr. 78, III/A nr. 98). Appartenne a Pietro Candido di Santa Maria degli Angeli che vi ha apposto vari marginali e, nel margine inferiore del f. 2r, la nota di possesso Monasterii Angelorum Petri Candidi. È probabile che abbia fatto parte della praeclara librorum suppellectile che Pietro Candido si procurò sull'isola negli anni tra il 1491 e il 1496, da lui trascorsi a Candia per apprendere il greco (Dolfin, Epistolae, f. r4v, ep. del 3 giugno 1496). Alla morte di Pietro Candido, nel 1513, il ms. passò probabilmente con altri suoi libri all'Eremo di Camaldoli (cfr. in bibl. Corali Angeli, p. 88; contra Scapecchi Pietro da Portico, p. 194 che ipotizza un passaggio intermedio nella biblioteca del monastero fiorentino di Santa Maria degli Angeli).
Al f. 1r, a penna, la segnatura del catalogo C (sec. XVII ex.) Inscriptus Catalogo Sacrae Eremi Camalduli O.III-16 (vd. Spoglio inventariale e Magheri Cataluccio-Fossa Biblioteca in bibl.).
Al f. IVr indice del contenuto del sec. XVIII, in latino.
Sul dorso, in oro, in capitali, Lascaris Constantinus. Grammatica Graeca; più sotto il cartellino cartaceo con la segnatura attuale quasi completamente evanida
Il codice giunse nell'odierna sede di conservazione nel 1809 a seguito delle soppressioni napoleoniche delle corporazioni religiose (Catalogo laurenziano dei mss. scelti, f. 87r: «Camald. 648. Lascaris, Constantini, De nomine et verbo liber tertius, et De constructione verborum graece. Cod. chart. in-8»). La segnatura attuale si legge, vergata a penna e a matita, al f. Ir insieme alla segnatura 648 (Soppressioni 1809). Entrambe le segnature sono ripetute a matita nell'angolo superiore esterno del f. IVr.

Grammatica Graeca [tantum praefatio latine conscripta], Constantinus Lascaris n. 1433/1434, m. post 15-8-1501, ff. 1r-122r
in greco

Bibliografia Catalogo manoscritti scelti f. 87r; Del Furia Catalogus vol. III ff. 22r-23r; Rostagno - Festa Indice (1893) p. 160; BZBBW (1909) vol. 33; Magheri Cataluccio-Fossa, Biblioteca (1979) p. 488 nr. 16 (Inventario C, ms. non identificato); RGK (1981) vol. I/A n° 58; Buhler Prolegomena Zenobii (1987) p. 243; Cesarini Grammatiche (1992) p. 271; Scapecchi Pietro da Portico (1994) p. 195; Corali Angeli (1995) p. 88; Melandri Giorgio Gregoropulo (1999) pp. 116-117, 119, 120-123; Speranzi Tra Creta e Firenze (2006) p. 197

Spoglio inventariale
Camaldoli (Arezzo) - Eremo. [Inventario C]16- [O.III] Constantini Lascaris de nomine.

Note inv. 206647

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BML Conv. Soppr. 144_ descrizione interna
BML Conv. Soppr. 144_sottoscrizione

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Descrizione diretta

Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Conv. soppr. 146

sec. XIV. 2 data stimata
Note datazione su base paleografica e codicologica; sono stati aggiunti i ff. 1-10, 15-27, 155 nel sec. XV ex.-XVI in.

Luogo di copia Creta (sec. XIV. 2)
cart.
filigrane di vari tipi (ne sono privi i ff. 123-154, 155): ai ff. 11-14, 28-62, 71-77, 86-92, 100-116 Armoirie genericam. sim. a Mosin-Tralic 557 (Genova 1316, Montpellier ca. 1327, Treviso 1351); ai ff. 63-70, 78-85, 93-99, 117-122 Enclume sim. a Piccard Werkzeug und Waffen, IV.1100 (Treviso 1349); ai ff. 1-10 Balance sim. a Piccard Waage, V.21 (Brescia 1487), con contromarca P; ai ff. 15-27 Balance genericam. sim. a Piccard Waage, V.424 (Grüenburg, Venezia 1470, 1471)
in quarto
ff. V, 155, IV'; numerazione mod. a matita nell'angolo inferiore esterno (i ff. 15-19, 27, 155 numerati in rosso da Enrico Rostagno); guardie cart., coeve alla legatura; fascicoli 1 (8), 2 (4), 3 (2), 4 (8), 5 (5), 6-7 (8), 8 (3), 9 (8), 10 (2), 11 (4), 12 (2), 13 (8), 14 (7), 15 (8), 16 (7), 17 (7), 18 (6), 19 (3), 20 (6), 21 (2), 22 (6), 23 (2), 24 (6), 25-27 (8), 1 f.: il fasc. 5 è un ternione privo dell'ultimo foglio, con perdita di testo, il fasc. 8 è un duerno privo del primo foglio, con perdita di testo, in fasc. 14 è un quaterno privo del primo foglio, con perdita di testo, il fasc. 16 è un quaterno privo del primo foglio, con perdita di testo, il fasc. 17 è un quaterno privo del sesto foglio, con perdita di testo, il fasc. 19 è un duerno privo del secondo foglio, con perdita di testo. I ff. 1-10, 15-27, 155 sono di un restauro del sec. XV ex.-XVI in.; l'intervento di restauro umanistico ha comportato la ricostituzione della maggior parte dei fascicoli per mezzo di brachette, in taluni casi in maniera senz'altro erronea (e. g. i ff. 100-107, oggi suddivisi tra i fasc. 18 e 19, costituivano in origine un unico quaternione che seguiva l'attuale fasc. 16)
dimensioni: 219 x 151 (ff. 11-14, 28-154: f. 84r); mm 219 x 150 (ff. 1-10, 15-27, 155: f. 24r); specchio di scrittura: 19 [151] 49 × 17 [95] 39 (ff. 11-14, 28-154: f. 84r); 24 [138] 13 / 5 / 39 × 18 / 4 [80] 4 / 44 (ff. 1-10, 15-27, 155: f. 24r); rr. 26/ll. 26 (ff. 11-14, 28-154: f. 84r); rr. 24/ll. 22 (ff. 1-10, 15-27, 155: f. 24r), rigatura a secco: ff. 11-14, 28-154; con mastara i ff. 1-10, 15-27, 155; sono visibili quattro fori di guida ai vertici dello specchio di rigatura (ff. 11-14, 28-154)

note generali sulla scrittura: la sezione originaria del codice è scritta da un'unica mano piuttosto rapida, dall'asse leggermente inclinato a destra; i fogli di restauro si devono a un copista per il momento anonimo, dalla scrittura genericamente accostabile a quella di Aristobulo Apostolio (su di lui cfr. RGK, I/A nr. 27, II/A nr. 38, III/A nr. 46)


Lingua copisti greco

Presenza di glosse
Ai ff. 11r-14v, 28r-82v, 86v-143v, 149r-154r ampio apparato di glosse marginali di mano coeva

decorato
Iniziali semplici: semplici elementi decorativi in inchiostro rosso ai ff. 43v, 48v, 71r, 81r, 86r, 107r, 110v, 125r, 139v, 143v, 149r; iniziali semplici rosse
rubricato


Legatura moderna (sec. XIX); piatti in cartone rigido coperti di carta marmorizzata, punte in pergamena e dorso in cuoio marrone

Ente possessore Firenze, S. Maria degli Angeli, monastero OSBCam (?) (post 1513); Camaldoli (Arezzo), Eremo OSBCam (sec. XVII ultimo quarto-XIX in.)
Nomi Petrus Candidus OSBCam (a. v. 1481), possessore (sec. XV ex.-XVI in.)
Precedenti segnature omega 151, Camaldoli (Arezzo), Eremo OSBCam (sec. XVII ultimo quarto); O.III-14, Camaldoli (Arezzo), Eremo OSBCam (sec. XVII ex.)
Storia del manoscritto
Appartengono alla seconda metà del sec. XIV i ff. 11-14, 28-154; i ff. 1-10, 15-27, 155 sono stati aggiunti in occasione di un restauro del sec. XV ex.-XVI in. Tra i vari paralleli possibili per la scrittura del copista della sezione originaria del ms. (cfr. e. g. Macario, RGK III/C, Taf. 222, a. 1383), è interessante ricordare quello con la mano del prete Giorgio che nel 1357 sottoscrive nella chiesa di San Giovanni Crisostomo a Candia l'attuale ms. di Roma, Biblioteca Angelica, gr. 31 (Turyn, Italy I, 218-219, II, pl. 176). Tale confronto, unito al dato relativo alle filigrane, induce in primo luogo a collocare la trascrizione del ms. nella seconda metà del sec. XIV, o poco prima. L'accostamento, ancorché non stringente, è interessante in relazione all'ipotesi - non dimostrabile, ma suggestiva - di un'origine cretese del ms. Se non è al momento possibile sostanziarla ulteriormente su base grafica essa si accorderebbe bene con la presenza del codice nelle mani del camaldolese Pietro da Portico alla fine del sec. XV (nel margine inferiore del f. 1r la nota Monasterii Angelorum Petrus Candidus): la maggior parte dei codici della sua biblioteca furono infatti acquistati a Creta tra il 1491 e il 1496. Fu verosimilmente per suo incarico che il ms. fu restaurato tra la fine del sec. XV e l'inizio del successivo (infondata l'attribuzione del restauro alla sua mano che si trova in Del Furia, Catalogus III, f. 35v); alla sua morte, nel 1513, il codice passò probabilmente con altri suoi libri all'Eremo di Camaldoli (cfr. in bibl. Corali Angeli, p. 88; contra Scapecchi Pietro da Portico, p. 195 che ipotizza un passaggio intermedio nella biblioteca del monastero fiorentino di Santa Maria degli Angeli).
Al f. 1r, a penna, la segnatura dell'inventario B (sec. XVII ultimo quarto)  con la segnatura omega 151 depennata e sostituita dalla segnatura del del catalogo C (sec. XVII ex.), O.III-14, a penna (vd. Spoglio inventariale e Magheri Cataluccio-Fossa in bibl.). Su un cartellino incollato all'interno del piatto anteriore indice del contenuto del sec. XVIII, in latino.
Il codice giunse nell'odierna sede di conservazione nel 1809 a seguito delle soppressioni napoleoniche delle corporazioni religiose (Catalogo laurenziano dei mss. scelti, f. 85r: «Camald. 345. Collectio Dictionum sacrae et saecularis scripturae graece. Cod. chart. saec. 14, in-4»).
La segnatura attuale si legge, vergata a penna e a matita, al f. Ir insieme alle segnature 345 (Soppressioni 1809) e Dietro al Plut. 57 fascio 10 (Biblioteca Medicea Laurenziana, sec. XIX in.).
Sul dorso, in oro, in capitali Lexicon Graecum; più sotto cartellino cartaceo, con la segnatura attuale, del tutto evanida.

Lexicon, Iohannis Zonarae sec. XII, ff. 1r-155v
in greco

Bibliografia Catalogo manoscritti scelti f. 85r; Del Furia Catalogus vol. III ff. 34r-35v; Rostagno - Festa Indice (1893) p. 160; Olivieri - Festa Indice (1895) p. 429; Naoumides Pseudo-Zonaras (1974) p. 487; Magheri Cataluccio-Fossa, Biblioteca (1979) p. 471 nr. 151 (Inventario B), p. 488 nr. 14 (Inventario C, ms. non identificato); Alpers Lexicon (1981) p. 27 nr. 49; RGK (1981) (repertorio); Puntoni Codici greci (1983) p. 488; Buhler Prolegomena Zenobii (1987) p. 243 n. 75; Scapecchi Pietro da Portico (1994) p. 195; Corali Angeli (1995) p. 88; Silvano Citazioni polizianee (2003) p. 275 n. 6

Spoglio inventariale
Camaldoli (Arezzo) - Eremo. [Inventario B]151- Textus Grecus. in 4to. in C. O.

Note inv. 206649
La sezione originaria del codice è largamente mutila; oltre a quanto integrato dal restauro umanistico e ad alcuni fogli mancanti dai fascicoli superstiti, manca un fascicolo tra gli attuali fasc. 14 e 15

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Conv. Soppr. 146

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Descrizione diretta

Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Conv. soppr. 150

sec. XIII. 2 data stimata
Note datazione su base paleografica e storica

Luogo di copia Creta (sec. XIII)
membr.
ff. V, 150, III'; numerazione recente a matita nell'angolo inferiore esterno; numerazione antica in cifre arabe al centro del marg. inf. dei ff. 1-32; guardie cart. (coevi alla legatura i ff. I-III, I'-III'; del sec. XVI i ff. IV-V, con fil. genericam. sim. a Piccard Anker, V.328 [Gemona del Friuli, 1521]); fascicoli 1-6 (8), 7-11 (10), 12 (8), 13-16 (10), 17 (4): i fasc. 1-3 iniziano con il lato pelo, i fasc. 4-17 con il lato carne; nel fasc. 12 non è rispettata la regola di Gregory (inversione del terzo bifoglio); segnature in lettere greche di mano del copista in parte asportate dalla rifilatura al centro del marg. inf. del primo recto e/o dell'ultimo verso (ancora visibili ai fasc. 1-6, 8, 10-12, 14-17); segnature dei fascicoli in numeri romani al centro del marg. inf. dell'ultimo verso (fasc. 4-17; il fasc. 9 è segnato X, il fasc. 10 IX), probabilmente del sec. XIV; segnature di mano più tarda in lettere latine al centro del marg. inf. del primo recto e nell'ang. inf. int. dell'ultimo verso (in parte evanide; ben visibili e. g. nei fasc. 2-5); richiami latini alla fine di ciascuna colonna di testo greco per servire di guida alla trascrizione del testo latino, apposti con ogni probabilità dal copista di quest'ultimo, in parte asportati dalla rifilatura
dimensioni: 181 x 130 (f. 117r); specchio di scrittura: 5 [155] 21 x 10 [48 (6 | 6) 43] 17 (f. 117r); rr. 32/ll. 32, rigatura a secco: foratura presente nei marg. sup., est. e inf.; il rapporto tra righe e linee scritte è pressoché costante per la colonna di sinistra, in greco, verisimilmente scritta per prima; uno spazio bianco è lasciato spesso alla fine della colonna di destra, in latino, allo scopo di mantenere la corrispondenza tra testo greco e testo latino

note generali sulla scrittura: confezionato da due scribi, uno responsabile del testo greco, l'altro di quello latino; la scrittura greca, di piccolo modulo, assume talora (e. g. ff. 62r-68v) un ductus più corsivo e si arricchisce di un maggior numero di effetti di contrasto modulare: può essere accostata, per esempio, a quella della terza mano del ms. CdV, BAV, Borg. gr. 18, datato 1273 (una riproduzione in Turyn, Codices, Tab. 31); soprattutto nel testo latino sono presenti correzioni e interventi di varie mani successive, tra cui si segnala l'aggiunta di vari titoli (ff. 1r, 6r. 15r, 21r-22v, 100r, 105v, 111v, 115v, 119v, 123v, 126r, 130v, 134r, 136v-137r); tra gli interventi successivi in greco si segnala al f. 150r l'indicazione in monokondylion (vd. trascrizione in allegato)


Lingua copisti latino; greco

decorato
Iniziali semplici; Iniziali decorate: la decorazione della parte greca del ms. è stata eseguita dal copista ed è costituita da linee decorative, iniziali maggiori, iniziali minori e rubriche; quella del testo latino, costituita da inziali rosse, talora decorate (e. g. f. 15r), e lettere toccate di rosso è stata verisimilmente aggiunta in un secondo momento
rubricato


Legatura moderna (sec. XIX); piatti in cartone rigido coperti in tela; dorso e punte in cuoio marrone; sul dorso, in oro, in capitali, Ep(istu)lae Canonic. Apocalypsis et. Graec.; più sotto il cartellino cartaceo con la segnatura attuale del tutto evanida

Ente possessore Firenze, S. Maria degli Angeli, monastero OSBCam (?) (post 1513); Camaldoli (Arezzo), Eremo OSBCam (sec. XVII ex.-XIX in.)
Nomi Petrus Candidus OSBCam (a. v. 1481), possessore (sec. XV ex.-XVI in.)
Precedenti segnature O.II-32, Camaldoli (Arezzo), Eremo OSBCam (sec. XVII ex.)
Storia del manoscritto
A fronte della datazione al sec. XI proposta da Rostagno-Festa, Indice, p. 161 e di quella al sec. XIV inizi avanzata da Radiciotti, Digrafismo, p. 51 si avanza l'ipotesi che il ms. sia stato confezionato nel sec. XIII nell'isola di Creta. Benché sia la scrittura greca, sia quella latina non ostino a una collocazione nel secolo precedente (così per esempio Aland, Kurzgefasste Liste, p. 83 nr. 620), la Creta veneziana del Duecento appare come lo sfondo storico-culturale più adatto per la collocazione di un ms. bilingue come il presente ms., soprattutto in considerazione del fatto che da alcune note in gran parte evanide al f. 150v, sinora mai decifrate, si traggono la certezza di una precoce conservazione del codice sull'isola e un terminus ante quem da porre ai primi decenni del sec. XIV: una mano latina vi ha vergato infatti sei necrologi dai quali si traggono riferimenti a personaggi e a chiese del territorio candiota, oltre a varie date tra le quali si decifra chiaramente quella del 1331. Si trascrive e. g. il primo dei sei necrologi, la lettura integrale dei quali è ostacolata dalla presenza di un reagente chimico evidentemente applicato al foglio nel sec. XIX, nel tentativo di far affiorare la scrittura ormai scomparsa: MCCC°XXXI° mensis marci die XI° indictione quartadecima obiit Frassia de Frossini monacha sancte D(omi)nice filia mee nene et fuit sepellita in dicta ecclesia sancte Dominice [chiesa di Agya Kyriaki, nella città di Candia; cfr. Gerola, Topografia, pp. 24 nr. II.24, 26 nr. III.18, 27 nr. IV.38, 32 nr. VI.27] tempore magnifici domini Marii Mauroceno [Mario Morosini, duca di Candia, 1329-1331] duchae [.] in ultimo anno sui regiminis. Alla fine del sec. XV il ms. appartenne a Pietro Candido di Santa Maria degli Angeli che ha apposto nel margine inferiore del f. 1r la nota di possesso Monasterii Angelorum Petri Candidi; è assai verisimile che abbia fatto parte della praeclara librorum suppellectile che Pietro Candido si procurò a Creta negli anni tra il 1491 e il 1496, da lui trascorsi a Candia per apprendere il greco (Dolfin, Epistolae, f. r4v, ep. del 3 giugno 1496). Alla sua morte, nel 1513, il ms. passò probabilmente con altri suoi libri all'Eremo di Camaldoli (cfr. Corali Angeli, p. 88; contra Scapecchi, Pietro da Portico, p. 194 che ipotizza un passaggio intermedio nella biblioteca del monastero fiorentino di Santa Maria degli Angeli).
Al f. 1r, a penna, la segnatura dell'inventario B (sec. XVII ultimo quarto) Sacrae Eremi Camalduli inscriptus catalogo omega 58, con la segnatura cancellata e sostituita nel margine inferiore dello stesso foglio con quella del del catalogo C (sec. XVII ex.), O.III-21, a penna, poi corretta in O.II.32 (vd. Magheri Cataluccio-Fossa, Biblioteca in bibl.).
Al f. Vr indice del contenuto del sec. XVIII, in latino.
Il codice giunse nell'odierna sede di conservazione nel 1809 a seguito delle soppressioni napoleoniche delle corporazioni religiose (Catalogo laurenziano dei mss. scelti, f. 84r: «Camald. 176. Epistolae canonicae graeco-lat. cod. membr. sec. 13 in 8°»).
La segnatura attuale si legge, vergata a penna e a matita, al f. Ir insieme alla segnatura 176 (Soppressioni 1809). Entrambe le segnature sono ripetute a matita al f. IVr insieme all'indicazione Dietro al Plut. 57 fascio 10 e al f. Vr.

Biblia graeca et latina [Epistulae ], ff. 1r-150r

Bibliografia Bandini Hodoeporicon vol. VIII f. 192r; Catalogo manoscritti scelti f. 84r; Del Furia Catalogus vol. III ff. 110r-112r; Rostagno - Festa Indice (1893) p. 161; Magheri Cataluccio-Fossa, Biblioteca (1979) p. 466 nr. 58 (Inventario B, ms. non identificato), p. 488 nr. 21 (Inventario C, ms. non identificato) (letteratura secondaria); Buhler Prolegomena Zenobii (1987) p. 243 n. 75; Scapecchi Aldo Manuzio (1994) p. 195; Aland Kurzgefasste Liste (1994) p. 83 n. 620; Scapecchi Pietro da Portico (1994) p. 194; Corali Angeli (1995) p. 88; Radiciotti Digrafismo (2006) pp. 51-52 e tav. VI

Note inv. 206654

Risorse esterne collegate
BML Conv. Soppr. 150, scheda completa
Conv. soppr. 150 (Teca Digitale Laurenziana)
Conv. soppr. 150 (nuova Teca Digitale Laurenziana)

Responsabile scheda: davide speranzi

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Descrizione diretta

Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Conv. soppr. 153

sec. XV terzo quarto data stimata
Note datazione su base paleografica e storica

Luogo di copia Creta (sec. XV terzo quarto)
cart.
fil. Echelle sim. a Briquet 5905 (Siena 1450-1452, var. id. Firenze 1453-1454)
in quarto
ff. IV, 168, III'; numerazione moderna a matita nell'angolo superiore esterno (i ff. 166-168 numerati recentemente a matita); bianchi i ff. 165v-168v; guardie cart. e membr. (cart., coevi alla legatura i ff. I-III, I'-III'; membr., coevo al ms., il f. IV); fascicoli 1-16 (10), 17 (8): segnature dei fascicoli in lettere greche di mano del copista al centro del margine inferiore del primo recto di ciascun fascicolo, in gran parte asportate dalla rifilatura
dimensioni: 289 x 204 (f. 51r); specchio di scrittura: 30 [190] 69 x 22/7 [109] 8/58 (f. 51r); rr. 24/ll. 24, rigatura a secco: con mastara

note generali sulla scrittura: contro l'attribuzione a Demetrio Damila avanzata da Sicherl, Iamblicos, p. 38, già indicata come priva di fondamento da Canart, Damilas, p. 285 n. 4, si può riconoscere nell'intero manoscritto la mano di Demetrio Xantopulo sulla base del confronto con lo specimen della sua scrittura fornito in RGK, I/C Taf. 98 (su di lui cfr. RGK, IA nr. 98, II/A nr. 132, III/A nr. 166); annotazioni in greco e in latino di Pietro Candido di Santa Maria degli Angeli (e. g. ff. IVv, 1r-v, 3v; al f. 1r, doctiores referunt [?] in Lutiano editas hasce epistulas, quod prorsus affectatione stilus, argutia dicendi [?] et sententiarum crebra), che al f. IVv aggiunge il testo dell'ep. 7 della collezione falaridea (Hercher, Epistolographi, p. 410) e la trascrizione di alcune epigrafi funerarie (Ursinus et Eutycia parentes infelicissimi Ursino filio pientissime posuerunt. | Agnatiae optatae Iunius Aemilianus matri piissimae et sibi fecit V anno XXII. | Martia L. F. Enodia Ti. Claudio coniugi benemerenti et sibi fecit. | D. M. Clodiae avitae heredes ex testamento. | Clodia Sabina coniugi benemerenti posuit et sibi. | Valeriae Grapteni coniugi benemerenti Valerius | Donatus et Valeria Donata filia piisime liber|tis libertabusque posterisque eorum. | Vindiciae C. L. iucundae uxori); annotazioni d'altra mano quattrocentesca (ff. 57r, 58r, 151v); maniculae. Al f. 143v due note di collazione relative alle ep. 2a e 2b dello ps. Platone, di mano di Francesco Del Furia (1777-1856), con riferimento all'edizione degli epistolografi greci stampata a Ginevra nel 1606 per cura di Jacques Cujas (Epistolae Graecanicae mutuae, antiquorum rhetorum, oratorum, philosophorum [.] a Iacobo Cuiaicio [.] magnam partem latinitate donatae, Aureliae Allobrogum, 1606): Est fragmentum epistolae II quod in collectione Cuiaciana occurit pag. 278 ante medium; Est fragmentum Epistolae II quod in collectione Cuiaciana occurrit pag. 279 circa finem; egualmente di mano di Del Furia la nota al f. IVv in editione est ordine VII riguardante l'ep. 7 di Falaride.


Lingua copisti greco

decorato
Iniziali semplici: in rosso
rubricato


Legatura moderna (sec. XIX); piatti in cartone rigido coperti in tela; dorso e punte in cuoio marrone; sul dorso, in oro, in capitali Phalaridis et aliorum epistulae graecae; più sotto resti di cartellino cartaceo che doveva recare la segnatura attuale, riportata a matita sul dorso da mano recente

Ente possessore Firenze, S. Maria degli Angeli, monastero OSBCam (?) (post 1513); Camaldoli (Arezzo), Eremo OSBCam (sec. XVII ultimo quarto-XIX in.)
Nomi Demetrio Xantopulo (sec. XV), copista (sec. XV terzo quarto); Petrus Candidus OSBCam (a. v. 1481), possessore (sec. XV ex.-XVI in.)
Precedenti segnature omega 182, Camaldoli (Arezzo), Eremo OSBCam (sec. XVII ultimo quarto); O.III-11, Camaldoli (Arezzo), Eremo OSBCam (sec. XVII ex.)
Storia del manoscritto
Al f. IVr note di stima del sec. XV fine - XVI inizi: 4°. Ducati quatro. Ducati 4 e, d'altra mano, Marcelli delta.
Al centro del foglio l'indicazione Y e, in alto, theta 8.
Il codice appartenne a Pietro Candido di Santa Maria degli Angeli che vi ha apposto vari marginali e, nel margine inferiore del f. 1r, la nota di possesso Monasterii Angelorum Petrus Candidus. Alla sua morte, nel 1513, il ms. passò probabilmente con altri suoi libri all'Eremo di Camaldoli (cfr. Corali Angeli, p. 88; contra Scapecchi, Pietro da Portico, p. 194 che ipotizza un passaggio intermedio nella biblioteca del monastero fiorentino di Santa Maria degli Angeli).
Al f. 1r, a penna, la segnatura dell'inventario B (sec. XVII ultimo quarto), Sacrae Eremi Camalduli inscriptus catalogo omega 182, con la segnatura omega 182 depennata e sostituita dalla segnatura del catalogo C (sec. XVII ex.), O.III-11,  a penna (vd. Spoglio inventariale e Magheri Cataluccio-Fossa, Biblioteca in bibl.).
Al f. IVv indice del contenuto del sec. XVIII, in latino.
Il codice giunse nell'odierna sede di conservazione nel 1809 a seguito delle soppressioni napoleoniche delle corporazioni religiose (Catalogo laurenziano dei mss. scelti, f. 88r-v: «Camald. 864. Phalaridis, Chilonis [sic], Euripidis, Hippocratis, Heracliti aliorumque epistolae graece. Cod. chart. sec. 15, in-fol.»).
La segnatura attuale si legge, vergata a penna e a matita, al f. Ir insieme alla segnatura 864 (Soppressioni 1809); entrambe le segnature sono ripetute a matita nell'angolo superiore esterno del f. 1r.

Epistolae variorum [ps. Phalaridis, Anacharsis, ps. Euripides, Hippocrates et alii], ff. 1r-165r
in greco

Bibliografia Catalogo manoscritti scelti f. 88r-v; Del Furia Catalogus vol. III ff. 3r-11r; Rostagno - Festa Indice (1893) p. 161; Olivieri - Festa Indice (1895) p. 433; Sabatucci Epistole di Chione (1906) p. 375; During Chion of Heraclea (1951) pp. 26, 33, 37, 42; Sicherl Iamblichos (1957) p. 38; De Meyier De Mysteriis (1958) p. 285; Torraca Epistole greche (1959) pp. xxxvi, xli-xlii e passim; Canart Démétrius Damilas (1977) p. 285 n. 4; Radt Sophocles (1977) p. 56; Magheri Cataluccio-Fossa, Biblioteca (1979) p. 473 nr. 182 (Inventario B, ms. non identificato), p. 488 nr. 11 (Inventario C, ms. non identificato) (letteratura secondaria); RGK (1981) (repertorio); Diller Greek Epistolographers (1983) p. 265; Moore-Blunt Epistulae (1985) pp. xiv-xv; Buhler Prolegomena Zenobii (1987) p. 243 n. 75; Scapecchi Pietro da Portico (1994) p. 194; Museler Die Kynikerbriefe (1994) vol. I pp. 5, 58-59, 72-73; Corali Angeli (1995) p. 88; Muratore La silloge (1996) p. 11 n. 15; Sicherl Aldus Manutius (1997) pp. 266, 269; Muratore Falaride (2001) pp. 27-28

Spoglio inventariale
Camaldoli (Arezzo) - Eremo. [Inventario B]182- Liber Grecus. in f°. C. O.

Note inv. 206657

Risorse esterne collegate
Conv. Soppr. 153

Responsabile scheda: davide speranzi

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ABC
RICABIM

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Descrizione diretta

Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Conv. soppr. 164

Composito


cart.
ff. VI, 164, V'; numerazione mod. a matita nell'angolo superiore esterno; guardie cart. (coevi alla legatura i ff. I-V, I'-V'; antico il f. VI)
dimensioni: 302 x 208 (f. 11r)


Legatura moderna (sec. XIX); assi nude; dorso in cuoio marrone; taglio dipinto di rosso

Ente possessore Firenze, S. Maria degli Angeli, monastero OSBCam (?) (post 1513); Camaldoli (Arezzo), Eremo OSBCam (sec. XVII ultimo quarto-XIX in.)
Nomi Petrus Candidus OSBCam (a. v. 1481), possessore (sec. XV ex.-XVI in.)
Precedenti segnature omega 187, Camaldoli (Arezzo), Eremo OSBCam (sec. XVII ultimo quarto); O.III-10, Camaldoli (Arezzo), Eremo OSBCam (sec. XVII ex.)
Storia del manoscritto
Il ms., costituito da sezioni coeve confezionate nello stesso ambiente - a Creta, nell'ultimo quarto del sec. XV - fu quasi certamente allestito nella forma attuale dal primo possessore, Pietro da Portico, noto anche come Pietro Candido, la cui nota di possesso, Monasterii Angelorum Petrus Candidus compare nel margine inferiore del f. 1r; sue postille marginali ricorrono in tutte le sezioni. Fece probabilmente parte della 'praeclara librorum suppellectile' che Pietro Candido si procurò sull'isola negli anni tra il 1491 e il 1496, da lui trascorsi a Candia per apprendere il greco (Dolfin, Epistolae, f. 4v, ep. del 3 giugno 1496). Alla morte di Pietro Candido, nel 1513, il ms. passò probabilmente con altri suoi libri all'Eremo di Camaldoli (vd. in bibl. Corali Angeli, p. 88; contra Scapecchi, Pietro da Portico, p. 194 che ipotizza un passaggio intermedio nella biblioteca del monastero fiorentino di Santa Maria degli Angeli). Un'indicazione parziale del contenuto del sec. XV ex.-XVI in. si trova al f. VIr: Cicero de senectute graece per Gazam. Herodianus historicus. Al f. 1r, a penna, la segnatura dell'inventario B (sec. XVII ultimo quarto), Sacrae Eremi Camalduli inscriptus catalogo codex 187, con la parola codex e il numero 187 depennati e sostituiti dalla segnatura del catalogo C (sec. XVII ex.), O.III-10, a penna (vd. Magheri Cataluccio - Fossa, Biblioteca e cultura in bibl.). Al f. VIr indice del contenuto, del sec. XVIII, in latino. Il ms. è descritto nell'Odeporicon di Angelo Maria Bandini, che elenca anche altri codici appartenuti a Pietro Candido e passati a Camaldoli (ms., Firenze, Biblioteca Marucelliana, B.I.19, v. VII, f. 191r). Il codice giunse nell'odierna sede di conservazione nel 1809 a seguito delle soppressioni napoleoniche delle corporazioni religiose (Catalogo laurenziano dei mss. scelti, f. 84v: Camald. 223. Ciceronis Dialogus qui Cato inscribitur, interpretatio Theodori Gazae; Herodiani Historiae lib. VIII; Moschopuli Emanuelis Ars grammatica et Explicationum libri I Iliados Homeri, graece. Cod. chart. in fol.. La segnatura attuale si legge, vergata a penna e a matita, al f. Ir insieme alla segnatura 323 (Soppressioni 1809). Quest'ultima è ripetuta a penna nel margine superiore del f. Vv. Sul dorso, in oro, in capitali: M. T. Ciceron. De senectute etc.; più sotto il cartellino cartaceo, parzialmente danneggiato, con la segnatura attuale quasi completamente evanida.

Bibliografia Catalogo manoscritti scelti f. 87r; Bandini Hodoeporicon f. 191r; Del Furia Catalogus vol. III ff. 12r-18r; Rostagno - Festa Indice (1893) pp. 164-165; Sicherl Iamblichos (1957) p. 81; Maier Ange Politien (1965) p. 435; Magheri Cataluccio-Fossa, Biblioteca (1979) p. 473 nr. 187 (Inventario B), p. 488 nr. 10 (Inventario C, ms. non identificato); RGK (1981) (repertorio); Hall Prolegomena (1986) pp. 9, 142-143; Buhler Prolegomena Zenobii (1987) p. 243; Martínez Manzano Konstantinos (1994) pp. 176-181; Scapecchi Pietro da Portico (1994) p. 194; Corali Angeli (1995) p. 88; Martínez Manzano Constantino (1998) pp. 192-193; Gionta L'Erodiano (1998) pp. 431-432, 435, tav. Ia-b; Vecce Bembo e Poliziano (1998) pp. 488-489; Melandri Giorgio Gregoropulo (1999) (passim); Lucarini De Herodiani codicibus (2001) pp. 176-182, 184 (stemma); Mecca Erodiano (2004) pp. 50-51 e passim; Speranzi Tra Creta e Firenze (2006) p. 197

Spoglio inventariale
Camaldoli (Arezzo) - Eremo. [Inventario B]187- Cicero de Senectute. in f°. C. O. per Gazam grece.

U.C. I (ff. 1-17) sec. XV ultimo quarto data stimata
Note datazione su base paleografica e storica ante 1496

Luogo di copia Creta (sec. XV ultimo quarto)
cart.
filigranato: sim. a Harlfinger Main 21 (27 agosto 1491, Creta, Antonio Damila)
in folio
ff. 17; numerazione parziale in cifre arabe di mano del copista nell'angolo inferiore esterno (2-17); fascicoli 1 (8), 2 (9): il fasc. 2 è un quinterno cui è stato asportato il quarto foglio, senza perdita di testo; segnature dei fascicoli in lettere greche (alfa-beta) di mano del copista nel margine inferiore, in corrispondenza del colonnino, sul primo recto e sull'ultimo verso di ciascun fascicolo
dimensioni: 302 x 208 (f. 11r); specchio di scrittura: 12/5/16 [197] 26/6/40 × 24/7 [115] 4/58 (f. 11r); rr. 33/ll. 29, rigatura a secco: con mastara

note generali sulla scrittura: il copista può essere identificato in Emanuele Zacaride sulla base del confronto con lo specimen della sua scrittura fornito in RGK, I/C Taf. 114 (su di lui cfr. RGK, I/A nr. 114, II/A nr. 146, III/A nr. 189)


Lingua copisti greco

Presenza di note
Varie annotazioni marginali possono essere attribuite alla mano di Zanobi Acciaiuoli (attr. Speranzi, Tra Creta e Firenze, p. 197 n. 21); al f. 1r annotazione marginale di Pietro Candido

decorato
Iniziali semplici; Iniziali decorate; fascia decorativa: fascia decorativa a inchiostro rosso con motivi floreali ricavati in negativo (f. 1r); iniziali maggiori in rosso decorate con elementi floreali; iniziali semplici rosse
rubricato


Ente possessore Firenze, S. Maria degli Angeli, monastero OSBCam (post 1513); Camaldoli (Arezzo), Eremo OSBCam (sec. XVII ultimo quarto-XIX in.)
Nomi Emanuele Zacaride (sec. XV), copista (sec. XV ultimo quarto); Petrus Candidus OSBCam (a. v. 1481), possessore (sec. XV ex.-XVI in.); Zenobius de Acciaiolis (n. 1461, m. 1516), aggiunte e note di (sec. XV ex.-XVI in.)

De senectute [Opus Ciceronis; transl. ex Latino], Theodorus Gaza n. 1408/1410, m. 1475, ff. 1r-17v
in greco

U.C. II (ff. 18-103) sec. XV ultimo quarto data stimata
Note datazione su base paleografica e storica ante 1496

Luogo di copia Creta (sec. XV ultimo quarto)
cart.
filigranato: filigrane di due tipi: ai ff. 18-51, 53-54, 56-103 sim. a Harlfinger Main 21 (27 agosto 1491, Creta, Antonio Damila); ai ff. 52, 55 Ecu con al centro una croce senza raffronti precisi nei repertori
in folio
ff. 86; numerazione in cifre arabe di mano del copista nell'angolo inferiore esterno (1-83); fascicoli 1-10 (8), 11 (6): segnature dei fascicoli in lettere greche (alfa-iota alfa) di mano del copista nel margine inferiore, in corrispondenza del colonnino, sul primo recto e sull'ultimo verso di ciascun fascicolo
dimensioni: 302 x 208 (f. 46r); specchio di scrittura: 13/5/17 [198] 25/7/17/8/12 × 22/8 [116] 9/53 (f. 46r); rr. 35/ll. 29, rigatura a secco: con mastara; bianchi i ff. 101r-103v

note generali sulla scrittura: come la sezione I, anche questa sezione può essere attribuita alla mano di Emanuele Zacaride sulla base del confronto con lo specimen della sua scrittura fornito in RGK, I/C Taf. 114


Lingua copisti greco

Presenza di note / correzioni
Alcune correzioni e varianti marginali in greco sembrano essere di mano di Antonio Damila (ff. 30r, 39r, 62v; cfr. RGK, I/C Taf. 22). Varie annotazioni marginali in greco e in latino, già falsamente ascritte ad Angelo Poliziano (Rostagno - Festa, Indice, p. 165), sono state invece correttamente restituite alla mano di Pietro Candido (Gionta, L'Erodiano, p. 432; già Maïer, Manuscrits d'Ange Politien, p. 435 si era espressa a sfavore dell'attribuzione all'Ambrogini). Tra queste, da segnalare alcune note di collazione con un vetustum codice Abbatiae (cioè della Badia Fiorentina) manu Zenobii castigatum, ovvero l'attuale ms. Leiden, Bibliothek der Rijksuniversiteit, gr. 23, già appartenuto alla Badia Fiorentina, riccamente annotato da Zanobi Acciaiuoli (cfr. Gionta, L'Erodiano, pp. 432-433; le postille da cui si cita si trovano ai ff. 18v, 22r). Di particolare rilievo anche la nota al f. 25r, «che serba memoria della consultazione, da parte di Giovanni Corsi, di un Erodiano conservato nella Biblioteca Vaticana», non ancora identificato, forse lo stesso citato in una lettera di Ercole d'Este a Demetrio Guazzelli, custode della Vaticana, del 24 novembre 1488 (vd. trascrizione nel PDF allegato; cfr. Gionta, L'Erodiano, p. 434, da cui si trae la citazione e Lucarini, De Herodiani codicibus, pp. 177-178; il testo della lettera a Guazzelli è in Bertoni, La biblioteca, pp. 260-261 nr. 17). Sono presenti maniculae

decorato
Iniziali decorate; fascia decorativa: fascia decorativa a inchiostro rosso con motivi floreali ricavati in negativo (f. 18r); iniziali rosse decorate con elementi floreali
rubricato


Ente possessore Firenze, S. Maria degli Angeli, monastero OSBCam (post 1513); Camaldoli (Arezzo), Eremo OSBCam (sec. XVII ultimo quarto-XIX in.)
Nomi Angelo Poliziano (1454-1494), note di (sec. XV ultimo quarto); Antonio Damilas (sec. XV seconda metà), note di (sec. XV ultimo quarto); Emanuele Zacaride (sec. XV), copista (sec. XV ultimo quarto); Petrus Candidus OSBCam (a. v. 1481), possessore (sec. XV ex.-XVI in.)

Ab excessu divi Marci, Herodianus, ff. 18r-103v
in greco

U.C. III (ff. 104-128) sec. XV ultimo quarto data stimata
Note datazione su base paleografica e storica ante 1496

Luogo di copia Creta (sec. XV ultimo quarto)
cart.
filigranato: molto sim. a Harlfinger Boeuf 41 (1502/1503, Manuele Gregoropulo)
in folio
ff. 25; fascicoli 1-2 (8), 3 (9): il fasc. 3 è un quinterno cui è stato asportato il primo foglio, senza perdita di testo; segnature dei fascicoli in lettere greche (alfa-gamma) di mano del copista nel margine inferiore del primo recto di ciascun fascicolo, in corrispondenza della giustificazione esterna
dimensioni: 302 x 208 (f. 113r); specchio di scrittura: 27 [198] 77 × 30 [107] 71 (f. 113r); rr. 30/ll. 30, rigatura a secco: con mastara

note generali sulla scrittura: il copista può essere identificato in Tommaso Bizimano sulla base del confronto con lo specimen della sua scrittura fornito in RGK, I/C Taf. 141 (su di lui cfr. RGK, I/A nr. 141, II/A nr. 187, III/A nr. 236)


Lingua copisti greco

Presenza di note
Varie annotazioni marginali in latino e in greco di mano di Pietro Candido (al f. 124r si segnala la nota fragmentum quod extat - erroneamente attribuita ad Angelo Poliziano, e. g., da Vecce, Bembo e Poliziano, p. 489 n. 34 - a segnalare la rarità dell'estratto dalla Gigantomachia di Claudiano conservato ai ff. 124r-125v); di sua mano anche i titoli ai ff. 104r, 112r; presenti maniculae

decorato
Iniziali semplici: iniziali semplici rosse
rubricato


Ente possessore Firenze, S. Maria degli Angeli, monastero OSBCam (post 1513); Camaldoli (Arezzo), Eremo OSBCam (sec. XVII ultimo quarto-XIX in.)
Nomi Tommaso Bizimano (sec. XV), copista (sec. XV ultimo quarto); Petrus Candidus OSBCam (a. v. 1481), possessore (sec. XV ex.-XVI in.)

Excerpta ex idoneis Graecis auctoribus [Aristophanes, Menander, Diodorus Siculus et alii], ff. 104r-128v
in greco

U.C. IV (ff. 129-164) sec. XV ultimo quarto data stimata
Note datazione su base paleografica e storica ante 1496

Luogo di copia Creta (sec. XV ultimo quarto)
cart.
filigranato: Balance sim. a Briquet 2588 (Treviso, Venezia 1843) id. a quella dei ff. 185-200 del ms. Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Conv. Soppr. 141, dei ff. 1-51, 54-59, 64-73, 82-89 del ms. Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Conv. Soppr. 144, dei ff. 116-123, 132-157 del ms. Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Redi 15
in folio
ff. 36; fascicoli 1-4 (8), 5 (4): il fasc. 5 è un quaterno cui sono stati asportati gli ultimi quattro fogli, con perdita di testo; segnature dei fascicoli in lettere greche (alfa-delta) di mano del copista principale nel margine inferiore del primo recto dei fasc. 1-4; segnatura con lettera greca (epsilon) di mano coeva al centro del margine inferiore del primo recto del fasc. 5
dimensioni: 302 x 208 (f. 130r); specchio di scrittura: 25 [197] 34/46 × 21/5 [117] 6/59 (f. 130r); rr. 31/ll. 30, rigatura a secco: con mastara

note generali sulla scrittura: la mano principale, che copia i ff. 129r-164r, l. 11, è stata identificata con quella del copista cretese Giorgio Gregoropulo (attr. Melandri, Giorgio Gregoropulo; su di lui cfr. RGK, I/A nr. 58, II/A nr. 78, III/A nr. 98); potrebbe essere d'altra mano, ispirata allo stesso modello grafico, il f. 164r, l. 12-164v, l. 7; di una terza mano il f. 164v, ll. 8-37


Lingua copisti greco

Presenza di note
Annotazioni marginali di mano di Pietro Candido (e. g. ff. 158v, 160r)

decorato
Iniziali semplici; Iniziali decorate; fascia decorativa: fasce decorative in inchiostro rosso a motivi fitomorfi (f. 129r), a intreccio (f. 149r) e a nastro (ff. 160v-164r); explicit decorati con stauroì ed elementi fitomorfi; iniziali maggiori in rosso con elementi fitomorfi; iniziali semplici rosse
rubricato


Ente possessore Firenze, S. Maria degli Angeli, monastero OSBCam (post 1513); Camaldoli (Arezzo), Eremo OSBCam (sec. XVII ultimo quarto-XIX in.)
Nomi Georgius Gregoropulus (sec. XV), copista (sec. XV ultimo quarto); Petrus Candidus OSBCam (a. v. 1481), possessore (sec. XV ex.-XVI in.)

Scholia in Iliadem, Manuel Moschopulus sec. XIII ultimo quarto -XIV.1, ff. 129r-160r
in greco
Verborum explicationes [in greco], ff. 160v-164r

Note inv. 206668
composito organizzato di quattro sezioni: I (ff. 1-17); II (ff. 18-187); III (ff. 104-128); IV (ff. 129-164)

Risorse esterne collegate
Conv. Soppr. 164

Responsabile scheda: davide speranzi

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Permalink: http://www.mirabileweb.it/manuscript/firenze-biblioteca-medicea-laurenziana-conv-soppr--manoscript/170838



Descrizione diretta

Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Conv. soppr. 170

Composito


cart.
filigranato
ff. VII, 178, V'; numerazione mod. a matita nell'angolo superiore esterno (il f. 176, numerato in inchiostro rosso da Enrico Rostagno; la numerazione ripete due volte il nr. 144, salta un foglio dopo f. 152, indica come 177-178 i ff. I'-II' e come I'-III' i ff. III'-V'); guardie cart. (coevi alla legatura i ff. I-V, III'-V', antichi, con fil. Oiseau sim. a Briquet 12204 [Napoli 1494, var. Roma 1482-1484, Napoli 1482-1495, Venezia 1482-1497, Catania 1495] i ff. VI-VII e i ff. I'-II', numerati 177-178)
dimensioni: 313 x 212 (f. 11r)


Legatura moderna (sec. XIX); assi nude; dorso in cuoio marrone; sul dorso, in oro, in capitali, Lycophronis Cassandra cum scholiis Isaaci Tzetzae. Cod. gr.; più sotto il cartellino cartaceo, parzialmente danneggiato, con la segnatura attuale quasi completamente evanida

Ente possessore Camaldoli (Arezzo), Eremo OSBCam (sec. XVII ultimo quarto-XIX in.); Firenze, S. Maria degli Angeli, monastero OSBCam (?) (post 1513)
Nomi Petrus Candidus OSBCam (a. v. 1481), possessore (sec. XV ex.-XVI in.)
Precedenti segnature omega 188, Camaldoli (Arezzo), Eremo OSBCam (sec. XVII ultimo quarto); O.III-9, Camaldoli (Arezzo), Eremo OSBCam (sec. XVII ex.)
Storia del manoscritto
Il ms., costituito da sezioni coeve e omogenee dal punto di vista del contenuto, molto probabilmente di origine cretese, fu allestito nella forma attuale poco tempo dopo la confezione, come attestano la presenza di fogli di guardia antichi e quella di una serie di segnature dei fascicoli in cifre arabe comune alle due sezioni riconducibile al sec. XV fine, in parte asportata dalla rifilatura, visibile nel margine inferiore esterno del primo recto dei fasc. 5-13 della sezione II. Non è improbabile che l'organizzazione del composito si debba al primo possessore, Pietro da Portico, noto anche come Pietro Candido, la cui nota di possesso, Monasterii Angelorum Petrus Candidus, compare nel margine inferiore del f. 1r. Il ms. fece probabilmente parte della praeclara librorum suppellectile che Pietro Candido si procurò sull'isola negli anni tra il 1491 e il 1496, da lui trascorsi a Candia per apprendere il greco (Dolfin, Epistolae, f. r4v, ep. del 3 giugno 1496). Alla morte di Pietro Candido, nel 1513, il ms. passò probabilmente con altri suoi libri all'Eremo di Camaldoli (I corali, p. 88; contra Scapecchi, Manoscritti ed edizioni, p. 194 che ipotizza un passaggio intermedio nella biblioteca del monastero fiorentino di Santa Maria degli Angeli). Al f. 1r, a penna, la segnatura dell'inventario B (sec. XVII ultimo quarto), Sacrae Eremi Camalduli inscriptus catalogo codex 188, con la parola codex e il numero 188 depennati e sostituiti dalla segnatura del catalogo C (sec. XVII ex.), O.III-19, a penna (cfr. Magheri Cataluccio - Fossa, Biblioteca e cultura in bibl.). Al f. VIr indici del contenuto, apposti da due diverse mani del sec. XVIII, in latino. Il codice giunse nell'odierna sede di conservazione nel 1809 a seguito delle soppressioni napoleoniche delle corporazioni religiose (Catalogo laurenziano dei mss. scelti, f. 87v: Camald. 702. Lycophronis Cassandra, cum scholiis interlinearibus Isaaci Tzetzae graece. Cod. chart. sec. 15, in-fol.). La segnatura attuale si legge, vergata a penna e a matita, al f. Ir insieme alla segnatura 702 (Soppressioni 1809). Quest'ultima è ripetuta a penna nel margine superiore del f. Vv.

Bibliografia Catalogo manoscritti scelti f. 87v; Del Furia Catalogus (1846) vol. III ff. 1r-2r; Rostagno - Festa Indice (1893) p. 166; Sicherl Iamblichos (1957) pp. 82 e n. 2, 91, 96; De Meyier De Mysteriis (1958) p. 286; Magheri Cataluccio-Fossa, Biblioteca (1979) pp. 473 nr. 188 = Inventario B, 488 nr. 9 = Inventario C (ms. non identificato); Buhler Prolegomena Zenobii (1987) p. 243; Scapecchi Pietro da Portico (1994) p. 195

Spoglio inventariale
Camaldoli (Arezzo) - Eremo. [Inventario B]188- Liber Grecus. in f°. C. O.

U.C. I (ff. 1-26) sec. XV ultimo quarto data stimata
Note datazione su base paleografica e storica, ante 1496 sec.

Luogo di copia Creta (sec. XV ultimo quarto)
cart.
filigranato: sim. a Harlfinger Balance 41 (24 gennaio 1488, Teodoro)
in folio
ff. 26; fascicoli 1-2 (10), 3 (6)
dimensioni: 313 x 212 (f. 11r); specchio di scrittura: 16/11 [204] 16/36/30 × 25 [112] 4/5/41/25 (f. 11r); rr. 33/ll. 30, rigatura a secco: con mastara; bianco il f. 26r-v

note generali sulla scrittura: l'intera sezione è di mano di Giorgio di Alessandro (Sicherl, Die Handschriften, p. 91 segnala l'identità tra il copista di questi fogli, per lui anonimo, e quello dei mss. Venezia, Biblioteca Nazionale Marciana, gr. 218 e gr. 244 e dei ff. 52r-73v del ms. Paris, Bibliothèque Nationale de France, gr. 1868, a loro volta attribuiti a Giorgio di Alessandro rispettivamente in Mioni, Thesaurus antiquus, I, pp. 332, 358-359 e in RGK, II/A nr. 72; sul copista cfr. RGK, I/A nr. 54, II/A nr. 72, III/A nr. 89)


Lingua copisti greco

decorato
Iniziali decorate: iniziale rossa a motivi fitomorfi a f. 1r
rubricato: titolo in rosso a f. 1r


Ente possessore Firenze, S. Maria degli Angeli, monastero OSBCam (post 1513); Camaldoli (Arezzo), Eremo OSBCam (sec. XVII ultimo quarto-XIX in.)
Nomi Giorgio di Alessandro (sec. XV), copista (sec. XV ultimo quarto); Petrus Candidus OSBCam (a. v. 1481), possessore (sec. XV ex.-XVI in.)
Storia del manoscritto
L'utilizzo di carta con filigrane comuni alla seconda sezione rende plausibile che anche la prima sezione sia stata confezionata nello stesso torno di tempo e nella stessa cerchia ovvero, con ogni probabilità, a Creta, alla fine del sec. XV.

Alexandra [poema in trimetri giambici], Lycophron IV - III sec. a.C., ff. 1r-25v
in greco

U.C. II (ff. 27-175) sec. XV ultimo quarto data stimata
Note datazione su base paleografica e storica, ante 1496

Luogo di copia Creta (sec. XV ultimo quarto)
cart.
filigranato: filigrane di vari tipi: ai ff. 27-58 fil. sim. Harlfinger Balance 41 (24 gennaio 1488, Teodoro), id. a quella della sez. I; ai ff. 59-122, 139-176 Balance sim. a Briquet 2570 (Vicenza 1492, Venezia 1493); ai ff. 123-138 Balance sim. a Briquet 2588 (Treviso, Venezia 1483), molto sim. a quella dei ff. 1-234 del ms. Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Conv. Soppr. 141, dei ff. 1-51, 54-59, 64-73, 82-89 del ms. Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Conv. Soppr. 144, dei ff. 129-164 del ms. Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Conv. Soppr. 164, dei ff. 116-123, 132-157 del ms. Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Redi 15 e dei ff. 101r-128v del ms. Firenze, Biblioteca Riccardiana, 77
in folio
ff. 152; con numerazione errata per salto di fogli interni; fascicoli 1-19 (8): segnature dei fascicoli in lettere greche (alfa-iota theta) di mano del copista al centro del margine inferiore del primo recto di ciascun fascicolo
dimensioni: 313 x 212 (f. 30r); specchio di scrittura: 26 [210] 10/67 × 25 [124] 63 (f. 30r); rr. 31/ll. 30, rigatura a secco: con mastara; bianco il f. 176r-v

note generali sulla scrittura: si può riconoscere nell'intera sezione la mano di Antonio Damila sulla base del confronto con lo specimen della sua scrittura fornito in RGK, I/C Taf. 22 (su di lui cfr. RGK, I/A nr. 22, II/A nr. 30, III/A nr. 34)


Lingua copisti greco

decorato
Iniziali semplici: iniziali semplici rosse ai ff. 27r, 30v


Ente possessore Firenze, S. Maria degli Angeli, monastero OSBCam (post 1513); Camaldoli (Arezzo), Eremo OSBCam (sec. XVII ultimo quarto-XIX in.)
Nomi Antonio Damilas (sec. XV seconda metà), copista (sec. XV ultimo quarto); Petrus Candidus OSBCam (a. v. 1481), possessore (sec. XV ex.-XVI in.)
Storia del manoscritto
L'identificazione nella sezione della mano di Antonio Damila, attestato a Creta come copista tra il 1466 e il 1491 e, come notaio, tra il 1496 e il 1504, consente di proporre una localizzazione cretese piuttosto certa della sezione stessa. Damila ha copiato gli stessi scoli a Licofrone contenuti nella sezione anche nel ms. Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Reg. Pii II 17, ff. 25r-118v, confezionato a Creta in collaborazione con Giorgio Gregoropulo e datato 27 maggio 1479 (sul Reginense cfr. Stevenson, Codices Reginae Svecorum, p. 143 e RGK, III/A nrr. 34, 98, con l'attr. a Gregoropulo dei ff. 1r-24v).

Introductio et scholia in Lycophronem, Iohannes Tzetzes Constantinopolitanus sec. XII, f. 27r.175v

Note inv. 206674
composito di due sezioni: I (ff. 1-26), II (ff. 1-176)

Risorse esterne collegate
BML 170 - scheda completa

Responsabile scheda: davide speranzi

Altri progetti collegati:
ABC
RICABIM

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